Articoli con tags ‘ Anna Politkovskaja ’


Il mio lavoro ad ogni costo

Ott 7th, 2015 | Categoria: prima pagina
Riproponiamo l’articolo, a firma di Anna Politkovskaja, scritto per Another sky, un’antologia curata dall’associazione English Pen e pubblicata nella primavera del 2007 da Profile Book. Si tratta di un saggio postumo, pubblicato un anno dopo il suo assassinio, avvenuto il 7 ottobre 2006 a Mosca.    Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all’estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me. Eppure tutti i più alti funzionari accettano d’incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un’indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all’aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie. Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto. È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci: erano queste le condizioni in cui lavoravo durante la seconda guerra in Cecenia, scoppiata...


Nove anni fa l’omicidio della giornalista Anna Politkovskaja

Ott 7th, 2015 | Categoria: prima pagina
di redazione
“Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all’estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me. Eppure tutti i più alti funzionari accettano d’incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un’indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all’aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie. Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto. È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci”. Si descriveva così la giornalista russa Anna Politkovskaja in un saggio postumo pubblicato nel 2007, l’anno dopo il suo assassinio. Molto conosciuta per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sua opposizione all’esercito russo e al Presidente Vladimir Putin, Anna Politkovskaja fu uccisa il 7 ottobre 2006 mentre stava...


Ragusa, chiude la sala stampa dedicata a Spampinato

Mag 3rd, 2012 | Categoria: news
La Federazione Nazionale Stampa Italiana chiede a gran voce che la Provincia di Ragusa riveda la sua decisione di chiudere la sala stampa aperta nel 1995 ed intitolata a Giovanni Spampinato (nella foto), giornalista del quotidiano «L’Ora» ucciso il 27 ottobre 1972 dalla mafia. Un luogo da tutti considerato non solo un punto di servizio alla categoria (in particolare per i colleghi free lance), ma anche una presenza dal chiaro significato simbolico contro qualsiasi forma di illegalità e di sopruso. La Fnsi sottolinea come questo gesto strida ancora di più considerando che è avvenuto «in una terra così tormentata e difficile per l’informazione». Ironia della sorte, dall’altro capo d’Italia – a Trieste per la precisione – è stata inaugurata una sala stampa dedicata alla giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006. Una scelta non causale, come ha spiegato il vicesindaco Fabiana Martini: «La giornalista Politkovskaja, simbolo della libertà d’informazione e della difesa dei diritti umani, rappresenta inoltre l’attenzione dell’amministrazione comunale alle donne e alla promozione delle Pari Opportunità che la stessa commissione comunale ha appoggiato con l’adesione alla Campagna per la memoria femminile locale, nazionale e straniera». La sala stampa è infatti stata aperta al pianterreno del...


A Genova la Settimana Internazionale dei Diritti

Lug 7th, 2011 | Categoria: news
La lectio magistralis di Haim Baharier, uno tra i maggiori studiosi di pensiero ebraico e di ermeneutica biblica, aprirà questa sera alle 21 la quarta edizione della Settimana Internazionale dei Diritti di Genova. Sette giorni di incontri, dibattiti, proiezioni di film, rappresentazioni teatrali e presentazione di libri. Tutti eventi che avranno come filo conduttore il tema dei giusti, “intesi come coloro che non si voltano dall’altra parte; che sanno scegliere nei momenti decisivi da che parte stare. I Giusti come coloro che sono disposti a pagare un prezzo per difendere i diritti altrui”, come spiega Nando dalla Chiesa, responsabile del Progetto Genova Città dei Diritti e ideatore del programma. Questa sera saranno lui, insieme al sindaco della città ospite Marta Vincenzi a dare il benvenuto non solo a Baharier ma anche a Giorgio Gaslini, che si esibirà in un concerto per la pace. Fittissimo il calendario degli appuntamenti, che si terranno presso il Palazzo Tursi. Domani, venerdì 8, il primo appuntamento sarà alle 10.30: si parlerà della “Lotta alla tratta delle persone e al turismo sessuale” insieme, tra gli altri, a Mirta Da Pra Pocchiesa, responsabile dell’Ufficio Prostituzione e Tratta del Gruppo Abele. Alle 17 Giancarlo Caselli e Sabina Rossa, insieme...


Un radicale giornalista

Ott 20th, 2010 | Categoria: opinioni
di Massimo Bordin
L’ultima volta che ho parlato in pubblico di Antonio Russo è stato l’anno scorso a Siena a una rassegna annuale di documentari organizzata da Luca Zingaretti. Una sessione era dedicata alla Cecenia e si proiettava un bellissimo documentario dedicato ad Anna Politkovskaja. La giornalista russa ha pagato con la vita il rigore morale con cui ha voluto documentare, con altrettanto rigore professionale, gli orrori perpetrati dal governo russo nella cosiddetta “lotta al terrorismo”. Prima di lei, e dopo, altri giornalisti russi e ceceni hanno subito la stessa sorte. In un paese i cui massimi dirigenti siedono senza problemi nei più autorevoli consessi internazionali, i giornalisti di opposizione vengono uccisi con una frequenza impressionante, che però evidentemente non impressiona gli interlocutori internazionali di Vladimir Putin. Tanto meno chi lo ritiene un “caro amico”. La morte di Antonio Russo non può essere però rubricata nel cinico capitolo degli affari interni di uno Stato e risolta con l’ipocrita formula della non ingerenza. Eppure fra i numerosi presidenti del nostro governo che si sono succeduti dal giorno della sua uccisione, il 15 ottobre del 2000, solo Giuliano Amato ha trovato il modo, oserei dire meglio: ha avuto la dignità, di chiederne conto direttamente a...