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Cosa nostra, arresti made in Usa

Gen 21st, 2011 | Categoria: news
Una maxi retata oltreoceano ha inferto un duro colpo a Cosa nostra, colpendo tutte e sette le grandi famiglie mafiose della costa atlantica. L’Fbi ha arrestato oltre 110 persone tra i quali spiccano i 91 membri appartenenti alle famiglie Gambino, Genovese, Colombo, Bonanno e Lucchese che vantavano il dominio su New York; a queste si aggiungono i De Cavalcante in New Jersey e i Patriarca, famiglia che da sempre controlla il Rhode Island. Diversi i reati a loro imputati: omicidio, estorsione, racket, gioco d’azzardo, incendi dolosi, strozzinaggio nelle industrie cementizia e portuale, traffico di droga. Tuttavia si tratta di attività di matrice americana senza ramificazioni in Italia. È dunque una casualità il fatto che una delle persone coinvolte nella maxiretata sia stata arrestata in Sicilia, a Siracusa: si tratta del 31enne Walter Samperi, affiliato al clan Colombo e accusato di attività estorsiva commessa tra il 2004 e il 2010 nella Grande Mela. Della famiglia Colombo sono state arrestati anche il capo – Andrew Russo – il suo vice e il consigliere. In manette anche il capo della famiglia Patriarca, l’ultra ottuagenario Luigi Manocchio e “re” delle estorsioni. «Questi arresti – ha commentato il ministro della Giustizia newyorkese – segnano un importante passo...


Tenente Petrosino

Set 15th, 2009 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
La mafia non è mai stata roba da poveracci, per quanto si sia sempre nutrita di miseria. Uno dei primi a capirlo è stato Joe Petrosino, leggendario poliziotto italoamericano che nella New York dei primi del Novecento riuscì a catturare più di tremila criminali, tra boss, gregari e semplici delinquenti. Nato a Padula, in provincia di Salerno, Petrosino era arrivato negli Usa nel 1873 a soli 13 anni. A 23 si era arruolato in polizia e una rapida carriera lo aveva portato, nel 1905, a dirigere il gruppo scelto dell’Italian Legion, incaricato di contrastare le organizzazioni mafiose e paramafiose cresciute nella grande mela. Una su tutte la famigerata Mano nera, che alcuni studiosi collocano all’origine di Cosa nostra americana. Petrosino ne diventò il principale nemico.  Il poliziotto non era però affatto persuaso che quella criminalità d’accatto, per quanto diffusa, costituisse un reale pericolo: non credeva che Mano nera fosse una vera organizzazione quanto piuttosto un «espediente praticato da chi deve sopravvivere dormendo, la notte, accanto a un cesso puzzolente sempre intasato», una forma di delinquenza anarcoide che martoriava gli abitanti di Little Italy, e ogni tanto veniva infiltrata dalle vere cosche in cerca di copertura o di uomini.  Petrosino intuiva invece il...