Articoli con tags ‘ Alberto Spampinato ’


Solidarietà al giornale online “Il tacco d’Italia”

Nov 28th, 2014 | Categoria: news
Dallo scorso 14 ottobre il giornale d’inchiesta online del Salento «Il tacco d’Italia» è bloccato a seguito di un attacco hacker. La direttrice Marilù Mastrogiovanni, che per il nostro giornale ha firmato importanti inchieste, ha presentato una denuncia alla magistratura contro ignoti chiedendo l’identificazione dei responsabili, perché il sospetto è che il quotidiano sia stato danneggiato per bloccare la pubblicazione di alcune inchieste sulle quali i giornalisti della redazione stanno lavorando Come spiega Rossella Ricchiuti per “Ossigeno per l’Informazione”, osservatorio sui cronisti minacciati in Italia promosso dalla FNSI e l’Ordine dei giornalisti, che ha ricostruito per intero l’accaduto, il quotidiano non è nuovo ad attacchi di questo tipo (LEGGI L’ARTICOLO PER INTERO http://notiziario.ossigeno.info/2014/11/salento-il-tacco-ditalia-bloccato-da-un-mese-da-attacco-hacker-50410/). La redazione de “Il tacco d’Italia” convive ormai già da diversi anni con minacce, intimidazioni, furti di computer e querele pretestuose che mirano a ostacolare il lavoro d’informazione svolto dal giornale. Il direttore dell’osservatorio, Alberto Spampinato, il primo a esprimere solidarietà al giornale, dando spazio alla notizia per denunciarne l’episodio, ha scritto un commento sull’episodio, facendo riflettere sul fatto che: “È un danno per tutti i cittadini che Il Tacco d’Italia sia costretto a tacere così a lungo a causa di un sabotaggio che non è in grado di riparare. (…) Da...


La storia di Giovanni Spampinato. Torna il libro da cui è nato Ossigeno

Ott 27th, 2014 | Categoria: news
Quarantadue anni fa il giornalista de «L’Ora» venne ucciso a Ragusa. In libreria una versione aggiornata di “C’erano dei bei cani” che ricostruisce la sua storia e il contesto del delitto. Oggi, lunedì 27 ottobre, in occasione dell’anniversario dell’assassinio, torna in libreria in una versione aggiornata il libro che ricostruisce la sua vita e le vicende che portarono alla sua morte. “C’erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso perché scriveva troppo” uscì per la prima volta nel 2009 e fu presto esaurito. Il nuovo editore Melampo (276 pagine, 15 euro) ha aggiunto a questa ristampa una postfazione nella quale l’autore, il fratello del giornalista ucciso, Alberto, anch’egli giornalista, spiega come è nato questo avvincente racconto che ha il respiro di una storia collettiva e si basa su una sua autonoma inchiesta giornalistica.  «Questo libro – dice l’autore – ha certamente contribuito a mettere fine alla ritualità retorica con cui spesso si ricordavano gli undici giornalisti uccisi in Italia a causa del loro lavoro. Più che il libro – spiega Alberto Spampinato – le riflessioni nate intorno a questo libro hanno fatto comprendere che alcuni drammatici problemi, gli stessi che tanti anni fa affliggevano suo fratello e tanti...


Io, Giovanni e Ragusa quarant’anni dopo

Ott 27th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Alberto Spampinato
Ogni volta che torno a Ragusa, la città in cui sono nato, in cui ho vissuto fino all’età di vent’anni, in cui quaranta anni fa fu ucciso mio fratello, in cui sono tornato a trovare i miei genitori finché ci sono stati, provo un senso di smarrimento. E’ quella sensazione che ho cercato di descrivere, tre anni fa, nel libro “C’erano bei cani ma molto seri”. Mi colpisce, scrissi, la disinvolta smemoratezza di questa città e dei suoi abitanti. L’ho detto per scuotere quell’apatia, sapendo di urtare qualche suscettibilità. Qualcuno mi ha compreso e mi ha manifestato lo stesso sgomento, ma certamente non sono riuscito a smuovere le radici di quella smemoratezza, e forse non ci riuscirò mai. Lascia perdere, mi hanno consigliato le persone che mi vogliono bene, convinciti che è più facile sfondare un muro a testate. Ragusa è fatta così. Bisogna prenderla per quel che è. Capisco, ma non riesco a rassegnarmi. Penso che Ragusa abbia tante buone qualità da vantare e, con poco, se solo recuperasse la memoria, potrebbe diventare una comunità con buone carte da giocare, e io potrei tornarci senza avvertire quel senso di vuoto e di estraneità. Perciò provo e riprovo e cerco di fare...


Vittorio Arrigoni era un vero cronista

Mag 2nd, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Abbiamo deciso di dedicare a Vittorio Arrigoni la serata teatrale di lunedì 2 maggio a Roma in memoria dei giornalisti italiani uccisi per mafia e terrorismo e all’estero, perché Vittorio appartiene a pieno titolo alla lista d’onore delle vittime che abbiamo voluto ricordare. Vittorio non aveva il tesserino di giornalista, non aveva una formazione giornalistica, ma faceva – anche – il giornalista, oltre ad essere un attivista umanitario. Come altro qualificare la sua attività che lo portava a scrivere articoli per il Manifesto in cui raccontava ciò che accadeva intorno a lui? E i suoi post sul blog? Il giornalismo di cronaca richiede di stare in mezzo ai fatti, come il lavoro dell’arbitro di calcio richiede di stare in campo e correre dietro al pallone, anche se è stancante e si rischia di prendere qualche calcio. Ci vuole qualcuno sul posto, qualcuno che veda con i propri occhi ciò che succede e lo riferisca agli altri. Ciò permette agli altri di sapere ciò che accade. Quando il tizio che sta in mezzo ai fatti ha riferito ciò che vede, chiunque, da casa, dalla scrivania in redazione, o da dietro una telecamera in studio, può parlare di quel fatto come se...


Lirio Abbate, vogliono ucciderlo ma non fa notizia

Apr 12th, 2011 | Categoria: articoli, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Dare solidarietà a Lirio Abbate, per noi di Ossigeno per l’Informazione, sarebbe come darla a noi stessi. Perciò mi limito a dare a Lirio un forte abbraccio, anche se, essendo egli un po’ orso, ciò può metterlo in imbarazzo più di una minaccia. Lirio è il nostro Primo Osservatore. E’ la pietra su cui è stato costruito l’Osservatorio. Chi non conosce la storia di Lirio, chi non ha letto i suoi libri , in particolare “I complici”) i suoi articoli, le sue inchieste non conosce particolari importanti del lato d’ombra in cui si svolge la vicenda del potere in Italia. La sua storia personale dice da sola il motivo per cui è nato Ossigeno: dare visibilità e sostegno a chi nel campo del giornalismo fa il lavoro più difficile, a chi prende il fuoco con le mani, a chi maneggia le notizie più scomode, a chi invece di autocensurarsi accetta consapevolmente di correre un rischio e poi, spesso, resta isolato, fatica a trovare comprensione e solidarietà perfino fra gli stessi giornalisti. Ognuno di noi conosce qualcuno di quei giornalisti che in questi quattro anni in cui Lirio ha vissuto sotto scorta ha insinuato,senza alcuna pezza d’appoggio, che le...


Nello Rega e l’intifada delle parole-pietre

Apr 4th, 2011 | Categoria: articoli, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
E’ confortante la decisione del sindaco del Comune di Sassuolo di consegnare le “Chiavi della città”, una onorificenza del comune modenese, al giornalista Nello Rega in segno di solidarietà umana, a fronte delle minacce ricevute, e di apprezzamento per il suo libro “Diversi e divisi” che aiuta ad esplorare i confini della comprensione e della tolleranza reciproca fra un uomo e una donna di diversa cultura e fede religiosa. In questo senso, così si premia ogni opera di pensiero critico. E perciò questo riconoscimento fa bene a Nello Rega e a tutti coloro che credono quanto noi alla libertà di espressione. Può sembrare ovvio, ma in queste circostanze è bene dirlo, le minacce di morte sono inammissibili sempre e in ogni caso, chiunque ne sia bersaglio e qualunque sia il fatto o la colpa presunta che si pretende di punire. Ma le minacce di morte sono ancor più gravi e aberranti quando sono rivolte contro un intellettuale, uno scrittore, un giornalista, ovvero contro un rappresentante della pubblica opinione e del pensiero critico, contro un testimone dei fatti in nome collettivo. “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti per monitorare la situazione dei cronisti sotto scorta e le...


INFORME OSSIGENO 2010. Giornalisti minacciati, un convegno italo-spagnolo

Feb 8th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Il 9 febbraio a Roma, presso l’Istituto di cultura spagnolo Cervantes, un convegno promosso dall’osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti “Ossigeno per l’informazione”, diretto da Alberto Spampinato, discuterà ‘’la censura violenta dell’informazione e delle opinioni”, il moltiplicarsi di minacce e intimidazioni che si manifestano in forme esplicite ed anche subdole, in particolare nelle regioni nelle quali la mafia e altre forme di criminalità organizzata sono più radicate. Il convegno, dal titolo “Notizie che disturbano e giornalisti minacciati in Italia e in Spagna”, vedrà la partecipazione di giornalisti iberici. Fra i relatori, il basco Gorka Angulo, della Cnn spagnola, che è stato minacciato dall’Eta. Con lui, otto giornalisti italiani che vivono sotto scorta o hanno subito condizionamenti o gravi minacce e intimidazioni negli ultimi anni. Fra loro, Lirio Abbate, Nello Rega, David Oddone, Arnaldo Capezzuto. Ospite d’onore della manifestazione sarà Miguel Angel Aguilar, editorialista del Pais, ex direttore dell’agenzia di stampa spagnola Efe, noto volto della tv iberica, segretario dell’Associazione Europea dei Giornalisti spagnoli. Il Rapporto Ossigeno 2010 – che in occasione del convegno di Roma sarà pubblicato in lingua spagnola – ha contato nel  biennio 2009-2010, in Italia, settantotto...


Cosa dire ai corrotti e a chi riceve aiutini

Feb 1st, 2011 | Categoria: archivio articoli, rubriche, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Conoscete il paese in cui le belle ragazze che frequentano con profitto la corte chiamano “aiutini” le prebende che ovunque hanno altro nome e diversa qualificazione morale? Il paese in cui il Parlamento adegua le leggi penali per impedire che qualcuno sia punito per i reati commessi? Il paese in cui il governo getta discredito sulle altre istituzioni? Il paese in cui la realtà supera di gran lunga la fantasia e i comportamenti negativi mettono alla prova la capacità di sopportazione delle persone perbene le quali, nonostante tutto, continuano ad esistere e ad indignarsi? E’ proprio un strano paese,lo stesso in cui perfino una delicata commentatrice come Nadia Urbinati perda la speranza e, visibilmente indignata, scriva che “l´Italia è un paese surreale, per raccontare il quale non ci sono più parole. Un paese rovesciato, dove tutto funziona esattamente all’opposto di come le cose funzionano in un paese democratico”. (Repubblica 30 gennaio 2011 pag 33). E’ vero. Fa bene Nadia Urbinati ad indignarsi. Ma forse non basta. Da quanto tempo accadono simili ed altri rovesciamenti? Certo non da ieri. Da lunga pezza il nostro naviglio è uso ad andar per mare con un assetto alquanto sbandato, per le tonnellate di ingiustizia e di...


Rapporto Ossigeno 2010, pubblicata la seconda parte

Gen 26th, 2011 | Categoria: news
È disponibile da oggi la seconda parte del Rapporto Ossigeno 2010, che completa il Meta Rapporto presentato il 23 settembre 2010 in occasione delle celebrazioni per il premio intitolato a Giancarlo Siani. Proprio alla memoria del giovane cronista de “Il Mattino” di Napoli, ucciso a 26 anni il 23 settembre 1985, è dedicata una sezione della seconda parte del rapporto annuale di Ossigeno per l’informazione, un osservatorio promosso nel 2009 dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Presidente dell’Osservatorio è Alberto Spampinato, fratello del giornalista Giovanni, corrispondente per “L’Ora” di Palermo ucciso la sera del 27 ottobre 1972. Il Rapporto Ossigeno evidenzia i casi di 78 giornalisti minacciati in Italia e, attraverso delle tabelle nominative, racconta per chi lavorano, dove vivono, perché sono nel mirino. Un fenomeno pressoché diffuso in tutta Italia, che registra l’infelice primato in Calabria (15 casi nel 2010) e che si manifesta in due modalità differenti: con mezzi violenti o attraverso abusi legali. Alberto Spampinato ha denunciato «l’acutizzarsi del fenomeno di cui ci occupiamo. Attuando una forma di censura violenta ed estrema, dal 1960 al 1993 sono stati uccisi undici giornalisti». Da allora non si sono più verificati episodi delittuosi, ma le...


Piccole minacce crescono, silenzi e impegni per i giornalisti ‘invisibili’

Gen 24th, 2011 | Categoria: Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Tranne rare e lodevoli eccezioni, è ostinato il silenzio dei giornali e dei notiziari televisivi italiani sulle questioni sociali più drammatiche. Disoccupazione. Chiusura di fabbriche. Riduzione dei bilanci familiari. Ridimensionamento di storici diritti, come quello allo studio e allo sciopero. Gravi inefficienze dei pubblici servizi… Chi è colpito da questi drammi e vuole far risuonare la sua voce nei media deve salire sulle gru o sui tetti, deve mettere in precario equilibrio la propria vita, se vuole riuscire ad attirare un po’ di attenzione, conquistare qualche centimetro quadrato di carta stampata o qualche minuto secondo di cronaca tv sottraendola all’aggiornamento permanente, angoscioso quanto inutile e ossessivo, che giunge da Avetrana o da Brembate di Sopra anche quando non c’è nessuna novità, nessun barlume di notizia da comunicare. Così vanno le cose, ed è triste. Accade, anche per le vicende dei giornalisti italiani che continuino a essere aggrediti, intimiditi, censurati. Sono ormai centinaia, ma nessuno (o quasi) ne parla. E ci sarebbe che dire. Prendete, ad esempio, il caso del giornalista di Televideo Nello Rega, di cui ci siamo già occupati. Dopo che gli hanno sparato, gli hanno dato finalmente una scorta, sia pure di quarto livello, e ce ne siamo...