Articoli con tags ‘ Albania ’


Droga albanese nel Salento, undici arresti

Nov 23rd, 2011 | Categoria: news
La Dia ha eseguito undici ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone rdi nazionalità italiana esidenti in provincia di Brindisi ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’illecita detenzione e spaccio di stupefacenti. L’operazione è stata coordinata dalla Dda di Lecce. L’organizzazione, della quale secondo gli investigatori farebbero parte elementi di spicco della frangia brindisina della Sacra corona unita, provvedeva a smistare in provincia di Brindisi e Lecce ingenti quantitativi di cocaina, hashish ed eroina proveniente dall’Albania. La terra della due aquile è ancora una volta al centro del narcotraffico internazionale, un vero hub che raccoglie le rotte dell’eroina afghana, dell’hashish di produzione locale e di provenienza turca, e della cocaina sudamericana. Tutto convogliato in direzione della Puglia, porta d’Europa. La Scu, ridotta ai minimi termini dalle operazioni antimafia degli anni duemila, ritrova nello spaccio e nello smercio di droga di provenienza albanese nuova linfa criminale. L’operazione di oggi, i cui particolari sono stati illustrati dal procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, è una diretta promanazione dell’operazione “Berat-Dia” che, nel 2007, portò all’arresto dei fratelli albanesi Lekli e di diversi brindisini, trafficanti di  stupefacenti importati dall’Albania. Un’associazione mafiosa armata, capeggiata dai...


Il processo Prudentino si farà. L’ombra di un ministro albanese sugli affari della Scu

Set 22nd, 2011 | Categoria: news
Il processo sui nuovi affari della Sacra corona unita, macchinette per il gioco d’azzardo, casinò e naturalmente droga, nel triangolo Puglia-Calabria-Albania, si farà. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce Carlo Cazzella ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per 416 bis formulata dal pubblico ministero Alberto Santacatterina a carico della nuova compagine mafiosa salentina. Compariranno di fronte al collegio giudicante del tribunale di Brindisi il 16 novembre prossimo l’ex primula rossa della Scu Daniele Vicientino, 36 anni, Mesagne; Albino Prudentino, 59 anni, di Ostuni; Nicola Nigro, 36 anni di Ceglie Messapica; Bruno Bembi, 48 anni di Oria; Maurizio e Giovanni Vicientino (cugini del boss) di 34 e 58 anni; Angelo Cavallo, 38 anni di Mesagne; Tiziano Maggio, 33 anni di Mesagne; Tobia Parisi, 30 anni, di Mesagne. L’undicesimo uomo, il collaboratore di giustizia Ercole Penna, 36 anni, di Mesagne, sarà invece giudicato in un procedimento separato dato che l’ex boss ha chiesto di essere processato con rito abbreviato. Stralciata anche la posizione di Gennaro Solito,...


Kosovo e traffico d’organi: il Parlamento europeo approva la risoluzione Marty

Gen 26th, 2011 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
“Lei indica Hashim Tachi come padrino della rete mafiosa kosovara. Pensa di avere le prove per portarlo in tribunale?” chiede Audrey Tilve, giornalista di Euronews, a Dick Marty, l’uomo che con il suo rapporto ha finalmente portato alla luce quanto già da tempo si sospettava: il traffico d’organi gestito dall’Uck per finanziare la guerra contro la Serbia di Milosevic. “Da ormai quindici anni il signor Thaci è citato in tutti i rapporti della polizia e dei servizi segreti. Bisognerebbe chiederci perché fino a ora non ci sia mai stata una vera indagine, perché si tollerano i dubbi. Non è solo una questione giuridica o penale: ci sono degli impegni politici da rispettare che non si possono eludere”. L’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha infatti approvato a maggioranza la risoluzione di Dick Marty, che è stata adottata con 169 voti a favore e 8 contrari, 14 gli astenuti. L’assemblea ha invitato la comunità internazionale affinché venga fatta piena luce sui crimini commessi in Kosovo prima, durante e dopo la guerra, con particolare attenzione al traffico di organi, che vedrebbe coinvolto l’attuale primo ministro Hashim Thaci. “Avrei potuto evitare di fare nomi, ma il rispetto per le vittime e le loro famiglie...


Scacco alla Scu: estradato dall’Albania il boss Albino Prudentino

Gen 11th, 2011 | Categoria: news
Albino Prudentino ha nuovamente toccato suolo italiano questa mattina, dopo essere atterrato all’aeroporto di Fiumicino. Il boss della Sacra Corona Unita è stato estradato dall’Albania, dopo essere stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Dda di Lecce. Su di lui gravano le accuse di “associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso”. L’uomo, 58 anni di Ostuni, era stato arrestato nel 2009 nell’ambito dell’operazione “Calypso” che di fatto aveva permesso di smantellare i vertici della branca brindisina della Sacra corona unita; i nove arrestati erano stati accusati di essere riusciti a ricostituire i vertici dell’organizzazione malavitosa fondata da Giuseppe Rogoli, al quale continuavano a fare riferimento. Tra le attività cardine lo spaccio di sostanze stupefacenti: dalle indagini condotte dal Ros dei Carabinieri è emersa l’esistenza di due canali di approvvigionamento – in Piemonte e in Calabria – e di una rete capillare che coinvolgeva la Puglia e l’Emilia Romagna. Albino Prudentino si era trasferito in Albania da un paio di anni, dove, grazie a un giro di amicizie “giuste”, era riuscito a fondare tre diverse società nell’ambito del gioco d’azzardo e delle...


Vite a fior d’acqua

Ott 20th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Emilio Fabio Torsello
Carabinieri e Fiamme Gialle hanno intercettato, quest’estate, un importante sbarco di clandestini a Santa Maria di Leuca, arrestando gli scafisti e conducendo gli immigrati al Cie barese. Gli immigrati erano partiti da Grecia, Turchia e Albania per approdare in Puglia. Come carico solo una bottiglietta d’acqua (altro…)


Undici arresti tra Puglia e Albania. E’ la nuova Sacra Corona Unita, tra droga e gioco d’azzardo.

Set 29th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Matteo Zola
Albania, lungomare di Valona, tutto era pronto per l’inaugurazione – venerdì prossimo, primo ottobre – di un nuovo casinò. Albino Prudentino, boss di una rinata Sacra Corona Unita, gestiva oltre lo stretto di Otranto un ampio business incentrato sul gioco d’azzardo. Prudentino era stato lungimirante: “Perché questo lavoro non lo conosceva nessuno”. Con queste parole, intercettate dagli investigatori, il boss spiegava come gli introiti derivanti dal gioco d’azzardo e dai videopoker aprissero nuove possibilità rispetto al contrabbando di sigarette, vecchio business della Sacra Corona. A rompere le uova nel paniere a Prudentino è stata un’azione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Brindisi che lo hanno arrestato su ordine della Procura distrettuale antimafia. L’azione è avvenuta contestualmente a una serie di ordinanze di custodia cautelare spiccate contro altri dieci esponenti della malavita pugliese tra cui Daniele Vicientino che, con l’aiuto di Ercole Penna, aveva ricostituito la struttura verticistica della Sacra Corona Unita, fondata da Giuseppe Rogoli – storico boss oggi soggetto al “carcere duro”- al quale però si continuava a fare riferimento. Secondo l’indagine, partita nel 2007 e denominata “operazione Calipso”, Vicientino e Penna avevano riorganizzato il sodalizio che tenne uniti i clan della Sacra Corona ai tempi di Pino...


I Balcani provano a fare sul serio

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
Serbia, Croazia, Bosnia, Bulgaria, Albania promettono lotta contro criminalità e corruzione. Vere battaglie o vane promesse per compiacere Bruxelles in vista dell’ingresso nell’Ue? Intanto Kosovo e Montenegro sfoderano sforzi irrisori e restano saldamente ancorati a criminalità di ogni tipo (altro…)


Tinteggiare la facciata non basta

Apr 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
L’esodo di profughi è un lontano ricordo in Albania. Stabilità politica e progressi economici stanno lentamente trainando il Paese delle aquile verso l’Europa. Anche la mafia però ha cambiato veste: meno violenza, molti più affari, soprattutto nel settore immobiliare L’Adriatico è tornato un mare normale. La flotta di pescherecci e gommoni che un decennio fa ne solcava ininterrottamente le acque, per trasportare i profughi albanesi sulle coste italiane, si è decisamente ridimensionata. Anzi, è pressoché scomparsa. Estinguendo una forma di business, quello degli scafisti, che alimentava a profitti sfruttando il dramma di un popolo. Correva l’anno 1997. A Tirana esplodeva lo scandalo delle “piramidi” e lo Stato collassava, aprendo le porte all’anarchia istituzionale e alla fuga disperata dei cittadini verso le coste pugliesi. Il crollo delle piramidi. Il disastro inizia il 15 gennaio di dieci anni fa. E vale la pena riannodarne le sequenze. Quel giorno, alcuni cittadini, in fila davanti alla sede della società finanziaria Sudja, ricevono una doccia scozzese. Gli impiegati della società respingono i clienti affluiti, come di consueto, per riscuotere gli interessi maturati. Senza una vera motivazione non viene concesso  di ritirare denaro. Il sospetto che la Sudja sia insolvente inizia automaticamente a farsi strada e viene confermato qualche...


Se i narcos viaggiano in motoscafo…

Lug 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Ricca, armata, infiltrata nelle istituzioni. La mafia albanese occupa ormai – anche grazie a un accordo con i cartelli colombiani – un ruolo preminente nel narcotraffico mondiale. Recenti indagini delle procure pugliesi ne hanno ricostruito la rete criminale Sugli scafi che attraversano l’Adriatico viaggiano da tempo due merci preziose: prostitute e droga. Qualche mese fa un dossier della Direzione investigativa antimafia di Bari ha ricostruito i movimenti e la geografia del nuovo narcotraffico balcanico. Sempre più di frequente gli investigatori sequestravano partite di eroina turca del tipo “T4 beige” con un alto grado di purezza. Secondo la Dia, grandi quantità di questa droga venivano trasportate ogni notte insieme ai clandestini, anzi erano spesso gli stessi immigrati a fare da corrieri, pagandosi così il biglietto del viaggio.  Il traffico era gestito dalla mafia albanese, una mafia che dispone ormai di potenziale bellico e capacità organizzative tali da contendere alle organizzazioni criminali turche il monopolio dei traffici di eroina dal Medio Oriente. E che ha rafforzato ulteriormente la sua posizione grazie al patto siglato di recente con i cartelli colombiani di Medellín. La pista Tirana-Bogotà Tre anni fa, come ha rivelato la Direzione distrettuale antimafia di Lecce, i clan di Durazzo avevano tentato di produrre in proprio...