Articoli con tags ‘ Aids ’


Mal d’Africa

Set 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
In Africa, con milioni di morti ogni anno per patologie banali e curabili, sta avvenendo una delle più grandi catastrofi umanitarie della storia. Qui la salute è un diritto non esigibile, un privilegio per pochi. Una tragedia evitabile, prodotto di una precisa equazione economica e sociale  I problemi sanitari in Africa sorprendono sempre. Può capitare, un giorno, di visitare un centro per persone con problemi psichici e neurologici a Bonouà, in Costa d’Avorio, e scoprire che da anni nessun medico è più stato lì perché dopo l’ultimo colpo di Stato ancora non è stato assegnato alcun sanitario a quel distretto. Ma non è questa la sorpresa più grande della giornata: succede di vedere appeso alla schiena di una delle donne che si occupano di questi malati un bimbo di un paio d’anni, Luis. Se esistesse un concorso della sfortuna, Luis potrebbe pretendere un posto di rilievo: nato in Africa, in un paese in guerra, abbandonato dai genitori, epilettico e sieropositivo, il bimbo vive qui perché è stato trovato davanti alla comunità e non si è mai riusciti a reperire una sistemazione migliore. Luis ha incontrato tutte le variabili negative dell’Africa: la povertà, la scomparsa delle tradizionali reti di sostegno familiare, l’assenza...


L’oppio non conosce frontiera

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Da sempre crocevia tra Oriente e Occidente, l’Iran è oggi costretto a confrontarsi con la tossicodipendenza di ampi strati di popolazione locale e immigrata dall’Afghanistan. Ma le logiche punitive e le sterili politiche attuate difficilmente risolveranno i danni “collaterali” di un business, quello degli stupefacenti, in costante ascesa Per arrivare a Bam, città del sud est dell’Iran completamente devastata dal terremoto del 2003 (cfr. «Narcomafie» 06/06), si è obbligati a superare una media di un posto di blocco ogni venti chilometri, che si intensifica se si decide di proseguire verso est o verso nord, direzioni che conducono verso l’Afghanistan. «L’autorità controlla che non si trasporti droga, siete pregati di voler consegnare i vostri documenti se richiesto», viene spiegato, ogni volta, ai passeggeri dei pullman che si imbattano nei check-point. Bam, tappa obbligata dei contrabbandieri. Bam, a più di tre anni dal sisma, sembra essere ancora un luogo “senza legge”. La città è tra i maggiori centri di smistamento dei traffici di droga e di minori che transitano in Iran. Le rotte di entrambi partono dall’Afghanistan, arrivano in Iran, dopo una deviazione attraverso il Pakistan, proseguono in Turchia per morire in Europa. Secondo il rapporto dell’Unodc (l’Agenzia delle Nazioni Unite contro droga e...


Usa, il mercato n.1

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 15 Il mercato statunitense è sicuramente quello più appetibile, ma anche più monitorato. È il mercato nero con il maggior potere di acquisto, nel quale opera la potente tenaglia rappresentata, da un lato, dalle importazioni della criminalità russa e, dall’altro lato, dalla grande quantità di sostanze e farmaci doping che giungono con quotidiana facilità dal Messico. Inserirsi in quel mercato illegale è difficile. Anche perché l’azione di contrasto da parte della Us Dea e delle forze di polizia è aumentata dopo l’entrata in vigore della nuova legge del 2004, per cui è più complicato e pericoloso introdurre il doping nel territorio statunitense. D’altra parte, a detta degli esperti, la lotta al doping resta, per le forze di polizia e per il sistema giudiziario statunitense, una priorità minore rispetto ad altri reati. Insomma, inserirsi nel mercato statunitense, lungi dall’essere impossibile, è però impegnativo per la concorrenza delle organizzazioni criminali già consolidate e richiede qualche cautela in più per evitare guai con la polizia. Bisogna però dire che, dal 2000 ad oggi, sono aumentate, dal punto di vista informatico e tecnologico, le possibilità di gestire a distanza i traffici tramite Internet e non solo la criminalità russa, ma anche quella cinese ha saputo approfittare...


Lo scandalo Serono

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 8 Il 17 ottobre 2005, davanti al Tribunale di Boston, la multinazionale farmaceutica svizzera Serono ha accettato le accuse di frode ed è stata condannata al pagamento di 704 milioni di dollari per aver promosso e commercializzato in modo illegale, tra i malati di Aids, il farmaco Serostim, a base di ormone della crescita. In particolare, in complicità con altri, aveva messo in commercio un’apparecchiatura di analisi che ingannava i pazienti prospettando inesistenti risultati terapeutici ottenuti grazie al Serostim e aveva pagato viaggi a numerosi medici che si impegnavano, ciascuno, a prescrivere 30 terapie per un controvalore di 630 mila dollari. La Serono è stata, altresì, esclusa per cinque anni da tutti i programmi sanitari federali statunitensi. Nel 1996, la Food and Drug Administration, con una procedura accelerata, aveva concesso alla Serono di mettere sul mercato il Serostim come coadiuvante nella terapia dell’Aids. L’utilità del Serostim e la decisione della Fda erano state contestate da molti scienziati e farmacologi, e in Europa un’analoga richiesta della Serono era stata respinta. Il successo del nuovo cocktail di farmaci anti Aids aveva “trascinato” anche le vendite del Serostim, nonostante la sua inutilità o, in molti casi, dannosità. Ciò aveva causato enormi spese per lo Stato...


Caccia alle streghe

Gen 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Soddisfatto delle prime due edizioni della campagna antidroga, il Governo thailandese ne prepara una terza. Risultati ottenuti: diffusione dell’Hiv, aumento dei morti e degli arresti. Ovviamente, tutti tra i consumatori… «Le scriviamo a nome di alcune delle principali associazioni che tutelano i diritti umani e la salute pubblica in Thailandia e nel resto del mondo.  Abbiamo appreso di recente che la vostra organizzazione ha consegnato al primo ministro thailandese, Thaksin Shinawatra, l’International forgiveness award, sulla base degli “sforzi del Governo thailandese nel trattare i tossicodipendenti come pazienti piuttosto che come criminali”. Le scriviamo pregandola di riconsiderare la decisione alla luce delle sistematiche e brutali violazioni dei diritti umani perpetrate in Thailandia contro i consumatori di sostanze illegali, sotto la guida del primo ministro Thaksin». «Feccia della società». Comincia così la lettera indirizzata al presidente dell’Isti-tuzione Perdonanza Celesti-niana in risposta all’assegnazione del premio inter-na-zionale  che l’organismo con sede a L’Aquila ha conferito al primo ministro thailandese Thaksin qualche mese fa. In passato, lo stesso premio era stato assegnato a personaggi del calibro del Papa e di Sergio Vieira de Mello. Imbarazzante. Ma facciamo un passo indietro… È il 2003, in tutto il Sud-est asiatico la diffusione delle metamfetamine (le yaa-baa, come le chiamano qui) è...


Dietro la facciata di marmo

Ott 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Dopo il reportage su Pakistan, Afghanistan e Iran – si veda lo scorso numero di «Narcomafie» – continua il nostro viaggio in Asia Centrale Artik lavora all’agenzia turistica Owaden Turizm di Ashgabat, capitale del Turkmenistan. Non lo abbiamo mai incontrato, ma è grazie a una fitta corrispondenza e-mail con lui che siamo riusciti ad avere la l.o.i. (letter of invitation) necessaria per ottenere il visto per il Turkmenistan. Un’operazione lunga ed onerosa. In una ventina di giorni è arrivato il prezioso invito (92 dollari) che abbiamo poi dovuto spedire via corriere (oltre 100 euro tra andata e ritorno) insieme a un bollettino postale di 52 euro all’ambasciata turkmena a Parigi. Sono molte le complicazioni, sicuramente finalizzate a scoraggiare il turismo individuale: bisogna indicare la lunghezza del soggiorno, il luogo di ingresso nel Paese, la data e l’ora esatta in cui si arriva alla frontiera per essere prelevati da un addetto dell’ufficio turistico, e anche data e luogo di uscita. Una prassi d’altri tempi, quando ancora il muro di Berlino era in piedi, il Turkmenistan faceva parte dell’Urss e i turisti erano visti tutti come potenziali spie. Una prassi scoraggiante per chi come noi attraversa il confine arrivando dall’Iran.  Un pedaggio per il cimitero Alla frontiera di...


Un buco nell’acqua

Mag 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
La war on drugs condotta dagli Stati Uniti continua a mietere insuccessi. Il Leap, un’organizzazione no profit composta da chi a suo tempo quella guerra l’ha condotta, rivela i numeri di un fallimento La relazione tra politiche proibizioniste-repressive da una parte e prevalenze, patterns e tendenze nell’uso e disponibilità di droghe continua ad essere un argomento scottante. Se tra gli obbiettivi delle politiche di repressione vi è il tentativo di ridurre la disponibilità delle sostanze e aumentarne il prezzo, l’enforcement in questo senso non sta funzionando. Sta invece funzionando anche troppo bene nei suoi effetti collaterali, ovvero creando spesso instabilità politica e socio-economica laddove vi sono programmi di sviluppo alternativi, favorendo il passaggio da droghe più leggere a droghe più pesanti, continuando ad alimentare le organizzazioni criminali e la violenza spesso associata ai traffici e allo smercio, mantenendo la società costantemente esposta a un numero non necessario di rischi. Di fronte a ciò, è inevitabile porsi serie domande sui costi di queste politiche a fronte dei risultati che ottengono. Quanto costano, infatti, le attuali politiche di repressione? Quali sono le premesse che le giustificano? Quali risultati promettono e quali ottengono realmente? Fino a che punto l’eventuale efficacia di queste politiche pesa, in maniera diretta...


Tra illuminismo e oscurantismo

Mag 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
La Thailandia è riuscita a contenere l’epidemia di Aids a trasmissione sessuale grazie a realistici interventi di riduzione del danno. Ha invece fallito nel controllo dei contagi tra i consumatori di droga. A causa di una politica di repressione dagli effetti collaterali devastanti La tensione spesso contradditoria tra gli interventi di pubblica sicurezza e sanità pubblica in risposta all’uso ed abuso di sostanze illecite si manifesta anche in quei Paesi che rappresentano da tempo un modello ed un esempio nella prevenzione dell’Hiv/Aids. La Thailandia, ripetutamente citata per il successo ottenuto nel contenimento dell’epidemia di Aids a trasmissione sessuale, dimostra come sia facile vincere e perdere la stessa battaglia quando i successi di un determinato approccio non si esportano ad altre aree. 100% Condoms Il primo caso di infezione da Hiv venne scoperto in Thailandia nel 1984 in un paziente thai che era stato a lungo l’amante di un occidentale ed era rientrato in Thailandia alla morte del partner. Il secondo caso si manifestò un anno dopo, ma il paziente questa volta non aveva mai varcato i confini thailandesi. Lavorava in uno dei numerosi bar omosessuali di Bangkok offrendo servizi a una clientela locale e internazionale. Secondo numerosi ricercatori fu questo l’inizio della prima...


Ridurre il danno. Lo dice anche l’Oms

Mag 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
La riduzione del danno non è legalizzazione, non è un’apologia del consumo di droga, non incita all’utilizzo di droghe, non le esalta. In Asia, e probabilmente in molte altre parti del mondo, esiste una gran confusione, volutamente alimentata o genuinamente accidentale, su che cosa effettivamente sia la riduzione del danno e un urgente bisogno di chiarezza concettuale per smontare pregiudizi e chiarire la natura e ragione d’essere di uno dei pochi approcci che nel campo delle politiche sulla droga stanno producendo risultati concreti. Sebbene l’espressione “riduzione del danno” sia generalmente utilizzata in relazione agli interventi di risposta all’uso e all’abuso di droga, lo stesso approccio è comune in altri campi come nella medicina clinica e/o in generale nella gestione dei rischi. L’incoraggiare l’uso della cintura di sicurezza per ridurre il rischio di incidenti mortali o l’introdurre limiti sul tasso alcolico consentito per guidare sono esempi illustrativi della presenza di questo approccio nella quotidianità di ognuno. Nell’ambito della sanità pubblica, il concetto di “riduzione del danno” viene spesso utilizzato per descrivere interventi finalizzati alla prevenzione e/o alla riduzione delle conseguenze negative – rischi e danni – derivanti o associate a particolari comportamenti. In relazione all’Hiv e all’utilizzo di sostanze per via iniettiva,...


Scegliere il male minore

Mag 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Alla XV Conferenza internazionale sulla riduzione del danno, oltre 1200 delegati hanno discusso della minimizzazione dei rischi connessi al consumo di droga. La cui assunzione per via iniettiva resta una delle pratiche da affrontare per fermare la galoppante epidemia di Aids. Soprattutto in Asia, dove è allarme  Neurologi, filosofi, politici, artisti, antropologi, consumatori, registi, medici, accademici, forze dell’ordine, ricercatori… A discutere di riduzione del danno in relazione al consumo di droga, quest’anno c’erano tutti. Dal 20 al 24 aprile scorsi, nella cornice vibrante e multicolore di Melbourne, la capitale dello Stato australiano di Victoria, 1200 delegati da tutto il mondo hanno partecipato alla quindicesima International Conference on the Reduction of Drugs Related Harm. In quasi 100  sessioni concomitanti, con 220 speakers, 6 sessioni plenarie, un film festival di oltre 40 tra film, documentari e cortometraggi, un padiglione di mostre e materiale informativo, è stata affrontata una grossa gamma di tematiche relative alla riduzione del danno. Tra i temi scottanti: l’epidemia galoppante dell’Hiv/Aids causata dall’uso di droga per via iniettiva; l’evoluzione della riduzione del danno nei Paesi in via di sviluppo; la necessità di strategie e approcci che vedano la partecipazione integrata di sanità pubblica, società civile, pubblica sicurezza e ricerca scientifica; il bisogno di riconciliazione tra filosofie,...