Articoli con tags ‘ Agrigento ’


Spagna, sequestrati beni per tra milioni di euro ad imprenditore agrigentino

Mar 31st, 2011 | Categoria: news
L’Autorità Giudiziaria spagnola, recependo la legislazione antimafia italiana, ha disposto, nei confronti dell’imprenditore del settore oleario Diego Agrò, 64enne di Racalmuto, in provincia di Agrigento, il sequestro di tre aziende, con sede in Andalusia, operanti nella produzione e commercializzazione di olio, latticini ed altri prodotti alimentari, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro. Il sequestro, effettuato in territorio iberico, si va ad aggiungere a quelli già effettuati, lo scorso anno, dalla Direzione Investigativa Antimafia, sempre a carico di Agrò, per un totale di oltre 53 milioni di euro. Il Tribunale di Agrigento, condividendo le risultanze investigative della Direzione Investigativa Antimafia – diretta dal Generale dei Carabinieri Antonio Girone – nel mese di giugno dell’anno scorso, aveva trasmesso richiesta di rogatoria internazionale al ministero di Giustizia spagnolo, tramite la Criminalpol- Servizio per la Cooperazione Internazionale – Div. Interpol – del ministero degli Interni, per l’esecuzione di un provvedimento di sequestro relativo alle tre aziende ubicate in Spagna, riconducibili ad Agrò Diego. Agrò Diego è stato arrestato nel 2007, insieme al fratello Ignazio classe ‘38, anch’egli imprenditore nel settore alimentare, nell’ambito...


Processo Hiram: i pm chiedono 40 anni di carcere

Ott 14th, 2010 | Categoria: news
Il processo “Hiram”, relativo ai rapporti tra mafia e massoneria, cominciato nel 2008 è arrivato adesso ad una svolta. Il 12 ottobre, presso la terza sezione penale di Palermo, i pm della Dda Fernando Asaro e Paolo Guido hanno avanzato le richieste di condanna per i cinque imputati: l’imprenditore agrigentino Calogero Licata, l’imprenditore mazarese Michele Accomando, il ginecologo palermitano Renato De Gregorio, l’impiegato della Cassazione Guido Peparaio e l’imprenditore Nicolò Sorrentino di Marsala. I reati contestati sono di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo ai sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d’ufficio. Gli anni di prigione richiesti dai pm ammontano a un totale di 40, suddivisi in 12 per Licata, 7 anni e 6 mesi per Peparaio, 7 anni per Sorrentino, 6 anni per Accomando e 4 anni per De Gregorio. L’inchiesta, cominciata nel 2008, dopo anni di indagini tra Agrigento e Trapani, ha acclarato gli obiettivi del sodalizio mafioso-massonico: rallentare o zittire alcuni processi di mafia in Cassazione. Il meccanismo vedeva partire le richieste di rallentamento e alterazione dei processi per mafia da parte di alcuni vertici di Cosa nostra della zona tra Agrigento e Trapani. Tali richieste giungevano in Umbria dove risiedeva Rodolfo...


Agrigento: dove sgorga la cocaina

Ott 7th, 2010 | Categoria: news
Un pusher che di professione è il presidente di un consorzio idrico e, tra i suoi clienti, anche un sindaco comunale. Non sono i profili dei protagonisti di una spy-story, ma la drammatica realtà scoperta questa mattina ad Agrigento e che ha portato a 19 arresti. L’avvocato Calogero Mattina, presidente del consorzio idrico “Tre sorgenti”, è accusato di aver ceduto, nel febbraio dello scorso anno, cocaina a Salvatore Petrotto, sindaco di Racalmuto, in provincia di Agrigento, eletto nel 2007 nelle fila del centro sinistra. Si tratta di cocaina purissima, che Mattina avrebbe venduto anche a 75 euro la dose e di cui il primo cittadino ne avrebbe uso “in un momento difficile della mia vita” come spiegato per sua stessa ammissione. Le indagini, eseguite dalla squadra mobile della Questura di Agrigento, ruotano intorno al consorzio idrico all’interno del quale sono state effettuate delle intercettazioni audio e video. Le 19 ordinanze di custodia cautelare – che prevedono i domiciliari per l’avvocato Mattina – sono state emesse dal Gip Alberto Davico su richiesta del procuratore capo Renato Di Natale, dell’aggiunto Ignazio Fonzo e dei sostituti Giacomo Forte e Andrea Bianchi. L’operazione ha permesso di fare luce su un vasto traffico di droga nell’intera...


Family di mala

Set 23rd, 2010 | Categoria: articoli
di Nello Trocchia
I lavori pubblici, le commesse, i soldi, gli affari. Nei comuni con la mafia sotto casa sono cosa loro. Nell’operazione Family, coordinata dalla dda di Palermo, sono finiti dentro in cinque, tra questi anche Salvatore Ippolito, sindaco di Castrofilippo, in provincia di Agrigento. Insieme a lui, ai domiciliari, Antonino Bartolotta, ritenuto l’anziano boss. Il primo cittadino, Pdl, al secondo mandato, era a disposizione. Il reato contestato è associazione mafiosa. A casa sua, raccontano gli inquirenti, ‘abbiamo trovato un vero e proprio ufficio comunale parallelo’. ‘E il sindaco – ha detto il procuratore aggiunto Vittorio Teresi – era talmente invischiato negli affari di mafia che incontrò il padrino mafioso agrigentino Giuseppe Falsone quando era latitante, nel 2006’. Il sindaco andava da Bartolotta a chiedere consigli, la politica ai piedi di lor signori. Il collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati, ex capo di Cosa Nostra Agrigentina dice: ‘Ippolito quando c’erano problemi andava da Bartolotta, che era il capo principale, una persona molto anziana, ammalata fisicamente, ma come testa ragiona ancora bene. Andava da lui per consigliarsi come si doveva muovere se c’era qualche problema con le varie imprese…’. Dal centro commerciale ‘Le Vigne’ ai lavori stradali, dagli impianti di illuminazione alla raccolta dei...


Estate 2010: gli sbarchi non sono finiti

Lug 27th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Toni Castellano e Elena Ciccarello
Sabato 24 luglio una pattuglia della Polizia Stradale ha fermato sulla A18  Messina-Catania, tra gli svincoli di Giardini Naxos e Taormina, un camion che viaggiava in direzione Milano, dopo esser partito da Agrigento, con a bordo 81 immigrati irregolari. Gli agenti hanno adocchiato un braccio che fuoriusciva dalla copertura telata del rimorchio. Hanno fermato il mezzo e, sollevando il telone del traino, vi hanno trovato dentro gli stranieri, quasi tutti di origine palestinese, iraniana ed egiziana. Tra gli 81, anche 15 minorenni. (altro…)


Favara, a scuola il tiro al bersaglio contro la polizia

Mar 10th, 2010 | Categoria: news
È accaduto lo scorso 4 marzo, quando alcuni studenti dell’istituto alberghiero Ambrosini di Favara (Ag) hanno lanciato oggetti di vario tipo, comprese alcune pietre, dalle finestre del quarto piano contro l’auto della dirigente (oggetto di pesanti insulti) della sezione volanti, parcheggiata nel cortile dell’istituto. Responsabili alcuni ragazzi che non avevano partecipato alla lezione sul tema del rispetto delle regole promosso dalla questura di Agrigento. Disappunto è stato espresso dal questore di Agrigento Di Fazio, cui il preside ha fatto pervenire le proprie scuse. I responsabili, coperti dall’omertà dei compagni, non sono stati individuati.


Il chiodo fisso dei supermercati

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Le infiltrazioni mafiose nel settore della grande distribuzione alimentare hanno carattere strategico e interessano tutta Italia: uno dei modi emergenti per fare affari e diversificare il riciclaggio di denaro sporco “Solito argomento Despar”. Inizia con queste parole uno dei pizzini di Bernardo Provenzano spedito dall’ultimo covo a due dei suoi fedelissimi. Il “solito argomento” perché intorno alla gestione di Despar, più di una volta in Sicilia, sono sorti attriti e accordi complessi, legati a quella che oggi sarebbe più di un’ipotesi investigativa: tutta la catena nell’isola era controllata da Cosa nostra, dal momento della costruzione dei market, fino alla scelta delle assunzioni e dei fornitori. L’interesse di Provenzano compare in diversi “pizzini” e riguarda diverse zone della Sicilia, dalla Provincia di Agrigento, alla Valle del Belice. L’uomo di fiducia dei boss. L’attenzione dei boss mafiosi Matteo Messina Denaro e Bernardo Provenzano per alcuni grandi centri commerciali in Sicilia emergerebbe anche dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Franzese, depositate nel processo all’imprenditore Sebastiano Scuto, indicato come il re dei supermercati, che si svolge davanti ai giudici della Corte d’appello di Catania. Franzese, che era uomo di fiducia dei boss Sandro e Salvatore Lo Piccolo, racconta i contatti fra i mafiosi palermitani e...


Mappa dei Cpt italiani

Lug 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Riportiamo qui di seguito la mappatura degli istituti presenti nel nostro Paese. Le notizie raccolte fanno riferimento a: tipo di struttura; dislocazione rispetto al centro abitato; capienza massima; tipologia degli ospiti; budget per persona giornaliero; continuità di esercizio; gestione. I dati sono stati elaborati sulla base della lettura del Rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF) curato da Luca Leone Centri di Permanenza Temporanea e Assistenza, anatomia di un fallimento edito da Sinnos nel 2005 e del Rapporto di Amnesty International Italia. Presenza temporanea, diritti permanenti. Il trattamento dei cittadini stranieri detenuti nei centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta). Agrigento “Contrada San Benedetto” Ex hangar in muratura; zona industriale, lontano dal centro abitato; 108 posti; 96 uomini e 12 donne; euro 30,54 cad/giorno; chiuso per ristrutturazione dall’ottobre 2004 e “in via definitiva” dal dicembre 2004, a seguito delle osservazioni espresse dal Comitato per la prevenzione della tortura e dei trattamenti e pene crudeli, inumani e degradanti del Consiglio d’Europa. Fonti non confermate sostengono che il centro verrà riaperto nel 2005 dopo i relativi lavori di ampliamento; gestione Misericordia/Asi.  Lampedusa Cinque container; è anche Centro di Identificazione (Ci); situato nella zona aeroportuale dell’isola. Dista circa 205 km dalla costa della Sicilia e circa 300 km dalla...


Complici o misericordiosi?

Lug 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli, articoli
I gestori del Cpt di Agrigento non ci stanno ad essere considerati parte di un sistema repressivo. Difendono il loro operato e descrivono una realtà più complessa, ancora priva di soluzioni alternative Agrigento, contrada San Bene-detto. Sulla carta dovrebbe esserci un Cpt, ma ormai è solo un capannone abbandonato. Era in ristrutturazione quando gli osservatori del Comitato per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d’Europa, in visita in Italia alla fine del 2004, ne denunciarono le pessime condizioni, costringendo il Ministero dell’Interno a chiuderlo definitivamente. Dentro quel capannone, oggi deserto, sono passate migliaia di persone alla ricerca di un futuro in Europa. Ad occuparsi di loro ci sono stati, dal 2002 al 2004, i volontari delle confraternite agrigentine Misericordia di Realmonte e San Biagio Platani, oggi in attesa che venga costruito un altro centro: la convenzione firmata con il prefetto Nicola Simone è congelata e loro chiedono di tornare a lavorare, certi di aver gestito al meglio il Cpt e della necessità di queste strutture in assenza di soluzioni alternative.  Trenta euro per la vita. Francesco Labbruzzo, che da volontario coordinava il centro insieme al dott. Biagio Palumbo, ci mostra uno dei loro magazzini: i ripiani sono zeppi di indumenti e coperte,...