Articoli con tags ‘ Africa ’


Congo, come si prepara una guerra criminale

Nov 29th, 2012 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
La crisi della Repubblica democratica del Congo non trova soluzione, malgrado i tentativi diplomatici. Dopo l’offensiva che ha portato il M23 alla conquista di Goma (importante centro al confine con il Ruanda) si è tenuto il 23 novembre scorso un vertice internazionale a Kampala, capitale dell’Uganda, finalizzato a evitare un’escalation del conflitto. Questa Conferenza internazionale della regione dei Grandi Laghi ha prodotto un cessate il fuoco gravido di polemiche. “I ribelli dovranno uscire dalla città sulla base di un piano che gli consegneremo. Ci sarà una forza presente per assicurarci che nessuno commetta violazioni del cessate il fuoco” hanno annunciato da Kampala i capi di Stato di Uganda, Rd.Congo e Burundi. Critico invece Paul Kagame, presidente del Ruanda, che ha ribadito che “di fronte a problemi così complessi non servono scambi d’accuse né rendere gli altri responsabili dei propri problemi”. Prima della conclusione della riunione di Kampala, le autorità ruandesi hanno invitato Kinshasa ad avviare un dialogo politico con la ribellione; una strada che finora i governanti congolesi non hanno mai contemplato. Se il Ruanda arma i miliziani La posizione ruandese, sostanzialmente a favore dei ribelli del M23, trova una spiegazione nel recente report degli esperti dell’Onu, che scrivono: “Il governo ruandese...


Madagascar, paradiso saccheggiato

Set 17th, 2012 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
La chiamavano l’isola verde, per la ricchezza delle sue risorse naturali e la bellezza dei paesaggi. Oggi è nota con il nome di “Isola rossa”, rossa come il deserto, come il sangue, come le terre aride bruciate dai trafficanti. E’ il Madagascar. Attraversato da una crisi politica che si protrae da decenni, oggi il Paese è allo stremo delle forze. Il collasso del sistema politico e le violenze che ne sono seguite hanno bloccato qualsiasi sviluppo economico favorendo la criminalità e i traffici. L’Unione Europea e le agenzie per lo sviluppo delle Nazioni Unite hanno sospeso l’elargizione di fondi, necessari a pagare stipendi e servizi, e spingono affinché si vada a elezioni democratiche al più presto, superando lo stallo. Piccolo excursus politico Un breve passo indietro sulla situazione politica malgascia è necessario. Dopo l’indipendenza del 1960, e l’elezione del filo-sovietico Tsiranana, nel 1975 va in scena il primo di una serie di colpi di Stato che caratterizzeranno la vita politica del Madagascar. Dopo la presa del potere l’esercito “elegge” Didier Ratsiraka come primo ministro e poi presidente. E’ un nome da ricordare quello di Ratsiraka, uomo per ogni stagione, capace di mantenere il governo fino al Duemila, introducendo riforme democratiche e pilotando...


Cocaina via Africa

Feb 8th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Francesco Rossi
da Drugstan Il recente appello dell’ex Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan circa i pericoli del traffico di cocaina per le instabili nazioni dell’Africa occidentale ci ricorda un paradosso fondamentale della nostra epoca: il continente più povero è anche il continente strategicamente più importante per il più lucroso commercio mondiale, quello di droga. Un commercio che, giova sempre ricordarlo, in epoca di crisi globale gode di ottima salute, diventando talvolta addirittura linfa vitale e al contempo velenosissima di interi sistemi economici. Se Annan, peraltro pesantemente criticato nei commenti di fondo per la scarsa efficacia del suo trascorso operato politico, focalizza la sua attenzione sulle nefaste conseguenze del drug trafficking in termini di peggioramento della governance e dello stato di diritto (semmai in questi paesi ve ne fossero accenni), io vorrei piuttosto puntare l’attenzione sull’emergere di questa nuova rotta del narcotraffico globale. Certo, perché sul fatto che questa rotta sia “nuova” non vi sono dubbi. I dati parlano molto chiaramente: 758 kg di cocaina sequestrati nel continente nel 1998, 1.104 kg nel 2003, 2.523 kg nel 2005, 5.691 kg nel 2007, secondo quanto emergeva da un rapporto delle Nazioni Unite proprio del 2007. Secondo la Banca Mondiale invece nello scorso anno il giro...


Africa, nuovo crocevia del narcotraffico

Mar 23rd, 2011 | Categoria: articoli
Negli ultimi anni l’intero continente africano ha progressivamente assunto una posizione di centralità nei traffici di sostanze stupefacenti diretti in Europa, è quanto emerso dalla Conferenza euro-africana su immigrazione clandestina, tratta di esseri umani e traffico di droga, tenutasi a Napoli lo scorso febbraio, cui hanno partecipato rappresentanti dei governi di buona parte dei Paesi africani, dall’Algeria al Congo al Mozambico, ed europei. Tra questi ultimi non solo quelli che affacciano sul Mediterraneo ma anche membri della “nuova” Europa centro-orientale come Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e persino Lettonia. Segno che il problema del traffico transnazionale di droghe e persone coinvolge ormai tutto il vecchio continente. Dalla conferenza, presieduta dall’Italia, è risultato evidente quanto ormai l’Africa sia al centro delle rotte del narcotraffico, favorita da una minore attenzione delle forze di polizia – concentrate sul contrasto ai traffici provenienti dal Sudamerica, e dalla stessa conformazione geografica e politica del continente nero che rende difficile il controllo degli approdi marittimi, delle rotte aeree e delle vie terrestri, e dalle carenze, in termini di risorse e di mezzi adeguati, delle forze di polizia. “Si assiste ad una progressiva integrazione tra i gruppi criminali di origine latinoamericana – recita il comunicato stampa rilasciato al...


Dannata gioventù

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
La mancanza di consapevolezza e di capacità di gestione da parte della politica locale fa del Senegal un paese in cui le scarse possibilità di crescita inducono i giovani a fuggire. Sempre più poveri, e sempre meno istruiti, costituiranno a breve una massa migratoria con enormi difficoltà di integrazione   In Senegal il 75% della popolazione ha meno di 30 anni. Le generazioni che bussano alla porta dell’Europa, ragazzi nati negli anni Ottanta, sono le stesse che sostennero il presidente Wade durante la sua candidatura, credendo che la sua ricetta del liberismo economico, qui mai sperimentato finora, avrebbe risolto tutti i problemi del paese. Le grandi promesse elettorali di Wade, “casa e lavoro per tutti”, non sono chiaramente state mantenute e ora i giovani tra i 20 e i 30 anni vedono con grande disillusione ogni possibilità di crescita interna.  Di conseguenza, cercano la risoluzione dei loro problemi solamente nell’emigrazione verso l’Europa, tralasciando le pur rare risorse offerte dal territorio. Sono pochi infatti quelli che credono che il loro lavoro possa garantirgli un avvenire decente: anche chi in Senegal è taxista, cuoco, barista o artigiano brama venire in Europa, Italia e Spagna soprattutto, e vede il proprio impiego come un mezzo per accumulare...


Clandestinità e criminalità

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Molti dei progetti migratori cominciano con un gesto illecito, l’ingresso clandestino, e finiscono per vari motivi con dei reati veri e propri; altri invece iniziano il loro percorso già nel circuito criminale. E’ questa la fondamentale differenza a livello di carriere criminali tra gli stranieri. E da questa differenza possono scaturire alcune domande: quanti degli stranieri che oggi sono in Italia e lavorano regolarmente sono invece entrati sul territorio clandestinamente oppure sono stati overstayer (entrati con permesso di soggiorno per lavoro e fermatisi)?  È davvero così stretto il legame tra immigrazione clandestina e criminalità? Le opinioni comuni più diffuse sull’argomento sono polarizzate: da un lato si dice che “vengono qui per delinquere”, dall’altro invece si sottolinea come un emigrante anche nel nostro paese si trovi in una condizione di emarginazione tale da portarlo al reato. Se fosse così stretto, come paventano molti media, allora dovremmo ragionevolmente supporre che l’enorme numero di stranieri regolarizzati dalle precedenti sanatorie, nell’ordine dei settecentomila, abbia commesso reati prima della regolarizzazione e magari abbia poi continuato… Più realisticamente, bisogna capire quali siano i differenti percorsi migratori che si caratterizzano per una criminalità “professionale” o invece per una devianza che si confonde con la marginalità. Applicando questo modello d’indagine...


Muli del 21° secolo

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Ingoiano decine di ovuli contententi cocaina e si avventurano in viaggi che possono decretare la loro fortuna o la loro morte, per soffocamento o per intossicazione. Sono i “muli”, corrieri più o meno improvvisati che stanno riempiendo le tasche di piccole reti di narcotrafficanti   Si stima che tra il 10 e il 15% della cocaina che attraversa il Senegal rimanga sul territorio, creando un mercato locale che da un lato soddisfa i turisti e la richiesta autoctona e dall’altro alimenta tanti piccoli “rivoli” diretti verso le maggiori città europee, secondari al grande canale principale del narcotraffico, ma certamente importanti per soddisfare la sempre maggiore richiesta nel Vecchio Continente. L’effetto per noi più visibile della creazione di questo mercato locale, a Dakar come in altre località del Senegal, è infatti la formazione di reti di trafficanti che organizzano con corrieri e spedizioni dei “rivoli” minori. È successo in Nigeria, ed ora sta avvenendo anche qui. La loro opera è certamente di portata inferiore rispetto alle grandi mafie internazionali ma, come dimostra il caso “Tossic Park”, l’effetto è assai più dirompente per la quotidianità delle nostre metropoli. Affittare il proprio corpo. Il corriere è un tassello fondamentale del narcotraffico; egli è di solito una pedina esterna, assoldato per il...


Dove prospera l’illecito

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
L’instabilità politica di molti stati del Western Africa ha favorito lo sviluppo delle rotte del contrabbando di droga dal Sud America. Da ”area di transito”, la regione si sta trasformando in vera e propria ”base operativa”, alimentando un’economia illegale che genera profitto ad uso esclusivo delle mafie. Lo spiega un esperto dell’Unodc   Dott. Mazzitelli, ci può tracciare una breve storia del Western Africa come zona di transito della cocaina? Forse non tutti sanno che i famosi  corrieri , i “muli”, soggetti  che ingeriscono ovuli termosaldati contenenti droghe, sono frutto dell’ingegno, della scaltrezza e del cinismo dei networks criminali nigeriani che già a partire dalla fine degli anni Ottanta li usavano per la cocaina, ma soprattutto per l’eroina sulle rotte internazionali.  L’alta specializzazione delle organizzazioni criminali dell’Africa occidentale nel settore dei corrieri giustifica la definizione, da parte degli esperti di polizia, secondo la quale le organizzazioni africane nacquero e prosperarono come un servizio di «posta celere della droga» per le organizzazioni criminali classiche, nell’eventualità d’improvvise crisi di approvvigionamento conseguenti a sequestri da parte delle forze di polizia e relativi esaurimenti di scorte. Due telefonate e, tre giorni dopo, una decina di corrieri con 10 chili arrivava a risolvere il problema; senza avanzare pretesa...


Ombre sulla “Petite Côte”

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
  Le località turistiche sulla costa rappresentano, in Senegal come in molte altre parti del mondo, un luogo ideale per investire e quindi anche per riciclare denaro. Tutta la costa a sud di Dakar è un importante polo turistico che attrae pubblico dalla Spagna, dalla Francia, dal Nord Europa, dalla Russia e dagli Stati Uniti; negli ultimi dieci anni sono sorti moltissimi villaggi immediatamente a ridosso delle lunghe spiagge. Visitando però “La Somone”, paesino all’inizio della Petit Côte, ci si rende immediatamente conto che la maggior parte delle strutture turistiche è in stato di costruzione, ma i lavori non fervono,  anzi non vi è alcun cantiere aperto, solo abbandono. Le strutture funzionanti sono sette o otto, quelle in costruzione una ventina.  Le spiegazioni ricavate sul luogo sono molteplici: i cantieri, quasi tutti di proprietari stranieri, si fermano quando sul posto non c’è personale occidentale, poiché non hanno fiducia degli autoctoni e di come svolgeranno i lavori. Un’altra difficoltà che incontrano gli imprenditori è la burocrazia e, molto spesso, anche la corruzione, che frena i lavori imponendo lunghi tempi morti. In questo quadro di scarsa legalità e trasparenza è facile però che vi entrino anche investitori che riciclano soldi provenienti dal narcotraffico. I settori possono...


Nuove rotte, nuovi attori

Ott 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il progressivo spostamento delle rotte del narcotraffico verso l’Africa centro-occidentale, territorio povero e afflitto da un’intensa emigrazione, ha comportato la comparsa in Europa di spacciatori centroafricani. Il Senegal è il paese emergente Perché oggi troviamo una maggioranza di pusher dell’Africa Subsahariana che vende cocaina o “white”, mentre fino agli inizi del 2000 lo scenario dello spaccio in città era dominato dai nordafricani con la loro eroina?  Cambiano le sostanze, cambiano i soggetti coinvolti.  Ciò non significa che non si possano trovare nordafricani che vendono cocaina, significa che sul mercato della cocaina i centroafricani hanno la supremazia poiché possono approvvigionarsi prima che la sostanza arrivi in Europa, abbattendo i costi.  La comparsa dei pusher centroafricani è stata resa possibile anzitutto dal progressivo spostamento delle rotte del grande traffico verso l’Africa Centro-Occidentale; in questi paesi, in primis la Nigeria, in cui è grande la povertà e quindi la voglia di emigrazione, il traffico verso le capitali europee o lo spaccio di strada rappresentano una concreta possibilità di fuga e di arricchimento. In questo senso, il Tossic Park rappresenta un punto “fisico” di incontro tra il disagio di chi cerca nella tossicodipendenza una fuga virtuale dalla propria realtà e il disagio di chi invece una fuga l’ha già...