Articoli con tags ‘ Afghanistan ’


I Balcani restano il crocevia del narcotraffico

gen 24th, 2012 | Categoria: articoli
Enormi quantitativi di droga raggiungono l’Europa occidentale provenienti dall’Afghanistan e da altri paesi asiatici attraverso la Turchia e i corridoi balcanici, come confermano l’ultima analisi degli esperti delle Nazioni Unite e i responsabili regionali impegnati a contrastare il contrabbando di stupefacenti. ”La rotta dei Balcani resta un importante corridoio per il contrabbando dei narcotici dall’Afghanistan verso i paesi europei”, ha detto il rappresentante del Consiglio internazionale delle Nazioni Unite per il Controllo degli stupefacenti, Hamid Goxha, citato dai media a Skopje, in Macedonia Secondo l’analisi delle Nazioni Unite, si stima che finora l’80 per cento della droga arriva in Europa occidentale dall’ Afghanistan, attraverso la Turchia e i Balcani. I gruppi criminali spesso in precedenza hanno usato il corridoio settentrionale dei Balcani, in particolare per l’eroina, dall’Afghanistan attraverso Turchia, Bulgaria, Romania, Serbia, Ungheria e Romania. Recenti ricerche indicano che i trafficanti utilizzano sempre di più percorsi attraverso Turchia, Grecia, Macedonia e Albania verso l Italia, soprattutto quando si tratta di cocaina. ‘La Turchia ha intensificato la lotta contro i trafficanti di droga. Negli ultimi cinque mesi abbiamo sequestrato più narcotici noi che non tutti i 27 Stati membri dell’Unione Europea insieme”, ha detto Beshat Ekichi, capo del dipartimento turco per la...


Salento, migranti abbandonati dagli scafisti. Uno di loro muore

dic 14th, 2010 | Categoria: news
Camminavano uno in fila all’altro, lungo la spiaggia di Capo di Leuca, nel Salento. Erano ventotto. I carabinieri li hanno trovati mentre si scaldavano intorno a un fuoco improvvisato, acceso con la carta dei loro dizionari di arabo-inglese. Provengono dall’Afghanistan, tra loro anche qualche minorenne, e sono di etnia curda. Questa mattina un cittadino, dopo aver visto quella colonna fradicia di stracci, muoversi lungo il litorale, ha avvertito le forze dell’ordine. Poco dopo un’altra telefonata agghiacciante. Un pescatore, tra gli scogli, ha visto il corpo di un uomo. Le onde lo sbattono contro le rocce. L’autopsia, richiesta dal pubblico ministero Alessio Cocciolo, determinerà le cause della sua morte. Il trauma cranico facciale che dalle prime indagini mediche gli sarebbe stato letale fa pensare ad un incidente: potrebbe essere scivolato nella concitazione dello sbarco e aver sbattuto la testa. La vittima aveva ancora con sè il foglio di via emesso dalla Grecia. Secondo Alessandra Bianco, giornalista di Repubblica a Bari, tre dei sopravvissuti avevano un principio di assideramento. Gli scafisti li hanno fatti scendere in mare, a circa cento metri di distanza dal luogo dell’incidente, malgrado le acque gelide e il mare mosso. Non si tratta di un episodio isolato, le coste salentine...


Narcotraffico, l’Iran chiede aiuto all’Occidente

set 9th, 2010 | Categoria: news
L’Iran chiede aiuto all’Occidente nella lotta al narcotraffico. Lo fa per bocca dell’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Mohammad Khazaee, che in un intervento presso l’Assemblea Generale ha detto che il traffico di narcotici rappresenta “la principale fonte di finanziamento” dei gruppi militanti nella regione. Gruppi di taliban, s’intende, che attraversando il fragile confine tra Aghanistan e Iran esportano sui mercati occidentali circa il 90 per cento della produzione mondiale di oppio,pari a 6.900 tonnellate secondo i dati in possesso alle Nazioni Unite. «Per decenni l’Iran è stato in prima fila nella lotta contro i mafiosi transnazionali della droga», ha detto Khazaee. «Migliaia di ufficiali iraniani hanno perso la loro vita e miliardi di dollari sono stati spesi per combattere i trafficanti di droga e per interrompere le spedizioni di oppio». Per Teheran la lotta al narcotraffico è una priorità. Farian Sabahi, docente di Storia dei Paesi Islamici all’Università di Torino, spiega che: “Secondo le stime della Repubblica islamica i tossicodipendenti sono circa 4 milioni (su 70 milioni di abitanti), le principali rotte del narcotraffico che partono dall’Afghanistan attraversano l’Iran dove la polizia cerca di intervenire, con alti costi in termini di vite umane tra gli agenti”. E aggiunge: “L’impegno dell’Iran alla lotta contro...


Al gran bazar dell’eroina

ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Testo e foto di Matteo Tacconi
La Turchia sbandiera i suoi successi contro il narcotraffico, riconosciuta nel suo impegno anche sul piano internazionale. Ma i numeri dei sequestri potrebbero essere un paravento per gli enormi quantitativi di eroina che ancora circolano nel Paese. Ecco perché i conti non tornano (continua…)


Iran chiama Italia: insieme nella lotta al narcotraffico afghano

lug 21st, 2010 | Categoria: news
Sembra che gli Stati facciano a gara a candidarsi come risolutori del problema del narcotraffico proveniente dall’Afghanistan. Dopo le dichiarazioni di Viktor Ivanov, capo del Servizio federale russo anti-droga, che lo scorso giugno ha fatto sapere della disponibilità della Russia “a guidare una coalizione internazionale di lotta contro il narcotraffico, in special modo nella lotta al traffico di droga dall’Afghanistan”, si è espresso ieri il ministro degli esteri iraniano Manoucher Mottaki. In occasione della recente conferenza internazionale sull’Afghanistan tenutasi a Kabul, che ha riunito circa circa 70 delegazioni di Paesi e rappresentanti delle istituzioni internazionali, il ministro Mottaki ha proposto al suo omologo per l’Italia, Franco Frattini, una collaborazione tra idue paesi nella lotta al narcotraffico che ha origine nei campi d’oppio afghani e che arriva a soddisfare metà del mercato mondiale. La proposta di Mottaki è stata divulgata dall’agenzia stampa studentesca iraniana Isna, e confermata dallo stesso Frattini. Il progetto consisterebbe nella gestione congiunta della zona di frontiera tra l’Afghanistan e l’Iran appunto, regione che prende nome dalla provincia Herat. La cittadina di circa 250 mila abitanti è da tempo sotto il controllo del contingente italiano ma è da sempre la porta occidentale da cui esce il fiume di...


La Russia contro l’oppio afghano

giu 7th, 2010 | Categoria: news
«La Russia è disposta a guidare una coalizione internazionale di lotta contro il narcotraffico, in special modo nella lotta al traffico di droga dall’Afghanistan». E’ la dichiarazione rilasciata da Viktor Ivanov, capo del Servizio federale russo anti-droga, al quotidiano del governo ‘Rossiskaia Gazetà”. Secondo Ivanov la Russia è la vittima principale del traffico di stupefacenti dall’Afghanistan. Nel paese «muoiono ogni anno per uso di stupefacenti 30.000 persone, mentre nell’intera Europa ne muoiono circa 10.000» e dei 2,5 milioni di tossicodipendenti in Russia, il 90% «usa eroina di produzione afghana. Consumiamo la quinta parte di tutta l’eroina prodotta in Afghanistan». In linea con queste dichiarazioni già lo scorso marzo Viktor Ivanov aveva segnalato l’inizio di uno scambio di informazioni con gli Usa sulle organizzazioni e gli individui che producono e commerciano oppio in Afghanistan. «A mio parere – aveva dichiarato Ivanov alla Cnn lo scorso dicembre – la comunità internazionale e le forze internazionali che vogliano assumersi la responsabilità di creare un futuro per l’Afghanistan devono comprendere che sarà difficile creare una società funzionante e democratica in Afghanistan senza prima aver eliminato la sua industria di droga».


La lotta dura

feb 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Piero Innocenti
Ai confini dell’Iran ogni giorno si combatte una vera e propria guerra al contrabbando di stupefacenti. Nonostante i sequestri sfiorino cifre da record, il flusso di oppiacei dall’Afghanistan è in costante aumento. Fotografia di uno stato che prevede la pena di morte per i trafficanti e ritiene reato la tossicodipendenza (continua…)


L’industria dell’oppio

dic 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli, Orient Express
Dal 2001 la coltivazione di papavero in Afghanistan è cresciuta, ma oggi è un altro il dato da monitorare: i centri di raffinazione si stanno moltiplicando. Segno che il narcotraffico non è più solo una fonte di introito per la guerriglia, ma la base di un’attività criminale più organizzata. I gruppi antigovernativi si stanno trasformando in veri e propri cartelli (continua…)


A viso aperto

set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
È stata definita la “donna più coraggiosa dell’Afghanistan”. Malalai Joya entra giovanissima nel Parlamento afgano e denuncia la presenza di signori della guerra. Ma la sua battaglia in difesa dei diritti e delle donne non è mai cessata   Il 21 maggio 2008 ricorreva l’anniversario dell’illegittima espulsione della più giovane parlamentare afgana. Malalai Joya, 29 anni, venne scelta alle elezioni parlamentari del 2005 come rappresentante della provincia di Farah. La sua vita era già cambiata radicalmente cinque anni prima, nel dicembre del 2003, quando prese la parola durante la Loya Jirga.   Il coraggio di parlare. La Loya Jirga è una “grande assemblea”, convocata a cadenza irregolare dal parlamento afgano, nella quale vi partecipano membri della famiglia reale, parlamentari, leader religiosi, mujaheddin e capi tribù. L’establishment dell’Afghanistan si riunisce per discutere delle tematiche più diverse, quali la politica estera, dichiarazioni di guerra, introduzione di nuove leggi e nuovi leader. La Jirga non viene sciolta fino a quando l’assemblea non raggiunge un consenso riguardo i temi trattati. Da ragazza Malalai Joya lavorava presso l’Organizzazione per la promozione delle capacità delle donne afgane. Insegnava a leggere e a scrivere a coloro che non potevano permettersi di frequentare la scuola. Le donne e i loro diritti sono da sempre state...


Da “nico” a “narco”. L’evoluzione dei traffici

set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
Archiviato il capitolo contrabbando di sigarette, i clan locali si sono riciclati nel traffico di droga. Il Montenegro si riscopre  terra di passaggio della rotta Afghanistan-Balcani. Ma il vero problema è il ruolo dei russi Non è mica come negli anni 90, quando i contrabbandieri scorrazzavano indisturbati da una parte all’altra dell’Adriatico, con i loro bastimenti carichi di tabacco. Come quando il lago di Scutari veniva solcato da una flotta di piccole imbarcazioni che facevano la spola da una sponda all’altra, piene zeppe di taniche di benzina, armi e stecche di sigarette. Allora c’era l’embargo contro la Federazione jugoslava. E il Montenegro, che della “terza Jugoslavia” (quella di Milosevic, senza più Bosnia, Croazia, Macedonia e Slovenia) era parte, doveva sopravvivere in qualche modo. Il contrabbando si rivelò la risorsa su cui investire. In molti colsero l’occasione, chi per fare soldi e arricchirsi, chi per tirare a campare. «Che potevamo fare? Non avevamo scelta. Belgrado ci aveva tirati dentro una sporca guerra», ti senti dire da chi viene interpellato a proposito. E Clinton disse. A dirla tutta, il Montenegro le guerre di Bosnia e Croazia, almeno nelle loro prime battute, l’aveva sostenute. Ma il punto non è questo. È che oggi quelle storie sono sepolte. Non ci...