Articoli con tags ‘ Abruzzo ’


Il Molise nel traffico di droga

Lug 15th, 2011 | Categoria: articoli
diMichele Mignogna
Il piccolo e sonnacchioso Molise, la ventesima regione, quella che tantissimi italiani ancora non conoscono, e addirittura non sanno nemmeno dove collocarlo, si è trovata al centro di traffici di droga degni delle regioni notoriamente “infettate” dalle organizzazioni criminali che vi fanno i loro affari. Andiamo con ordine, da anni si parla di una latente e invisibile infiltrazione malavitosa in una regione da sempre considerata tranquilla, quindi meno “attenzionata” dalle forze dell’ordine, ma il 25 maggio scorso un’operazione della Dda dell’Aquila scopre una centrale di droga riconducibile alla ‘ndrangheta crotonese, a San Salvo, il confine tra Abruzzo e Molise. L’operazione condotta dai carabinieri di Pescara ha portato all’arrestato di 4 persone, tra cui il figlio del capo clan Ferrazzo e al sequestrato due chili e mezzo di cocaina, armi, denaro e veicoli. La cocaina, lavorata in un garage adibito a laboratorio tessile, era diretta ai mercati di Pescara, Termoli, Campomarino, Montenero, Chieti. Ma chi è Ferrazzo e che ci fa in Molise? Eugenio Ferrazzo è il figlio di Felice Ferrazzo, capo dell’omonimo clan della n’drangheta, protagonista negli anni 90 nel crotonese di una numerosa serie di delitti proprio per vicende legate a droga e armi, era già stato coinvolto in traffici...


Caduto l”Impero” del narcotraffico zigano

Gen 28th, 2011 | Categoria: news
Si chiama “Impero” l’operazione della Squadra mobile di Isernia che ha portato all’arresto di sedici persone di etnia Rom. E davvero di impero si trattava. Durante le indagini, condotte attraverso intercettazioni, pedinamenti, perquisizioni e sequestri, sono emerse tre organizzazioni autonome – ma tra loro federate – dedite al narcotraffico sul territorio tra il Molise e l’Abruzzo. Tali organizzazioni sono riconducibili ad altrettante famiglie Rom stanziali sul territorio di Isernia e Avezzano. Le tre famiglie, secondo gli inquirenti, avevano stretto un patto criminale al fine di spartirsi le piazze dello spaccio, ma la genesi della loro attività è da ricondursi a un vuoto di potere nella regione che ha concesso loro di organizzare l’arrivo dello stupefacente dalla Campania, smistarlo e confezionarlo, senza incorrere in alcun tipo di contrasto con altre associazioni malavitose. Secondo gli investigatori, una delle famiglie – con interessi tra Isernia e Avezzano – si sarebbe trovata ad un certo punto impreparata a gestire la forte richiesta di mercato. Da qui la necessità di coinvolgere altri soggetti e stabilire con ciascuno dei capi un accordo di spartizione del traffico di droga. Emergerebbe così l’elemento tipico dell’associazione a delinquere: la presenza di capi che...


L’Aquila tra mafia e ricostruzione. Ecco il dossier di Libera sul terremoto in Abruzzo

Dic 7th, 2010 | Categoria: news
“La legalità è stata rispettata ed è stata sempre al primo posto nelle scelte, tanto che tra fare presto o accertare la legalità ho sempre privilegiato la seconda”. Risponde così il prefetto Franco Gabrielli, nuovo Capo del Dipartimento della Protezione Civile, al dossier di ‘Libera’ pubblicato oggi. Parlando con i giornalisti a margine della presentazione del Rapporto ‘Ecosistema Rischio 2010’ di Legambiente e Protezione Civile, Gabrielli ha ricordato di essere stato “tredici mesi a L’Aquila, senza aver mai preso un giorno di ferie” ma, ha sottolineato Gabrielli, nessuno di “quell’associazione è mai andato a parlare con lui”. Narcomafie ha anticipato stamane alcuni contenuti del dossier, scritto da Angelo Venti, in cui si spiega come la mafia si sia infiltrata nella ricostruzione post-terremoto in Abruzzo. “È un lavoro che abbiamo voluto tutti noi di Libera perché, oggi più che mai, abbiamo il dovere di rompere il silenzio”, dice don Luigi Ciotti. La replica di Gabrielli è però secca: “E’ molto facile e per certi aspetti non corretto, immettere nel circuito parole e valutazioni che non hanno un riscontro”. Nell’introduzione del lavoro d’inchiesta condotto da Angelo Venti, si legge: “Il rischio delle infiltrazioni non deve attendere l’inizio della ricostruzione, anzi arriva nelle prime ore...


Infiltrazioni ‘ndranghetiste nella ricostruzione dell’Abruzzo

Nov 4th, 2010 | Categoria: news
Sabato scorso – il 30 ottobre – a Reggio Calabria sono state arrestate 33 persone. Secondo la Procura della provincia reggina gli indagati sono esponenti delle cosche Borghetto-Caridi-Zindato oltre che Serraino e Rosmini. L’importanza di questi arresti sta, secondo la stessa procura, nel ruolo ‘dirigenziale’ svolto dagli arrestati. Nel gruppo spiccano infatti i nomi di Diego Rosmini, Domenico Serraino e Giuseppe Zindato, tutti esponenti di primo piano. L’attività degli investigatori della Questura di Reggio era cominciata nel 2007 ma le indagini interessano un arco temporale che inizia nel 2002 e finisce col giorno degli arresti. I crimini contestati sono numerosi: omicidi, estorsioni, danneggiamento a fini estorsivi, detenzione e porto di armi, fittizia intestazione di beni e attività imprenditoriali. I Borghetto-Zindato-Caridi come anche i Serraino e i Rosmini esercitavano il controllo del territorio tramite la pratica estorsiva. I loro obbiettivi prioritari erano gli esercizi commerciali; il settore più fruttuoso era quello edile: per l’esecuzione di qualsiasi genere di lavoro venivano imposte agli imprenditori le ditte gradite ai vertici del clan. Le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla procura erano in realtà 34. L’assente, tuttora latitante, è Francesco Zindato, sospettato di essere l’autore dell’omicidio di Giuseppe Lauteta, avvenuto l’11 gennaio 2006...


Terremoto tra le imprese

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Angela Camuso
Dodici aziende aggiudicatarie di lavori per la ricostruzione del dopo-sisma sono ritenute in odore di mafia dalla magistratura. In attesa che le indagini si concludano, i lavori non si fermano (altro…)


Abruzzo, corruzione e favoritismi nel post terremoto

Ago 3rd, 2010 | Categoria: news
Dopo l’operazione “Untouchable”, che ha fatto emergere l’infiltrazione del clan dei Casalesi nella ricostruzione post terremoto del 6 aprile 2009, sull’Abruzzo si abbatte una nuova bufera, confezionata però tra le mura del Palazzo Regionale. “Attività illecite al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma”: questa l’accusa che pende sulle teste di Ezio Stati, ex assessore regionale prima per la Dc e poi nelle fila di Fi, finito ai domiciliari, l’ex deputato di Forza Italia Vincenzo Angeloni (in custodia cautelare a Regina Coeli) e Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management, società di Finmeccanica, al quale è fatto obbligo di dimora a Roma. A queste figure si aggiungono quelle della figlia di Stati, Daniela, assessore regionale alla Protezione Civile, ambiente e rifiuti, e del suo compagno Marco Buzzelli. La prima è stata interdetta dalla carica e costretta a dimettersi ma non è stata arrestata, così come a Buzzelli sono stati accordati i domiciliari.  Le misure cautelari diversificate sono state richieste dalla Procura della Repubblica tenendo conto delle posizioni, dei ruoli e delle evidenze probatorie legati ai diversi soggetti. Ezio Stati non è avulso alle vicende giudiziarie: già...


Ricostruire L’Aquila. Imprenditori a braccetto con i casalesi

Lug 22nd, 2010 | Categoria: news
Da Hollywood alla Campania, dalla finzione alla realtà: sono alcuni imprenditori campani i nuovi “Intoccabili”: tycoon trattati con tutti i riguardi dai clan perché asserviti ai loro interessi. L’operazione “Untouchable”, che ha visto questa mattina la partecipazione di 500 agenti della Guardia di Finanza , coordinati dalla Dda di Napoli, ha svelato l’esistenza di una lista di imprenditori ritenuti “espressioni economiche del clan dei casalesi”, attivi sia nel casertano che in altre regioni d’Italia, in particolare nel Lazio, in Abruzzo, Sardegna e Toscana. Tra i loro affari anche alcuni appalti per la ricostruzione dei paesi terremotati d’Abruzzo: per portarli a termine era stata pure trasferita a L’Aquila una ditta di Frignano (Caserta). Il suo titolare, Michele Gallo, è stato oggi arrestato perché considerato organico al gruppo di Bidognetti. E’ lui che gli inquirenti registrano, al telefono, mentre si accorda con un collega aquilano sul modo di partecipare al ricco piatto della ricostruzione. Il “braccio imprenditoriale dei casalesi”, composto da imprenditori e scoperto a partire dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, agiva attraverso prestanome, con il costante supporto dei clan. Gli imprenditori riciclavano il denaro dei casalesi e questi li ripagavano procurando loro ghiotte occasioni di lavoro, in appalti pubblici e...


La Turchia è vicina

Lug 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_7-8_2010 Grazie alla sua posizione geografica, la Turchia è luogo ideale per lo stoccaggio e smistamento tra Europa e Asia dell’eroina afghana. La mafia anatolica ha messo le mani sull’edilizia, sul turismo, sul gioco d’azzardo, persino sulle cause di divorzio tra coniugi. Narcomafie documenta un’immagine della Mezzaluna più problematica di quella offerta da istituzioni ansiose di traghettare il paese in Europa (altro…)


Abruzzo, primi segnali d’infiltrazione negli appalti

Set 10th, 2009 | Categoria: news
Nei mesi scorsi il rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo era stato denunciato da più parti. Ai primi di settembre, ci sono stati due riscontri empirici. Il primo riguarda un’impresa abruzzese e i suoi presunti legami con Cosa nostra. Il prefetto de l’Aquila Franco Gabrielli ha disposto la revoca della certificazione antimafia alla Di Marco srl, impegnata nella realizzazione di due subappalti: uno a Bazzano, del valore di circa 130 mila euro, e un altro più cospicuo a Sassa, del valore di circa 500mila euro. La Di Marco srl appartiene a Dante di Marco, incensurato, del quale non sono sfuggite alle autorità alcune frequentazioni d’affari sospette. È stato infatti tra i fondatori di un’altra società, la Marsica plastica srl, tra i cui soci figurava anche tale Achille Ricci, arrestato lo scorso marzo con l’accusa di aver riciclato parte del tesoro di Vito Ciancimino nella costruzione di un villaggio turistico nel paese di Tagliacozzo. Nella stessa società anche la moglie di Gianni Lapis, il commercilista condannato nel 2007 per riciclaggio del tesoro dell’ex sindaco di Palermo. Il secondo caso riguarda la Fontana Srl, impresa edile Campana sospettata di legami con i casalesi, alla quale la prefettura...


L’antimafia scommette sull’Abruzzo

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Intervista ad Alberto Cisterna La ricostruzione delle zone terremotate rappresenta una sfida per la Direzione nazionale antimafia. Il procuratore Pietro Grasso ha costituito un pool di quattro magistrati che lavorerà in collaborazione con i ministeri della Giustizia e dell’Interno, il procuratore e il prefetto de L’Aquila, per rafforzare il fronte della prevenzione alle possibili infiltrazioni mafiose nel post terremoto. Si vuole dimostrare che è possibile contrastare il crimine organizzato in modo efficace e moderno, senza rallentare di un solo giorno la ricostruzione delle case. L’emergenza costituirà il banco di prova per un modello di antimafia cui il procuratore e i suoi uomini lavorano da tempo, a partire dalla convinzione che gli strumenti di contrasto vadano aggiornati e che la storia della mafia sia giunta a una svolta. Alberto Cisterna è uno dei magistrati della procura nazionale chiamati dal procuratore Grasso a costituire il pool che vigilerà sulla ricostruzione (gli altri sono Vincenzo Macrì, Gianfranco Donadio e Olga Capasso). È membro del Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere ed è stato sostituto procuratore distrettuale a Reggio Calabria. Oggi è ritenuto uno dei massimi esperti in tema di pubblici appalti e infiltrazioni mafiose; sue le pagine dell’ultima relazione della Dna...