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2 Novembre 2004
Rinviato a giudizio il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro,
accusato di favoreggiamento di Cosa nostra, per aver fornito notizie a
mafiosi per «aiutarli ad eludere le investigazioni a loro carico».
Con Cuffaro sono state rinviate a giudizio altre 12 persone nellambito
dellinchiesta sulle cosiddette talpe alla Procura di
Palermo. Alla richiesta di dimissioni presentata dallopposizione,
Cuffaro replica: «Mai fatto favori alla mafia, parlano i miei atti.
Questa vicenda ha suscitato in me amarezza, sofferenza e dolore, ma non
ha scalfito la mia dignità, che conservo integra per continuare
a lavorare per la mia terra».
Rigettata, per la terza volta, dal gip di Palermo, Vincenzina Massa, la
richiesta dei pm di archiviare linchiesta sulla ritardata perquisizione
della casa di Totò Riina, dopo il suo arresto. Secondo il gip,
il generale dei carabinieri Mario Mori, attuale direttore del Sisde, e
il capitano Ultimo, oggi tenente colonnello, avrebbero trattato
con Cosa nostra la consegna di Riina, garantendo ai mafiosi che avevano
tradito il capomafia la possibilità di fare sparire
dalla casa carte e documenti. Nellordinanza di imputazione si parla
di «fumose e non verosimili giustificazioni fornite da Ultimo e
da Mori», i quali, secondo il gip non potevano non sapere che quel
covo poteva contenere materiale di estremo interesse investigativo, essendo
entrambi di provata capacità ed esperienza.
Uccisi a Bruzzano Zeffirio, nella Locride, lagricoltore Pasquale
Rodà, con piccoli precedenti penali, e il figlio Paolo, di 13 anni,
che era con lui. I killer non si sono fermati pur vedendo che assieme
a Rodà cerano i due figli, uccidendone uno e ferendo il più
grande, che è riuscito a scappare.
Feriti a Napoli, lungo la strada che collega il paese di Arzano (Na) e
il quartiere Secondigliano, tre marescialli dei carabinieri che stavano
tornando a casa in borghese . Lauto (privata), su cui si trovavano
i militari assieme ad un quarto collega rimasto illeso, è stata
affiancata da un motorino su cui si trovavano due persone, col volto coperto,
che hanno sparato con una mitraglietta. Si pensa che i militari siano
stati scambiati per uomini di un clan rivale dei Di Lauro, in guerra con
i Ricciardi. Nel Napoletano in venti giorni ci sono stati 9 omicidi e
4 persone scomparse.
4 Novembre 2004
Emessi 7 ordini di custodia, su richiesta della Dda di Palermo, in seguito
allinchiesta nata dal contenuto dei biglietti di Bernardo Provenzano,
fatti trovare dal collaboratore di giustizia Nino Giuffrè e riguardanti
estorsioni a imprenditori e agricoltori. I provvedimenti riguardano lo
stesso Provenzano e Salvatore Lo Piccolo, latitanti; Benedetto Spera e
Domenico Virga, detenuti; Giovanni Spera, Michele Vitale e Salvatore Stanfa,
che sono stati arrestati.
Arrestate, su richiesta della Dda di Roma, 18 persone accusate di traffico
di droga, controllo dei videopoker e usura. Gli arrestati farebbero parte
di unorganizzazione di appartenenti ad alcuni clan camorristici
e alla cosca mafiosa dei Triassi-Cuntrera, operante nel territorio di
Ostia.
Arrestata a Napoli, con laccusa di concorso in omicidio volontario,
la quindicenne che secondo il magistrato avrebbe istigato il padre a uccidere,
il 15 ottobre scorso, il giovane Salvatore Albino che le aveva rubato
il motorino. Il padre della ragazza, scomparso dopo lomicidio, verrà
arrestato dopo alcuni giorni.
5
Novembre 2004
Il presidente della Commissione antimafia, Roberto Centaro, durante un
convegno presenta il nuovo disegno di legge di riforma per la gestione
dei beni confiscati, da poco depositato alla Camera. La legge prevede
labbattimento dei beni immobili confiscati, nel caso che nessuno
voglia prenderli in gestione «restando come monumenti alla potenza
dei mafiosi».
6 Novembre 2004
Ucciso a Napoli, nel quartiere Scampia, il giovane incensurato Antonio
Lauderi e feriti altri 5 giovani, anchessi incensurati, che erano
con lui. Si pensa che il bersaglio dellagguato fosse un altro giovane
che è riuscito a scappare. Gli investigatori sospettano che sia
in atto uno scontro scaturito dalla decisione di un gruppo di ex affiliati
del clan Di Lauro di non sottostare al figlio del boss latitante Paolo
e di mettersi in proprio nello spaccio di droga.
7 Novembre 2004
Trovato a Licata (Ag) un cadavere carbonizzato. Secondo i carabinieri
potrebbe trattarsi del giovane Angelo Ajola scomparso dal 16 agosto.
Ucciso a Giffone (RC), con numerosi colpi di fucile, lautotrasportatore
e commerciante di legname Salvatore Cirillo.
8 Novembre 2004
Emessi 24 ordini di custodia per persone ritenute appartenenti alla cosca
mafiosa dei Vitale di Partinico e accusate di estorsione. Tra loro Maria
Gallina e Antonina Vitale, rispettivamente moglie e sorella del capomafia
Leonardo, detenuto in regime di 41 bis. Dalle intercettazioni ambientali
gli inquirenti hanno scoperto che le due donne facevano da tramite tra
Vitale e gli altri componenti la cosca. La Gallina, che sembra essere
stata in posizione paritaria con il marito e a casa della quale sono stati
trovati 55.000 euro in contanti, diceva di se stessa: «Sono donna
di mafia e di onore». Tra gli arrestati anche il figlio del capomafia
Vito Vitale, Giovanni, già condannato per associazione mafiosa.
Linchiesta è nata dalla denuncia di un imprenditore agricolo
a cui i mafiosi, oltre a chiedere il pizzo, avevano imposto di acquistare
i trattori nel negozio di Giuseppe Riina, il figlio minore del capomafia.
La famiglia Vitale, nonostante gli arresti, continua a mantenere tutti
gli affiliati, con uno stipendio mensile sui 1.500 euro. Tra gli stipendiati
anche un mafioso palermitano, Ninetto Madonia, killer del capomafia di
Partinico, Antonino Geraci, della cui morte è accusato come mandante
Leonardo Vitale.
Confermati in appello 11 ergastoli per i componenti la cupola mafiosa
accusati di essere responsabili delluccisione, avvenuta nel 91,
dei fratelli Salvatore e Giuseppe Savoca e del figlio di questultimo,
Andrea, di quattro anni.
9 Novembre 2004
Emessi 6 ordini di custodia, su richiesta della procura di Catanzaro,
al termine di uninchiesta su tentativi di pressioni e condizionamenti
nei riguardi di magistrati della procura di Reggio Calabria che indagano
sui rapporti tra ndrangheta e politica. Destinatari dei provvedimenti,
con laccusa di associazione di tipo mafioso e minaccia a corpo giudiziario,
sono Amedeo Matacena Junior, ex deputato di Forza Italia, non ricandidato
dopo che nel 2001 venne accusato di concorso esterno in associazione mafiosa;
il giornalista Francesco Gangemi, direttore del periodico Dibattito,
ora sotto sequestro, in cui sarebbero stati pubblicati articoli diffamatori
nei confronti dei magistrati reggini; lavvocato Francesco Gangemi;
lex deputato del Psdi Paolo Romeo, in carcere con sentenza definitiva
a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Inoltre lavvocato
messinese di numerosi collaboratori di giustizia, Ugo Colonna (che riceve
la solidarietà da esponenti del movimento antimafia), e linsegnante
Riccardo Partinico, collaboratore del Dibattito, accusati
soltanto di violenza e minaccia a corpo giudiziario. Colonna e Partinico
verranno scarcerati dopo una settimana. Informazioni di garanzia sono
state inviate a 34 tra politici e amministratori reggini, funzionari degli
uffici giudiziari, uomini delle forze dellordine. A
carico di Amedeo Matacena cè, tra laltro, una dichiarazione
di Giuseppe Aquila, ex consigliere provinciale di FI, condannato a sei
anni per associazione mafiosa. Aquila afferma di aver fatto parte del
clan Rosmini, con un ruolo di collegamento con politici e di avere contribuito
a far votare per Matacena, anche «presso cosche federate a quella
di appartenenza» e di «avere più volte accompagnato
Matacena ad incontri con personaggi malavitosi». Il primo dicembre
Matacena e Gangemi saranno scarcerati per mancanza di indizi validi. Il
capogruppo del Prc in Commissione antimafia, Nichi Vendola, che già
aveva manifestato la sua solidarietà allavvocato Colonna
e aveva espresso dubbi sulla fondatezza delle accuse alla Napoli, dichiara
che la Dda di Catanzaro «appare vittima di una trappola»,
ma che «resta di fare piena luce su tutti gli aspetti della vicenda».
Fatti trovare nel quartiere Scampia di Napoli tre cadaveri: si tratta
di Stefano Mauriello, con precedenti penali per furto e ricettazione,
e i cugini Mario e Stefano Maisto.
Arrestato il camorrista di Castellammare di Stabia Massimo Scarpa che,
scarcerato dopo 18 anni di detenzione, aveva fondato assieme a Michele
Omobono un clan camorristico contrapposto a quello dei DAlessandro.
Nella lotta tra i due clan si sono registrati almeno tre omicidi.
Viene data notizia che il legale di Gaetano Badalamenti ha chiesto la
restituzione dei beni sequestrati nel 1985, perché il capomafia
è deceduto nellaprile scorso prima che si completasse il
processo per associazione mafiosa. Badalamenti è morto negli Stati
Uniti dove era detenuto per traffico di droga e in Italia ha avuto una
condanna allergastolo per lomicidio di Peppino Impastato.
10 Novembre 2004
Approvata dal Senato la riforma dellordinamento giudiziario. LAssociazione
nazionale magistrati decide uno sciopero da attuarsi il 24 novembre.
11 Novembre 2004
Si costituisce a Napoli il giovane Giuseppe Grassi, che confessa di avere
sparato ai carabinieri il 2 novembre scorso «credendo che fossero
uomini del clan rivale venuti lì per uccidere». Il giovane,
che non ha voluto dire il nome del ragazzo che era con lui, è affiliato
al clan del latitante Paolo Di Lauro e, secondo gli inquirenti, si sarebbe
consegnato per ordine dei capi del clan, nella speranza che venga allentata
la pressione delle forze dellordine sul quartiere.
12 Novembre 2004
Assolto in appello dallaccusa di turbativa dasta, perché
il fatto non sussiste, leuroparlamentare di Forza Italia Giuseppe
Castiglione, di Catania.
Arrestato a Taurianova Filippo Raso, accusato di associazione di tipo
mafioso (apparterrebbe allomonimo clan della ndrangheta) estorsione
aggravata e minaccia nei confronti di Maria Giuseppina Cordopatri, testimone
di giustizia, a cui Raso voleva estorcere un terreno.
Al processo Sme, che si svolge a Milano, il pm Ilda Boccassini chiede
otto anni di reclusione per Silvio Berlusconi, accusato di avere corrotto
magistrati.
Ucciso a Napoli, dentro una pizzeria, il pregiudicato per estorsione,
usura e tentato omicidio, Salvatore Peluso. Giorni fa un fratello dellucciso,
Antonio, era rimasto vittima di un agguato, ma era stato soltanto ferito.
13 Novembre 2004
Ucciso a Bitonto (Ba) il pregiudicato Michele Bisceglie.
Ucciso
a Lamezia Terme (Cz) il giovane pregiudicato Giovanni Gualtieri, cognato
di Pasquale Torcasio, lunico capo dellomonimo clan rimasto
in vita.
Uccisi a Torre Annunziata (Na) Giorgio Scarfati, pregiudicato di Pompei,
e il giovane Francesco Federico, che si trovava con lui sullauto
preso di mira dai killer.
Uccisi ad Arcisate (Va) i siciliani Giuseppe Petralia, proprietario di
unimpresa edile specializzata nel settore scavi e Emanuele Costa.
Nei giorni scorsi cerano stati diversi episodi di automezzi di imprese
edili, soprattutto escavatori, dati alle fiamme e si pensa che Petralia,
che aspirava ad aggiudicarsi appalti nel settore, potesse essere in qualche
modo responsabile di quegli incendi e quindi ucciso per vendetta.
14 Novembre 2004
Sparati a Napoli colpi da arma da fuoco contro lauto di un maresciallo
della Guardia di Finanza, che era in abiti civili ed è rimasto
illeso.
15 Novembre 2004
Arrestato a Caltanissetta Agesilao Mirasola, un operaio stagionale della
Forestale accusato di essere uno degli assassini del commerciante Michele
Amico, ucciso il 23 ottobre 2003 per essersi rifiutato di pagare il pizzo.
Gli investigatori sono risaliti a Mirasola indagando sulla telefonata
trappola da lui fatta ad Amico per attirarlo nella sua casa
di campagna, dove è avvenuto lomicidio.
Assolto
a Palermo, perché il fatto non sussiste, il tenente Carmelo Canale,
stretto collaboratore di Paolo Borsellino, accusato da alcuni collaboratori
di giustizia di aver accettato denaro per passare notizie ai mafiosi.
Il pm aveva chiesto dieci anni per associazione mafiosa. Assolti anche
gli altri due imputati, il medico di Marsala (Tp) Giuseppe Pandolfo e
Gaspare Casciolo, di Salemi (Tp), che erano accusati di essere stati gli
intermediari tra Canale e le cosche di Marsala e Salemi.
Arrestato a Napoli Ciro Iannone, ritenuto affiliato ad un clan del quartiere
Fuorigrotta, in seguito alla denuncia di un imprenditore edile, a cui
Iannone aveva ripetutamente chiesto il pizzo, minacciandolo di morte.
16 Novembre 2004
Si apre a Napoli il processo contro i camorristi accusati dallimprenditrice
Silvana Fucito che non si è piegata al racket e a cui è
stata bruciata lazienda di vernici. Con lei, che si è costituita
parte civile, sono presenti imprenditori e commercianti uniti in unassociazione
antiracket costituita nel quartiere San Giovanni a Teduccio, dove sorgeva
lazienda della signora, numerosi cittadini, ragazzi delle scuole
con i professori, il presidente e i consiglieri del quartiere, Tano Grasso,
il sindaco Rosa Jervolino, il questore e il comandante dei carabinieri.
17 Novembre 2004
Arrestato ad Agrigento Giovanni Blandina, un anziano ex commerciante trovato
in possesso di 7 chili di hashish.
Confermato dalla Cassazione il provvedimento di confisca della lavanderia
della moglie e dei figli di Bernardo Provenzano.
20 Novembre 2004
Ucciso a Migliano (Na) lincensurato Biagio Migliaccio, cugino di
un affiliato (scomparso da qualche giorno) al clan Di Lauro di Secondigliano.
A Napoli, dopo qualche ora, viene ucciso Gennaro Emolo, padre di un giovane
che, secondo la polizia, sarebbe vicino al clan che si oppone ai Di Lauro.
21 Novembre 2004
Altri tre morti tra Napoli e provincia: a Melito uccisi, dentro una tabaccheria,
il titolare Domenico Riccio e il pregiudicato Salvatore Gagliardi, probabile
obiettivo dei killer. A Napoli, nel quartiere Secondigliano, ucciso Francesco
Tortora, che poi è stato caricato su unauto data alle fiamme.
22 Novembre 2004
Viene data notizia che collabora con i giudici Carmela Rosalia Iuculano,
di Cerda (Pa), giovane moglie di Pino Rizzo, in carcere da due anni per
mafia e estorsione. La Iuculano, arrestata il 4 maggio, assieme ad altri
parenti di Rizzo, perché scoperta a fare da tramite tra il marito
e gli altri mafiosi, dopo venti giorni ha deciso di collaborare, motivando
la scelta con la volontà di «dare un futuro senza mafia ai
suoi tre bambini». Ha accusato il marito, un suo cugino omonimo
e Luigi Piraino, di avere ucciso nel 2002 Salvatore Caccamisi, che faceva
parte della cosca Schittino di Lascari (Pa) opposta a quella dei Rizzo.
Le dichiarazioni della Iuculano, che riguardano anche attività
estorsive e rapporti con uomini dellamministrazione comunale, hanno
dato la possibilità di sventare un progetto di omicidio.
Emessi, su richiesta della procura di Potenza, 52 ordini di custodia cautelare,
in seguito ad uninchiesta sui rapporti tra mafia e politica. Tra
gli arrestati Roberto Martorano, considerato il capo del clan dei Basilischi,
legato alla ndrangheta calabrese e alla camorra. Martorano come
risulta dalle intercettazioni, incontrava direttamente i politici e trattava
con loro, assieme alla sua prestanome Maria Elisabetta Carbone, anchessa
arrestata. Arrestato anche lavvocato Piervito Bardi, accusato di
avere passato informazioni a Martorano, che non era un suo assistito.
Il 3 dicembre il Tribunale del riesame annullerà la carcerazione
di Bardi e di altri 14 imputati. Chiesta lautorizzazione a procedere
per il deputato di FI Gianfranco Blasi che, secondo laccusa, avrebbe
concluso «un vero e proprio patto di alleanza» con gli uomini
di Martorano. Sono indagati altri due deputati: Antonio Luongo, dei DS,
e Antonio Potenza, dei Popolari-Udeur e altri amministratori e uomini
politici.
Uccisa
e bruciata a Napoli, nel quartiere Secondigliano, Gelsomina Verde, di
22 anni. I killer probabilmente volevano sapere dove si nasconde il suo
amico Vincenzo Notturno, appartenente al clan che si oppone ai Di Lauro
e scomparso da qualche giorno. Sempre a Napoli viene ricoverato allospedale,
in gravi condizioni per le percosse subite (morirà il 30 novembre),
Salvatore Magistris, patrigno di Biagio Esposito fuggito con parte dei
proventi della cosca dei Di Lauro.
Il ministro dellInterno invia a Napoli 300 poliziotti. Il 25 novembre,
in un palazzo del quartiere Scampia, la polizia arresterà 7 persone
trovate in possesso di un notevole quantitativo di armi e sospettate di
stare organizzando la vendetta per la morte della ragazza. Tra gli arrestati
i fratelli di Notturno, Gennaro e Raffaele. Il 26 novembre verrà
arrestato Pietro Esposito, ritenuto uno degli organizzatori e esecutori
delluccisione di Gelsomina Verde.
24 Novembre 2004
Sciopero indetto dallAssociazione nazionale magistrati, con unadesione
dell85%, per protestare contro le riforma dellordinamento
giudiziario in approvazione alla Camera. Scioperano anche gli avvocati
penalisti che protestano contro la mancata introduzione della separazione
delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, separazione
che, secondo i magistrati, viene introdotta di fatto.
Ucciso a Napoli Salvatore Abinante, pregiudicato per spaccio di droga,
nipote di Raffaele Abinante, uno dei cosiddetti scissionisti
dal clan dei Di Lauro.
Confermata, dalla Corte dappello di Palermo, la condanna per concorso
esterno in associazione mafiosa al costruttore Pietro Lo Sicco.
25 Novembre 2004
Ucciso a Napoli Antonio Esposito, un incensurato titolare di alcuni panifici.
Concluso a Messina, con una sentenza che annulla laccusa di associazione
mafiosa, il primo dei processi nati dalloperazione Mare nostrum,
che portò allarresto di circa 200 persone accusate di associazione
mafiosa, di estorsioni e di omicidi avvenuti tra il 1986 e il 1992, durante
lo scontro tra le famiglie dei Galati Giordano e dei Bontempo Scavo, di
Tortorici. Al processo si sono costituiti parte civile le associazioni
antiracket, come lAcio di Capo dOrlando, nate in quegli anni
nella zona.
Ucciso a Lecco, durante una rapina, il benzinaio Giuseppe Maver. Il ministro
Roberto Calderoli dichiara che la Lega ha istituito una taglia per trovare
gli assassini. Liniziativa non viene approvata da esponenti della
maggioranza e suscita le proteste dellopposizione.
26 Novembre 2004
Concluso a Palermo il processo nato dallinchiesta tra mafia e cooperative
rosse. Condannati: Tommaso Orobello e Salvatore Genovese,
accusati di concorso esterno, e il capomafia Giovanni Bonomo. Assolti
limprenditore Ignazio Potestio e lex sindaco di Polizzi Generosa
(Pa), Francesco Caruso.
Sequestrati a Reggio Calabria 70 chili di tritolo e numerose armi e arrestate
quattro persone accusate di appartenere ai clan Rosmini e Tegano.
27 Novembre 2004
Ucciso nel quartiere Scampia di Napoli il pregiudicato Giuseppe Bencivegna
e ferito il pregiudicato Raffaele Romano. Nello stesso quartiere sono
stati arrestati tre prestanomi del boss Paolo Di Lauro.
Ucciso a Bari il pregiudicato Antonio Fanelli e feriti il giovane Luigi
Martiradonna e un quattordicenne che tre anni fa era stato bloccato mentre
portava una pistola a un uomo del clan. Il sindaco di Bari, Michele Emiliano,
chiede e ottiene laffidamento del ragazzo, che dichiara di volere
cambiare vita.
28 Novembre 2004
Arrestato Castello di Cisterna (Na) Antonio Capasso, capo dellomonimo
clan, latitante da due anni, da quando era stato condannato allergastolo.
Ucciso a Napoli, nel quartiere Scampia, Massimiliano De Felice, pregiudicato
per spaccio di droga. A Secondigliano ignoti entrati in una panetteria
(il cui proprietario è fratello di uno dei feriti negli agguati
dei giorni scorsi), fatti uscire i presenti, hanno dato fuoco al locale
dopo averlo cosparso di benzina.
30 Novembre 2004
Ucciso a Bari il diciottenne Vito Romito, parente di due appartenenti
al clan Strisciuglio.
Arrestate a Brindisi 20 persone accusate di far parte del clan capeggiato
da Fabio Fornaro, di estorsioni e traffico di stupefacenti.
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