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Cronologia

Marzo 2001

a cura del Centro siciliano di documentazione
"Giuseppe Impastato"


1 MARZO

giovedì

Giusy Vitale, sorella di Vito, capomafia di Partinico (Pa), già sotto processo per associazione mafiosa assieme ad altri appartenenti alla cosca, è stata accusata di avere ordinato un omicidio. L’accusatrice (sotto protezione come testimone di giustizia) è Maria Fedele, moglie (separata) di Antonino Guarino, detenuto per detenzione di armi. Giusy Vitale avrebbe ordinato a Guarino di uccidere un appartenente alla cosca, ritenuto un traditore.

Secondo un rapporto sul contrabbando di sigarette, presentato alla Commissione antimafia dalla Guardia di Finanza, sono una ventina gli istituti bancari utilizzati dai contrabbandieri, in particolare la "Finter Bank Zurich", che ha tra gli azionisti Alfred Bossert (un trafficante di valuta implicato nell’inchiesta Mani pulite e in quella della Procura di Bari sul contrabbando), la "Barnett Bank of South" di Miami e l’"Ubs" (Unione banche svizzere). Viene stimato che circa il 30% del mercato mondiale delle sigarette è costituito da prodotti illegali.

2 MARZO

venerdì

Arrestato a Guidonia Montecelio (Roma) Salvatore Rinzivillo di Gela (Cl), latitante dopo che era stato confermato in appello l’ergastolo per un omicidio commesso nell’88. È rimasto latitante il fratello Antonio, anch’egli condannato all’ergastolo per lo stesso motivo. La famiglia Rinzivillo, legata a quella di Giuseppe "Piddu" Madonia, è stata protagonista di uno scontro sanguinoso con la famiglia degli Emmanuello, durante il quale sono stati uccisi altri due fratelli.

3 MARZO

sabato

Trovato in un pozzo, in una campagna vicino Vittoria (Rg), il corpo crivellato da diversi colpi di pistola del giovane Alessio Alessandro Amodei che era scomparso da casa l’11 febbraio scorso. Il 30 marzo verranno fermati tre giovani, tra cui un minorenne.

Ucciso ad Acerra (Na), da due rapinatori, Gaetano Afiniti, titolare di un supermercato. Sono stati fermati due giovani, Giovanni Iannone e Massimo Terracciano.

Arrestato a Siracusa lo studente Francesco Castagnino, trovato in possesso di 200 pasticche di ecstasy e 107 milioni in contanti.

Arrestato a Messina il giovane Domenico Di Gregorio, trovato in possesso di oltre due chili di eroina Brown sugar.

4 MARZO

domenica

Arrestato il latitante Matteo Lo Duca accusato di appartenere alla famiglia mafiosa di Carini (Pa) e di omicidio. Lo Duca, che sarebbe legato alla famiglia mafiosa dei Di Maggio di Cinisi, si nascondeva in un vano dell’abitazione del fratello, privo di finestre e con l’ingresso mimetizzato da formaggi.

5 MARZO

lunedì

Condannato a 30 anni di reclusione, dalla Corte d’assise di Palermo, Vito Palazzolo, accusato di essere uno dei mandanti dell’assassinio di Peppino Impastato. Palazzolo, vice del capomafia di Cinisi (Pa) Gaetano Badalamenti, è stato processato con il rito abbreviato. Il processo a Badalamenti, in rito ordinario e in videoconferenza con gli Usa, è ancora in corso.

Ucciso ad Afragola (Na), da un agente in borghese, un sedicenne che aveva tentato una rapina a mano armata.

Ferito molto gravemente, a Campobello di Licata (Ag), il commerciante Salvatore Seggio, per un’esplosione avvenuta nel suo negozio dove era stato appiccato un incendio.

Emessi 20 ordini di custodia per appartenenti alle cosche Santapaola e Laudani, operanti a Paternò (Ct) e accusati di associazione mafiosa, omicidi e estorsioni. Tra gli arrestati 4 minorenni.

Assolto in appello Aldo Madonia, figlio del capomafia palermitano Francesco, che era stato condannato in primo grado per un traffico di cocaina dalla Colombia. L’imputato si era sempre dichiarato estraneo agli affari della famiglia e il fratello Salvino, che non è collaboratore di giustizia, si era autoaccusato per scagionarlo.

Rinviati a giudizio, dal gup di Palermo, Leoluca Bagarella, il killer Michele Traina, Giovanni Brusca e Domenico Farinella, accusati dell’omicidio, avvenuto il 24 settembre 1994, dell’imprenditore Massimo Capomaccio, ucciso perché avrebbe trattenuto per sé una somma di denaro destinata ai corleonesi. Dopo l’omicidio, i suoi fratelli Bruno e Michele, residenti a Cefalù (Pa), iniziarono a collaborare con la giustizia e ora si sono costituiti parte civile.

Presentato da Legambiente il Rapporto sull’Ecomafia 2001. Sarebbero almeno 140 i clan coinvolti, con un guadagno di 26 mila miliardi all’anno. I settori sono: abusivismo edilizio, discariche e smaltimento dei rifiuti, sofisticazioni alimentari, racket degli animali, esportazione clandestina di reperti archeologici. Il 44% dei reati si registra tra Campania, Calabria e Sicilia.

6 MARZO

martedì

Arrestati, su richiesta della Dda di Catania, il professore palermitano Filippo Amoroso, ex direttore dell’Istituto nazionale del dramma antico (Inda) di Siracusa, l’avvocato siracusano Antonino Greco, il direttore amministrativo dell’Inda Loreto Ferranti, l’impiegato amministrativo dell’Istituto Concetto Gilè e altre 11 persone ritenute appartenenti o legate all’organizzazione mafiosa Urso-Bottaro. I dirigenti dell’Inda sono accusati di truffa, turbativa d’asta e abusi d’ufficio con l’aggravante "di aver favorito gli interessi dell’organizzazione mafiosa Urso-Bottaro". I fatti sarebbero avvenuti tra il ‘96 e il ‘98, anni in cui gli Urso-Bottaro, attraverso una serie di cooperative e società a loro legate, avrebbero gestito i servizi e la movimentazione delle scene in occasione delle rappresentazioni, causando un indebitamento di oltre sei miliardi. Il 27 marzo il Tribunale della libertà annullerà il provvedimento per Amoroso.

Approvata a maggioranza la Relazione conclusiva della Commissione antimafia. Contrari i componenti di Forza Italia e Ccd; astenuti quelli di An e Lega.

Si apre a Caltanissetta il processo all’ex sindaco Rudy Maira, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio.

7 MARZO

mercoledì

Al processo a mafiosi accusati di alcuni omicidi avvenuti tra il ‘94 e il ‘95, che vede imputati Leoluca Bagarella e suo nipote Giovanni, il figlio di Totò Riina e Ninetta Bagarella, accusato di tre omicidi (quello di Antonino Di Caro, ucciso a Canicattì alla fine del ‘94, e quelli dei coniugi Giovanna Giammona e Francesco Saporito, uccisi a Corleone il 25 febbraio del ‘95), Bagarella, in una dichiarazione spontanea a difesa del nipote, afferma di non sapere che cosa sia Cosa nostra e si scaglia contro Giovanni Brusca dicendo che le sue accuse sono infondate ("In questo processo siamo tutti innocenti, a partire da mio nipote") e nascono dalla volontà di vendicarsi per non essere stato coadiuvato nel complotto che voleva mettere in atto contro Luciano Violante "per fargli fare la stessa fine di Giulio Andreotti".

Arrestato all’aeroporto di Cordoba, in Argentina, Elvio Matranga, un palermitano residente a Roma, trovato in possesso di 15 chili di cocaina.

8 MARZO

giovedì

Emessi, su richiesta della Dda di Bari, 76 ordini di custodia per appartenenti ad un’organizzazione dedita al traffico internazionale di sigarette, droga e armi. È stata fatta luce su connessioni tra gli esponenti del clan diretto da Salvino Parisi, responsabile del traffico dal Montenegro e dalla Grecia, e alcuni politici accusati di voto di scambio.

Ucciso a Grotte (Ag) l’anziano Felice Zaffuto e ferito gravemente il nipote, Salvatore, da rapinatori che hanno sparato diversi colpi nella gioielleria di cui è titolare Salvatore Zaffuto. I rapinatori sono fuggiti senza portare via nulla, con una macchina risultata rubata qualche giorno prima e che è stata trovata bruciata.

Archiviata, su richiesta della Procura di Palermo, l’inchiesta per traffico di droga avviata su Marcello Dell’Utri.

9 marzo

venerdì

Arrestata in Spagna, dopo sette anni di latitanza, Santina Letizia Ronsisvalle, di Catania, che deve scontare 15 anni di reclusione per traffico internazionale di cocaina. Nel ‘91 la donna fu arrestata mentre importava in Italia 20 chili dello stupefacente.

Viene data notizia di un’inchiesta condotta dal sostituto procuratore di Brescia Fabio Salamone sul nucleo antidroga del Ros di Bergamo, comandato dal maresciallo Gilberto Lovato e composto dai sottufficiali Vincenzo Rinaldi, Michele Scalisi, Rodolfo Arpa e Gianfranco Benigni. L’inchiesta vede una quarantina di persone iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di traffico di stupefacenti, associazione a delinquere e riciclaggio. Secondo le dichiarazioni di uno degli intermediari nel traffico di cocaina (chiamati "cavallini"), confermate dagli interrogatori di altri intermediari arrestati, i carabinieri del Ros in diverse occasioni avrebbero ingaggiato direttamente i "cavallini" dando loro l’incarico di comprare la cocaina e trovare i clienti, ma alla fine dell’operazione ad essere arrestati erano sempre gli intermediari, mai i grossi trafficanti: gli interrogati hanno fatto i nomi di una ventina di trafficanti, italiani e colombiani, alcuni dei quali destinatari da anni di mandati di cattura, che sarebbero stati risparmiati dai carabinieri. Inoltre, nel caso di un sequestro di 150 chili di cocaina, Salamone avrebbe accertato la mancata verbalizzazione del sequestro contestuale di circa un miliardo e mezzo di lire. L’inchiesta ora è passata per competenza alla Procura di Milano, sia perché vi è coinvolto il magistrato Mario Conte, ex sostituto procuratore a Bergamo e referente della squadra, sia perché il Ros ha denunciato Salamone per abuso. Il colonnello del Ros Giampaolo Ganzer afferma che si tratta di "una falsificazione macroscopica perché il Ros ha sempre operato con l’ok della magistratura. Gli agenti operano sotto copertura e come provocatori con il pieno assenso delle leggi e dei codici".

10 marzo

sabato

Arrestato in Brasile il latitante Maurizio Lo Iacono, figlio di un capomafia di Partinico (Pa), Francesco, legato a Bernardo Provenzano e in carcere da tempo.

Distrutto da un incendio doloso a Gioia Tauro (RC) l’ex albergo Euromotel, confiscato alla cosca dei Piromalli e assegnato al Comune che intende destinarlo ad un centro di alta formazione professionale. Finora nessuna ditta ha risposto al bando per ristrutturare l’edificio.

12 marzo

lunedì

La Corte d’assise d’appello di Palermo ammette Totò Riina alla vita comune del carcere: pur restando sottoposto al 41 bis (che comporta limitazioni agli incontri con i familiari e con altri detenuti mafiosi), Riina potrà andare all’aria assieme ad altri detenuti e partecipare alle attività di socializzazione. Secondo i giudici la "pena accessoria" all’ergastolo (il 41 bis), della durata di tre anni, non può essere riproposta ad ogni condanna a vita.

Arrestati a Carini (Pa) 11 giovani, di cui due minorenni, accusati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di hashish e marijuana per una decina di chili al mese. Da parte dei dirigenti del Sert locale viene denunciato un aumento del consumo di droghe pesanti, specialmente cocaina.

13 marzo

martedì

Emessi su richiesta della Procura di Palermo 22 ordini di custodia per imprenditori, tra cui Nello Vadalà, ex vicepresidente dell’Assindustria di Palermo, e dirigenti Anas. L’accusa è di avere costituito una sorta di "cartello" per ottenere gli appalti di costruzione delle strade, a capo del quale ci sarebbe stato proprio Vadalà, indicato dal collaboratore di giustizia Angelo Siino come "la longa manus di Pino Lipari", l’imprenditore considerato vicino a Bernardo Provenzano. Vadalà dopo l’omicidio di Libero Grassi aveva preso posizione contro i vertici dell’associazione degli imprenditori palermitani, i quali non avevano dato sostegno all’imprenditore quando aveva denunciato gli estortori. Tra gli arrestati l’imprenditore Santo Schimmenti, di Misilmeri, accusato di essere uomo di fiducia di Lipari.

Ucciso a Lecce l’artigiano Antonio Della Bona che si trovava in un bar dove è avvenuto un agguato contro Fabrizio Negro, appartenente alla Sacra corona unita, anche lui rimasto ucciso.

Condannato a cinque anni di reclusione, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, Amedeo Matacena, imprenditore ed ex deputato di Forza Italia nel collegio Reggio Calabria - Villa San Giovanni.

Arrestati a Cosenza 5 palermitani che stavano trasportando 103 chili di marijuana proveniente dall’Albania.

14 marzo

mercoledì

Si costituisce ai carabinieri di San Cataldo (Cl) Giuseppe Palazzolo, indicato come uomo di fiducia e prestanome di Bernardo Provenzano. Palazzolo era sfuggito alla cattura nel gennaio scorso, quando erano state arrestate tra Cinisi e Terrasini sei persone accusate di essere legate a Bernardo Provenzano e di riciclaggio di capitali della mafia.

16 marzo

venerdì

Ucciso a Catania Concetto Celso, un pregiudicato appartenente alla cosca mafiosa di Turi Cappello.

Assolto dalla Cassazione "perché il fatto non sussiste" il medico catanese Giuseppe Blancato, arrestato nel 1993 per aver curato Nitto Santapaola quando era latitante, e condannato in primo e secondo grado per favoreggiamento.

Ucciso a Castelvolturno (Caserta), da un giovane carabiniere, il ventenne incensurato Igor Canta, che aveva tentato di rapinarlo. Il suo complice aveva minacciato il carabiniere con una pistola, risultata un’arma giocattolo.

17 marzo

sabato

ìUcciso a Siracusa l’imprenditore incensurato Giuseppe Romano. Gli investigatori ritengono che l’omicidio sia stato deciso nell’ambiente del gioco d’azzardo.

A un convegno di Magistratura democratica, il procuratore di Palermo Pietro Grasso critica le nuove norme sui collaboratori di giustizia: "Se fossi mafioso non mi pentirei". A fine 2000 i collaboratori di giustizia erano 1171 (oltre 400 di Cosa nostra) e 4003 i familiari protetti, ma con le nuove disposizioni si prevede una drastica diminuzione del loro numero mentre già non c’è nessun capomafia tra i nuovi collaboratori.

18 marzo

domenica

Arrestati a Caltagirone due palermitani, Debora Arato, iscritta alla Facoltà di Legge, e il pregiudicato Maurizio Bonura, trovati in possesso di un chilo di cocaina.

19 marzo

lunedì

Arrestato a Roma Rosario Vizzini, mafioso latitante di Gela (Cl) e condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’avvocato Antonio Mirabile, avvenuto a Gallarate nell’89. Secondo l’accusa l’avvocato sarebbe stato ucciso su ordine dei fratelli Rinzivillo perché in un processo aveva difeso un mafioso del clan rivale.

Arrestato all’aeroporto di Bergamo, al rientro dal Perù, un operaio edile di origine calabrese, trovato in possesso di 11 chili di cocaina nascosti in barattoli di frutta sciroppata.

20 marzo

martedì

Arrestate a Bagheria (Pa) 5 persone che tornavano da Amsterdam con cinque chili di cocaina. Tra loro il latitante calabrese Pietro Parisi, ricercato per traffico di droga, e il pregiudicato bagherese Salvatore Drago Ferrante, parente di costruttori accusati di riciclaggio.

Arrestato a Bologna Giovanni Costa, di Villabate (Pa), accusato di avere riciclato, in concorso con la moglie Giuseppa Pandolfo che si è costituita, attraverso diverse imprese e società finanziarie il denaro che migliaia di risparmiatori, all’inizio degli anni novanta, avevano affidato a Giovanni Sucato, anche lui di Villabate, che prometteva interessi favolosi in breve tempo. Sucato, che nel ‘94 era stato condannato a cinque anni per bancarotta fraudolenta, venne trovato carbonizzato nella sua auto il 30 maggio del ‘96, mentre tra il novembre del ‘91 e il marzo del ‘92 erano stati uccisi 3 suoi collaboratori. Secondo diversi collaboratori di giustizia Costa era uno degli esattori, con il benestare della mafia del paese. A Costa e alla moglie, che vengono accusati anche di riciclaggio di denaro della mafia, verranno sequestrati beni per quasi mille miliardi: aziende nautiche ed edili, immobili, conti correnti e depositi titoli in diverse città.

21 marzo

mercoledì

Celebrata a Torre Annunziata (Na) la "Giornata della memoria" in ricordo dei caduti nella lotta contro le mafie, organizzata da Libera.

Arrestati a Palermo i fratelli Salvatore, Giuseppe e Filippo Tarantino accusati di aver riciclato il denaro del capomafia Tommaso Spadaro. Sono stati sequestrati beni per circa 20 miliardi.

Assolti dalla Corte d’assise di Palermo, dopo due anni e mezzo di detenzione "perché il fatto non sussiste", i fratelli Gaetano, Vincenzo e Salvatore Vito Cavallotti di Belmonte Mezzagno, accusati di associazione mafiosa e di essere fiancheggiatori di Bernardo Provenzano. Nel processo, che si è svolto con il rito abbreviato, nato dall’operazione "Grande Oriente" a carico di favoreggiatori e titolari di imprese ritenute vicine a Provenzano, sono stati condannati a sei anni altri quattro imputati. Il processo con il rito ordinario è ancora in corso.

Ferita gravemente a Reggio Calabria Maria Trunfio, sorella di Domenico Trunfio e moglie di Antonio Nunnari, entrambi scomparsi il 23 aprile di quattro anni fa. Ferito anche il giovane, Pietro Romeo, che era con lei.

Emessi, su richiesta della Dda di Napoli, 16 ordini di custodia nell’ambito di un’inchiesta, iniziata nel 1999 e che ha già portato all’arresto di 59 persone, sul cosiddetto "burro della camorra", una truffa miliardaria messa in atto da alcune grosse aziende casertane e napoletane, come la Italburro di Carinaro (Ce), che utilizzavano nella produzione di burro grezzo sostanze adulteranti per un quarto del prodotto. Tra gli arrestati due carabinieri dei Nas, funzionari della Regione Campana e dipendenti della Asl di Napoli.

22 marzo

giovedì

Arrestata a Catania Grazia Santapaola, cugina del capomafia, e suo marito Salvatore Amato. Da intercettazioni ambientali la Procura ha potuto ricostruire casi di usura e traffici di cocaina diretti dai due coniugi, che avrebbero avuto l’investitura di "reggenti" la cosca mediante una lettera inviata dal carcere. Con loro sono state arrestate altre 11 persone accusate anche di progettare omicidi.

Annullato dalla Corte di Cassazione, per insufficienza di indizi, l’ordine di arresto per l’imprenditore Ignazio Potestìo, che era stato accusato di concorso in associazione mafiosa nell’inchiesta su appalti, mafia e "cooperative rosse". Analogo provvedimento verrà preso per il fratello Stefano.

23 marzo

venerdì

Arrestate a Palermo 3 persone trovate in possesso di 7 chili di eroina.

26 marzo

lunedì

Richiesta dalla Procura di Caltanissetta l’archiviazione dell’indagine su Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri per concorso nelle stragi del ‘92 e del ‘93.

Emessi dal gip di Palermo 7 ordini di custodia cautelare per Antonio Orlando (già in carcere con l’accusa di avere tentato un furto telematico al Banco di Sicilia), il padre Gioacchino, la moglie Vincenza Corpora, altri due familiari e gli imprenditori Gianfranco e Antonino Puccio, accusati di riciclaggio di capitali di origine sospetta. Si indaga su collegamenti con la mafia del rione Noce. A Orlando e agli altri arrestati sono stati sequestrati beni per circa dieci miliardi.

27 marzo

martedì

Emessi dal gip di Caltanissetta 13 ordini di custodia al termine di un’inchiesta su mafia e appalti nella zona del "Vallone". Tra gli arrestati, appartenenti alle famiglie mafiose Vaccaro di Campofranco e Misuraca di Mussomeli.

Condannati dalla Corte d’assise di Siracusa 24 imputati accusati di far parte della mafia di Pachino, di estorsioni e traffico di droga.

Arrestato il latitante Gaetano Iacolare, uno dei responsabili dell’omicidio del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985. Iacolare deve scontare una condanna a 29 anni.

28 marzo

mercoledì

ˇConfiscata l’impresa di produzione e fornitura di calcestruzzo "Sicilconcrete srl" di Villabate (Pa), gestita da Tommaso Cannella e da Salvatore Pitarresi, accusati di appartenere rispettivamente alla mafia di Prizzi e a quella di Villabate e di avere riciclato il denaro di Bernardo Provenzano.

ˇSecondo la relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti in Italia "circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti vanno ad alimentare il circuito dell’illecito, dando vita ad un mercato illegale che fattura circa 15 mila miliardi l’anno. Una parte di questi rifiuti viene smaltita illegalmente all’estero, nei Paesi in via di sviluppo".

29 marzo

giovedì

Rapimento lampo ad Alcamo (Tp) di una bambina di otto mesi, nipote dell’imprenditore del marmo Giuseppe Settipani. La bambina, rapita dalla culla dopo che i rapitori (travestiti da operai telefonici) avevano narcotizzato la madre, è stata ritrovata per strada, dentro una scatola di cartone, dopo una telefonata anonima. Si indaga nel mondo del racket, ma si pensa anche alla vendetta di qualche operaio. Il nonno in un’intervista rilascia un’inquietante dichiarazione: "Se ho sbagliato in qualche cosa, chiedo scusa. Uno nella vita, camminando, può anche sbagliare".

30 marzo

venerdì

Confermati dalla Corte d’appello di Palermo gli ergastoli per Salvatore Lo Piccolo e Pietro Vernengo per una serie di omicidi dal ‘72 all’84. Confermati i proscioglimenti per 10 capimafia, tra cui Totò Riina, Pietro Aglieri e Ignazio Pullarà.

31 marzo

sabato

Arrestati a Messina due giovani pugliesi trovati in possesso di 100 chili di marijuana.