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Cronologia

1 febbraio - 29 febbraio 2000

a cura del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato"


1 FEBBRAIO
martedì

Arrestati a Palermo Giuseppe Belmonte, Giovanni Federico e Giuseppe Lo Monaco, ritenuti prestanome del capomafia Natale Gambino. Lo Monaco, destinatario di un altro ordine di custodia per associazione mafiosa, è stato processato e assolto per la strage di via D'Amelio.

2 FEBBRAIO
mercoledì

Emessi, su richiesta della Procura di Palermo, 43 ordini di custodia (18 per persone già in carcere, tra cui Leoluca Bagarella, Totò Riina, Salvatore Madonia e Salvatore Coppola) per mafiosi delle province di Trapani e Palermo, accusati di una trentina di omicidi, estorsioni, accaparramento di appalti e altri affari illeciti. Tra gli arrestati gli imprenditori Mariano Saracino, legato al capomafia di Castellammare del Golfo Gioacchino Calabrò, Luigi Cacioppo e Cosimo Lipari, legati alla mafia di Alcamo. L'inchiesta nasce dalle dichiarazioni del capomafia Giuseppe Ferro di Alcamo che, arrestato nel 1985 dopo essere stato sorpreso all'interno di una raffineria di droga - la più grossa scoperta fino ad allora in Europa - aveva goduto di vari permessi (continuando a dirigere la cosca e a ordinare omicidi) fingendo di essere gravemente malato. Ferro è diventato collaboratore di giustizia nel 1997, dopo che è stato scoperto il suo inganno grazie ai controlli di una guardia carceraria.

5 FEBBRAIO
sabato

Feriti a Milano due poliziotti dal pluriomicida Aurelio Concardi, il quale, dopo la riduzione di pena in appello dall'ergastolo a trent'anni, aveva ottenuto la semilibertà. Concardi, dopo aver sparato agli agenti che gli avevano chiesto i documenti e tentato di impadronirsi di un'auto per scappare, si è rifugiato nella guardiola di un albergo, prendendo in ostaggio tre agenti. Si è arreso dopo l'arrivo del procuratore Ferdinando Pomarici. Si riaccendono le polemiche sui benefici previsti dalla legge Gozzini.

Uccise sulla via Aurelia, presso Viareggio, tre ragazze nello scontro tra la loro auto e quella di albanesi, inseguiti da altri connazionali forse per un regolamento di conti.

Arrestate a Taormina 5 persone accusate di traffico di droga dall'Olanda. Due di loro sono i poliziotti Vincenzo Cozzubo, della Polstrada di Randazzo (Ct), e la moglie Rosalba Camarda, del nucleo di prevenzione anticrimine di Catania.

Ucciso a Sant'Angelo Muxaro (Ag) il piccolo imprenditore e consigliere comunale di An Salvatore Vaccaro Notte. Il 3 novembre '99 era stato ucciso il fratello Vincenzo. Salvatore e Vincenzo, assieme al fratello Angelo, da qualche anno erano ritornati dalla Germania e avevano avviato in paese un'agenzia di pompe funebri. Secondo gli inquirenti i due fratelli sarebbero stati uccisi dai mafiosi perché non si sarebbero piegati ad alcune estorsioni.

6 FEBBRAIO
domenica

Uccisi ad Ercolano (Na) Lucio Di Giovanni e Raffaele Di Grazia, della famiglia camorristica Ascione.

Sequestrati a Messina 150 chili di marijuana provenienti dall'Albania e arrestato il corriere.

7 FEBBRAIO
lunedì

Ucciso a raffiche di mitra a Belgrado, in un agguato dentro un ristorante, il ministro della Difesa Pavle Bulatovic. Feriti il proprietario del ristorante e Vuk Obradovic, direttore della banca "Ju Garant" attraverso cui è stata effettuata la maggior parte (per 17 miliardi di dinari, circa 17 milioni di marchi tedeschi) delle transazioni relative agli acquisti di armamenti da parte dell'esercito jugoslavo. Il ministro ucciso era il presidente del consiglio di amministrazione della banca. Inoltre sia Bulatovic che Obradovic erano cugini di Darko Asanin, uno degli uomini (alti funzionari del partito di Milosevic o appartenenti alla criminalità serba) uccisi negli ultimi anni e rivale di Zeljko Raznatovic, il "comandante Arkan", ucciso il 15 gennaio scorso.

8 FEBBRAIO
sabato

Arrestate a Messina 16 persone, appartenenti a clan avversi, accusate di essere coinvolte nei fatti che hanno portato all'assassinio di Domenico Randazzo, ucciso il 29 gennaio scorso, e al ferimento di Massimo Russo avvenuto tre giorni prima. Sono rimasti latitanti tre persone, tra cui Antonino De Luca, evaso lo stesso 29 gennaio dal Policlinico dove si trovava in detenzione ospedaliera. Sembra che De Luca avesse ordinato di uccidere la moglie Salvatrice Fundarò, che era andata a convivere con Pietro Vadalà, fratello di Ferdinando Vadalà, considerato capo del clan avverso a quello di De Luca. Sarebbe stata la Fundarò, notati Randazzo e Russo sotto la propria casa, a riferire i suoi sospetti al Vadalà, che avrebbe ordinato l'uccisione dei due. Tra gli arrestati un agente di polizia, Francesco Tringali, che avrebbe avuto un ruolo di primo piano nell'omicidio di Randazzo: assieme ad altri due, travestiti da poliziotti, avrebbe fatto irruzione nella casa di Randazzo e finto di arrestarlo per ucciderlo poco dopo in auto.

Arrestate fra Trapani, Palermo e Catania 15 persone, quasi tutte molto giovani, facenti parte di un'organizzazione di spacciatori di marijuana, guidata dal ventitreenne Stefano Giacalone. Secondo gli inquirenti alcuni degli arrestati avevano progettato di uccidere uno spacciatore che si è salvato grazie a una intercettazione.

Ucciso nelle campagne di Enna, vicino a Pergusa, l'imprenditore agricolo Antonino Timpanaro, sorvegliato speciale in attesa della sentenza della Cassazione, dopo la condanna a sette anni per mafia.

9 FEBBRAIO
mercoledì

Arrestate a Siderno (RC) 19 persone accusate di far parte del clan della 'ndrangheta Comisso. Tra loro Cosimo Cherubino, consigliere provinciale dello Sdi.

Assolto in appello Silvio Berlusconi, condannato in primo grado a un anno per falso in bilancio nell'acquisto della casa cinematografica Medusa: secondo i giudici il reato c'è stato ma Berlusconi non sapeva. Secondo accertamenti della Procura di Milano i dieci miliardi di fondi neri erano stati versati sui libretti personali di Berlusconi.

Vertice alla prefettura di Palermo per indurre l'azienda Miraglia a ritirare i licenziamenti di 35 operai dell'ex Sigma di Libero Grassi, decisi il gennaio scorso. Nel settembre 1996 la Gepi aveva concesso alla ditta Miraglia sei miliardi e mezzo per riassorbire 50 dipendenti dell'azienda di Grassi. Allo scadere dei tre anni fissati dal piano concordato con la Gepi, Miraglia ha annunciato i licenziamenti.

10 FEBBRAIO
giovedì

Proposte dal ministro dell'Interno alcune modifiche al disegno di legge sulla sicurezza che verrà discusso alla Camera: limiti all'applicazione della legge Gozzini, pena esecutiva dopo la sentenza di primo grado per gravi reati e riduzione delle possibilità di ricorrere in Cassazione, sperimentazione dei braccialetti elettronici per i detenuti che vivono fuori dal carcere, dotazione alle forze dell'ordine di tecnologie avanzate. Le proposte sulla legge Gozzini e sulla possibilità di rendere esecutiva la pena dopo il primo grado suscitano critiche da parte di forze politiche sia della maggioranza sia dell'opposizione.

Nasce in Sicilia un Osservatorio sugli appalti. Firmato a Roma un protocollo d'intesa tra il presidente della Regione e il presidente dell'autorità per la vigilanza sui lavori pubblici.

Trovato in un fosso, a pochi metri della zona industriale di Catania, il corpo di Giuseppe Pidatella, pregiudicato per rapina e associazione mafiosa, appartenente al clan di Biagio Sciuto. Pidatella è stato ucciso con due colpi di pistola.

11 FEBBRAIO
venerdì

Arrestate a Torino 9 persone, tra cui due agenti penitenziari in servizio al carcere "Le Vallette", accusate di spaccio di stupefacenti all'interno del carcere.

12 FEBBRAIO
sabato

Trovato nelle campagne di Polizzi Generosa (Pa) il cadavere del contadino Celestino Conti di Valledolmo, ucciso con tre colpi di pistola.

A Palermo arrestati il commerciante Nicolò Licata e un suo dipendente. Nell'agosto del '99, per riscuotere l'assicurazione, avrebbero appiccato il fuoco al negozio di giocattoli in via Montepellegrino, causando la morte del vigile del fuoco Nicola Billitteri e il ferimento di altri 23 vigili.

14 FEBBRAIO
lunedì

Emessi 6 ordini di custodia, su richiesta della Procura antimafia di Caltanissetta, per persone (di cui 5 già in carcere per altri reati) accusate di due omicidi avvenuti nel 1998: quello dell'operaio forestale Giovanni Minacapilli di Aidone (Enna), avvenuto il 24 gennaio, e quello di uno dei suoi assassini, Orazio Di Franco, ucciso la sera stessa (ma il cui cadavere carbonizzato è stato trovato dopo alcuni mesi). Di Franco si era vantato con alcuni amici di essere impegnato "in un battesimo" (espressione gergale per indicare un delitto).

Uccisi, in una sparatoria tra bande rivali sul Lungomare di Bari, i pregiudicati Nicola Cassano e Vito Marzulli e ferite altre tre persone, tutti appartenenti, secondo gli investigatori, al clan capeggiato da Domenico Strisciuglio dei rioni San Girolamo e Carbonara, da tempo in lotta con il clan Capriati. In serata in un bar del rione Carbonara viene ferito gravemente il titolare Angelo Caricola, incensurato.

Redatta dal Governo una proposta unitaria sulla sicurezza: regole più severe per la concessione di pene alternative al carcere in base a una serie di rigidi parametri; minori possibilità di ricorso in Cassazione; carcerazione dopo la sentenza di appello e pene più severe per scippi e furti. Invariata la legge Gozzini che, secondo la maggioranza, "ha dato risultati non trascurabili": dal '91 al '98 hanno usufruito della legge 240.000 detenuti e gli evasi sono meno dello 0,74%.

15 FEBBRAIO
martedì

Scarcerati per scadenza dei termini alcuni presunti favoreggiatori del boss Salvatore Di Gangi, arrestato a Palermo il 29 gennaio 1999 dopo una lunga latitanza. Tra gli scarcerati l'ingegnere Giuseppe Montalbano, arrestato nel gennaio dell'anno scorso.

16 FEBBRAIO
mercoledì

Incontro tra il ministro della Giustizia, il presidente della Commissione antimafia e l'ufficio di presidenza della Commissione. Nei giorni scorsi la Commissione aveva effettuato un'indagine presso gli uffici giudiziari di Messina, accertando vuoti nell'organico ma anche "fatti gravi che richiedono una presa di posizione immediata del Governo e del Csm": gip che ritardano l'adozione di ordini di custodia o giudici che dopo tre anni non hanno ancora depositato la sentenza provocando la scarcerazione degli imputati. Inoltre è ancora irrisolto l'omicidio del professore del Policlinico Matteo Bottari, ucciso il 15 gennaio '98.

Arrestate a Castellammare del Golfo (Tp) 8 persone accusate di spaccio di marijuana e di furti e coinvolte in una faida tra bande rivali, che portò, nell'aprile del '99, all'uccisione di Biagio Sanfilippo, capo di una delle bande.

17 FEBBRAIO
giovedì

Dopo undici anni dall'avvio dell'inchiesta, inizia a Palermo il processo contro 46 persone accusate di traffico internazionale di cocaina. Si tratta di appartenenti alle cosche Fidanzati e Spadaro che, dopo la scoperta delle raffinerie di eroina in Sicilia, puntarono al traffico di cocaina proveniente dal SudAmerica.

19 FEBBRAIO
sabato

Condannato, con il rito abbreviato, a sei anni per associazione mafiosa Giovanni Spera, figlio del capomafia di Belmonte Mezzagno (Pa) Benedetto, latitante da anni. Nel corso della stessa udienza sono state rinviate a giudizio altre 4 persone accusate di essere legate a Spera: Santo Minì, considerato uno dei più stretti collaboratori dell'ex capocosca di Misilmeri Pietro Lo Bianco, ucciso nel 1995; il calabrese Antonio Ierace, che avrebbe ospitato Benedetto Spera nella sua tenuta in Calabria e due impiegati alla Usl di Misilmeri (Pa): Salvatore Giammanco, considerato il capofamiglia di Bolognetta (Pa) e Pietro Cireco, suo socio in un'azienda di calcestruzzi.

20 FEBBRAIO
domenica

Distrutti da un incendio doloso nel quartiere Zen di Palermo cinque prefabbricati che avrebbero dovuto ospitare il servizio di assistenza sociale del Comune. Il giorno 17 era stata danneggiata la statua di Giovanni Falcone che si trova nell'atrio della scuola elementare.

21 FEBBRAIO
lunedì

È stato reso noto che il Presidente del Consiglio dei ministri ha dato mandato all'avvocato dello Stato di chiedere la costituzione di parte civile nei processi che stanno per aprirsi a Milano, in particolare quello per la mancata cessione della Sme a Carlo De Benedetti e quello per il lodo Mondadori in cui è imputato anche Silvio Berlusconi, processi che vedono tra gli imputati alcuni magistrati accusati di corruzione.

Attentato incendiario contro l'auto e il portone della casa del consigliere dei Verdi alla Regione Lazio Angelo Bonelli, che dal 1995 presiede la Commissione regionale per la lotta alla criminalità.

22 FEBBRAIO
martedì

Sequestrati beni per 15 miliardi all'imprenditore Simone Castello, commerciante agrumicolo con interessi nel Palermitano e nel Ragusano, arrestato nell'ottobre scorso con l'accusa di associazione mafiosa e di essere un favoreggiatore di Bernardo Provenzano.

23 FEBBRAIO
mercoledì

Fermato a Catania per detenzione e porto illegale di arma il figlio diciassettenne (di cui non è stato fatto il nome) di un capomafia, sorpreso dalla polizia con una pistola carica e con un colpo in canna. Il ragazzo, che era in compagnia del pregiudicato Giovanni Papaserio (denunciato per evasione perché agli arresti domiciliari), ha cercato di giustificare il possesso dell'arma dicendo che gli serviva per difendersi dopo essere stato coinvolto in una lite. I poliziotti sospettano che il ragazzo volesse compiere un omicidio per vendicarsi.

Arrestati componenti di un'organizzazione di spacciatori, operanti in Versilia e collegati a famiglie della mafia siciliana, della 'ndrangheta e della camorra. A capo dell'organizzazione i fratelli Stefano e Marcello Cavataio, collegati con la cosca palermitana dei Ferdico e con quella catanese di Santapaola.

24 FEBBRAIO
giovedì

Ucciso a Termini Imerese (Pa) a colpi di pistola il capomafia Giuseppe Gaeta e ferito suo cognato Giuseppe Gatto, incensurato. Gli investigatori pensano che il mandante sia Nino Giuffrè, il capomafia di Caccamo latitante da due anni. Sembra che Gaeta avesse manifestato, nel corso di colloqui con i magistrati della Dda, l'intenzione di collaborare con la giustizia. Alcuni giorni prima a Caccamo un incendio doloso aveva danneggiato un supermercato.

Uccisi a Brindisi i finanzieri Alberto De Falco e Antonio Sottile e feriti gravemente i finanzieri Edoardo Roscica e Sandro Marras. I militari erano a bordo di un'auto che è stata speronata da una Rover blindata di contrabbandieri. Sono stati fermati i pregiudicati Giuseppe Contestabile, che ha confessato di avere condotto il blindato, e Rodolfo Bungaro. Il blindato era stato sequestrato nel marzo scorso, ma poi dissequestrato e consegnato al proprietario, un pregiudicato per contrabbando. Il procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna avverte che, oltre a utilizzare mezzi più efficaci contro i contrabbandieri, bisogna controllare "come si muovono le case produttrici. Ci sono società "interfaccia" che acquistano in varie parti del mondo sigarette che vanno a finire nelle mani delle organizzazioni criminali".

Arrestate in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia 33 persone (altre 15 sono rimaste latitanti) accusate di associazione di stampo mafioso finalizzato al traffico di stupefacenti e di armi dall'Albania. Tra gli arrestati anche due donne, Luisa Ziami di Palermo e Emilia Lombardi di Cosenza.

26 FEBBRAIO
sabato

Uccisi in un agguato a Strongoli (Crotone) i pregiudicati Otello Giarratano, Salvatore Valente e Massimiliano Greco. Nella sparatoria sono stati coinvolti anche due passanti: il pensionato Ferdinando Chiarotti, che è stato ucciso e il pensionato Giuseppe Marasco, ferito gravemente. Gli inquirenti sono certi che si tratta di un regolamento di conti voluto dalla cosca Giglio, dopo l'omicidio di Otello Giglio, ferito il 14 novembre scorso e morto giorni dopo. Gli assassini, fuggiti in auto, hanno sparato contro una pattuglia dei carabinieri che aveva tentato di fermarli, ferendone uno. Verranno subito arrestati Salvatore Giglio, fratello di Otello, sospettato di essere il mandante della strage; Francesco Giarratano, fratello di uno degli uccisi nella strage e sospettato di avere responsabilità nell'uccisione di Otello Giglio; Rocco e Pantaleone Laratta di Papanice (frazione di Crotone), presumibilmente i sicari. Nel paese, dal 1998, è in atto una guerra tra due cosche (formate da persone che prima facevano parte della stessa organizzazione capeggiata dai Giglio) che ha visto cadere Michele Benincasa nel dicembre del '98; Domenico Serra, legato ai Valente, scomparso per lupara bianca nel marzo del '99; Emiliano Dima, ucciso e bruciato in aprile del '99; Otello Giglio ucciso nel novembre '99, dopo che erano sfuggiti a due agguati Salvatore Valente e Otello Giarratano.

Condannati dalla Corte suprema dell'Ontario (Canada) i fratelli Alfonso e Gerlando Caruana, a 18 anni, e Pasquale Caruana, a 10 anni, per traffico internazionale di cocaina. I Caruana, che hanno patteggiato la pena, hanno ammesso di avere importato in Canada, in meno di due anni, più di 1.500 chili di cocaina. Il giudice ha disposto anche la confisca di 1,2 milioni di dollari sequestrati nel 1998.

Assolti dal Tribunale di Palermo Alfonso e Vito D'Anna, figli di Calogero, e Giuseppe e Salvatore D'Anna, figli di Girolamo, accusati di essere capimafia di Terrasini (Pa). Girolamo è stato condannato per mafia al maxiprocesso-bis. I figli e i nipoti, secondo l'accusa, sarebbero stati i prosecutori delle sue attività illecite, ma i giudici non hanno ritenuto sufficienti i riscontri. La vicenda dei D'Anna è collegata con quella del suicidio del maresciallo dei carabinieri Antonino Lombardo, avvenuto il 4 marzo 1995. Lombardo era stato accusato dall'ex sindaco di Terrasini Manlio Mele e dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando di frequentare i D'Anna. Il Tribunale di Palermo ha archiviato l'inchiesta su Mele e Orlando per la presunta diffamazione del maresciallo Lombardo.

27 FEBBRAIO
domenica

Celebrato a Porto Empedocle (Ag), nella cattedrale, con l'accompagnamento della banda musicale del paese e con una grande partecipazione, il funerale al capomafia Bruno Grassonelli, morto per un infarto in carcere, dove scontava una condanna definitiva all'ergastolo per avere avuto un ruolo nella strage di Porto Empedocle avvenuta nel 1990 e una condanna a otto anni per associazione mafiosa.

Decise dal governo misure straordinarie per arginare la criminalità in Puglia: sono già stati inviati un centinaio di poliziotti e carabinieri e nuovi mezzi cingolati, e nei prossimi giorni arriveranno circa duemila uomini delle varie armi, altri mezzi blindati ed elicotteri dotati di sistemi laser all'infrarosso. I venditori al dettaglio di sigarette di contrabbando protestano davanti al municipio di Brindisi chiedendo lavoro.

28 FEBBRAIO
lunedì

Respinta dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento la richiesta della Procura di soggiorno obbligato e di confisca dei beni per l'imprenditore Filippo Salamone, perché mancherebbero "i requisiti dell'attualità della pericolosità sociale di Salamone".

Arrestate a Bari 5 persone, tra cui il pregiudicato Alberto Baresi, che farebbero parte del clan Strisciuglio. Gli arrestati sono accusati di associazione di stampo mafioso e dell'omicidio di Vincenzo Caruso, ucciso nell'aprile del '99.

Reso noto che l'8 febbraio è stato scarcerato, per errore, Rocco Giovanni Ottinà, ritenuto un capo della 'ndrangheta. Scontava una condanna definitiva per associazione mafiosa che sarebbe scaduta a settembre del 2000, ma aveva riportato tre condanne all'ergastolo per una serie di omicidi compiuti tra Rosarno e Seminara. Il provvedimento di scarcerazione è stato deciso dal giudice competente per "buona condotta" e perché nel fascicolo su Ottinà non figuravano le altre condanne. In seguito all'ennesima polemica sulle "scarcerazioni facili", Ottinà viene arrestato, liberato una seconda volta in seguito all'assoluzione da parte della Corte d'appello di Reggio Calabria dai tre ergastoli inflitti in primo grado e ancora arrestato con un provvedimento di custodia cautelare chiesto dalla Procura di Milano, che indaga su un traffico di droga in cui il boss calabrese sarebbe coinvolto.

29 FEBBRAIO
martedì

Condannati all'ergastolo, dalla Corte d'assise di Caltanissetta, 13 imputati, tra cui i fratelli Liborio, Marcello, Salvatore e Maurizio Sanfilippo, nel processo a 23 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, otto omicidi e quattro tentati omicidi, avvenuti nel territorio di Riesi e Mazzarino tra il 1985 e il 1991, durante una guerra tra appartenenti alla Stidda e a Cosa nostra.