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Napoli, blitz antidroga. Il video dell’operazione

Gen 18th, 2017 | Categoria: prima pagina, Uncategorized
di redazione


Operazione Buenaventura, smantellata rete droga Calabria-Sudamerica. Arresti tra la cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti

Gen 10th, 2017 | Categoria: articoli, Uncategorized
di redazione
Diciotto ordinanze di custodia cautelare e un totale di 25 indagati per traffico internazionale di cocaina dal Sudamerica alla Calabria. È scattata stamattina prima dell’alba l’operazione “Buena Ventura” coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. La Squadra mobile di Reggio Calabria ha stroncato un’organizzazione legata alla ‘ndrangheta che riusciva a fare arrivare in Italia ingenti quantità di sostanza stupefacente proveniente dall’altra parte del mondo. La droga partiva dalla Colombia, dal Perù, dalla Repubblica Dominicana e arrivava nel nostro Paese anche attraverso la Spagna. Cocaina che veniva poi immessa nelle piazze di Milano, Napoli, Bologna e Pescara. Ma la testa del traffico era sempre la Locride e le cosche di Africo che riuscivano a fare affari con i colombiani. Tra gli arrestati spiaccano i nomi di Rocco Morabito e Giovanni Palamara, esponenti apicali delle rispettive famiglie mafiose di Africo, ritenuti i capi della ‘ndrina Morabito-Bruzzaniti-Palamara che opera in tutto il comprensorio della provincia reggina. Si tratta di un’operazione importante – dice il procuratore capo della Dda di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho – perché continua nel solco del contrasto al narcotraffico ed è stata in grado di individuare ed interrompere il contatto diretto che alcuni soggetti legati ai Morabito-Bruzzaniti -Palamara avevano con i cartelli della...


Platì, arsenale armi e droga: due arresti

Dic 27th, 2016 | Categoria: brevi di mafia, Uncategorized
Lo scorso 24 dicembre, due persone, zio e nipote, Domenico Perre, di 54 anni, di Platì, già latitante dal 1991 al 1994, e Giuseppe Maviglia (39), residente a Novara, già noto alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dai carabinieri del Gruppo di Locri con le accuse, a vario titolo, di detenzione e traffico di droga e di detenzione illegale di armi clandestine. L’indagine è iniziata dopo che l’11 maggio scorso i Carabinieri di Platì hanno ritrovato otto fucili di vario calibro con matricola punzonata; un fucile Winchester; una pistola calibro 22; un cannocchiale ed un puntatore laser per armi; un rilevatore satellitare Gps e 500 cartucce di vario calibro; 2,7 chili di eroina; 2,5 chili di canapa indiana; 700 grammi di cocaina. Armi e droga furono trovate in una zona demaniale limitrofa all’abitazione di Perre, anch’essa perquisita. Le indagini, secondo quanto riferito dagli investigatori, hanno portato alla scoperta di indizi nei confronti di Perre e del nipote.


Caso Alpi-Hrovatin, assoluzione per Omar Hassan

Ott 19th, 2016 | Categoria: news, Uncategorized
Il 19 ottobre, Hashi Omar Hassan, unico condannato a 26 anni di reclusione per l’omicidio della giornalista del Tg3, Ilaria Alpi, e dell’operatore Miran Hrovatin, avvenuta a Mogadisco il 20 marzo 1994, è stato assolto “per non aver commesso il fatto”  dalla Corte d’appello di Perugia. Convinta dell’innocenza di Hassan si è sempre detta la famiglia di Ilaria Alpi. Secondo il sostituto procuratore generale analizzando le prove emerse nei confronti di Omar Hassan “ne deriva un quadro bianco senza immagini, senza niente”. “E quindi – ha detto Razzi – la mia conclusione non può che essere una richiesta di assoluzione per non aver commesso il fatto”. Il magistrato ha parlato di “inattendibilità” del teste Gelle. “Non esiste” ha sottolineato. Hassan, originario della Somalia, ha dovuto scontare in carcere 16 dei 26 anni della condanna per poi essere affidato, lo scorso anno, ai servizi sociali a Padova. Teste chiave del processo a suo carico è stato un altro somalo, Ahmed Ali Rage, detto Gelle, il quale però prima alla trasmissione ‘Chi l’ha visto’, andata in onda il 18 febbraio 2015 e quindi sentito per rogatoria dalla procura di Roma ha ritrattato le sue accuse. In particolare sostenendo di non avere “detto a nessuno” che Hassan “faceva...


La guerra sporca di Duterte

Set 27th, 2016 | Categoria: prima pagina, Uncategorized
di s.b.
Sta passando nel totale silenzio mediatico la “guerra allo spaccio” portata avanti dal presidente delle Filippine Rodrigo Duterte. Appena vinte le elezioni, nel giugno scorso, Duterte ha invitato i cittadini a compiere giustizia da sé. Una sorta di regolamento di conti “legalizzato” che, in poche settimane, ha visto qualcosa come 700 morti tra i presunti spacciatori uccisi dalla polizia e un migliaio dalla vigilanza privata. Ad oggi i maggiori osservatori contano 3mila persone uccise in esecuzioni extragiudiziali, dato che porta il Paese a registrare una media di 34 morti al giorno per narcotraffico. La brutale campagna sembra godere dell’appoggio della popolazione. Certamente il dissenso in una tale situazione non avrebbe né spazio né canali per esprimersi. Criticato dall’Unione Europea per la scia di sangue lasciata dalla sua “guerra alla droga”, il presidente filippino Rodrigo Duterte ha risposto a Bruxelles mostrando il dito medio e dicendo:  “Andate a farvi fottere”. L’episodio è avvenuto di fronte a funzionari governativi a Davao, la città del sud di cui Duterte è stato sindaco per oltre vent’anni prima di essere eletto presidente lo scorso maggio. “Ho letto la condanna dell’Unione Europea contro di me. Dirò loro ‘fuck you’. Lo state facendo per farvi perdonare i vostri...


Un mondo in bianco e nero

Set 26th, 2016 | Categoria: articoli, Uncategorized
Riceviamo da Gennaro De Rosa – animatore del concorso “Musica contro le mafie” – il testo di Giulia Di Padova della IIIA del Liceo Classico ‘Ovidio’ del polo “Vico” di Sulmona (AQ), vincitore della sezione “Musica contro le mafie…va a Scuola!” (altro…)


Riciclaggio, chiesta l’archiviazione per Bilail Erdogan

Set 21st, 2016 | Categoria: news, Uncategorized
La Procura di Bologna ha chiesto l’archiviazione per Bilail Erdogan, figlio del presidente turco Recep Tayyip, indagato per riciclaggio dopo la presentazione di un esposto da parte di connazionale, membro di una nota famiglia di imprenditori che si oppongono al partito islamico-conservatore Akp. L’uomo attualmente vive in Francia con lo status di rifugiato politico. Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno richiesto l’audizione dell’autore dell’esposto più volte, ma senza alcun esito. Nel corso delle indagini non sono pertanto emersi riscontri di rilievo sull’ipotesi del reato di riciclaggio. L’inchiesta della Procura di Bologna su Bilal Erdogan era – prevedibilmente – diventata un vero e proprio caso diplomatico internazionale. Il Presidente turco, infatti, aveva attaccato la magistratura per quel fascicolo sul figlio, pronunciando la frase che fece il giro del mondo: “l’Italia si occupi piuttosto della mafia”. Oggi quindi la Procura di Bologna ha chiesto l’archiviazione, che sarà inoltrata dal gip il quale si pronuncerà sulla posizione di Bilal Erdogan. Il figlio del presidente turco arrivò a Bologna nell’autunno 2015, per riprendere gli studi alla Johns Hopkins University per poi lasciare l’Italia nel marzo scorso.


Dal cum-rumpere al cum-reparare. Prevenire e contrastare la corruzione

Lug 15th, 2016 | Categoria: articoli, Uncategorized
di Marika Demaria e Piero Ferrante
È un progetto pionieristico quello che è stato avviato ieri, 14 luglio, alla Certosa di Avigliana. Si tratta della prima scuola nazionale di cittadinanza monitorante, promossa e organizzata dal Gruppo Abele, dal Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, da Libera che terminerà domani, sabato 16 luglio. Oltre settanta partecipanti provenienti da tutta Italia per approfondire le tematiche inerenti alle mafie e alla corruzione con l’0biettivo di diventare monitoranti, pungolo per la collettività e la politica. La sessione inaugurale di ieri pomeriggio è stata aperta da don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera, che ha ricordato «il legame diretto» che esiste tra la povertà e la corruzione e come quest’ultima mini «il patto che ci lega come cittadini responsabili al bene comune, prima di tutto vengono traditi i patti umani. Un Paese corrotto è un Paese povero non solo dal punto di vista economico ma anche sociale. Non dobbiamo essere indifferenti: l’indifferenza, la rassegnazione e la delega sono le malattie mortali della nostra società». Rispetto al concetto di etica, don Luigi Ciotti ha commentato che essa non può essere ridotta «a codici e regole, per quanto giusti siano. L’etica chiama in causa innanzitutto l’integrità...


Scuola nazionale di cittadinanza monitorante, la diretta streaming

Lug 14th, 2016 | Categoria: Uncategorized
Sta per iniziare, alla Certosa di Avigliana, la prima Scuola nazionale di cittadinanza monitorante organizzata dal Gruppo Abele, dal Master Apc di Pisa e da Libera. I lavori della tre giorni saranno aperti da don Luigi Ciotti, Nando dalla Chiesa e Alberto Vannucci. A questo link è possibile seguire la diretta streaming della sessione inaugurale: http://livestream.com/accounts/20505969/events/5846225


Gli occhi di Schirripa, le maglie di Libera, la negazione della mafia

Lug 7th, 2016 | Categoria: prima pagina, Uncategorized
di Piero Ferrante
Mercoledì 6 luglio, ore 12.59, Corte d’assise di Milano. La prima udienza del processo per l’omicidio di Bruno Caccia è stata già posticipata. Dalle 9.30, alle 12. Nel complesso gioco della burocrazia, qualcuno s’è dimenticato di portare in aula, da Opera, Rocco Schirripa, unico imputato. È un minuto prima dell’una di pomeriggio appunto e dopo un’attesa infinita, tanto masticare amaro, qualche malumore, che il ‘Barca’ arriva. E tra quei banchi dove c’era il brusio, di botto cala il gelo. Il panettiere di Parella, manette ai polsi, è scortato da tre agenti di polizia penitenziaria. Jeans scuri, polo amaranto. Lancia uno sguardo rapido in direzione dei presenti. Impassibile, gli occhi scuri che tradiscono solo un attimo di rabbia prima di essere chiuso nella gabbia. Paola Caccia, nelle retrovie, ha lo sguardo basso. Sua sorella Maria Cristina no. Lorenzo, il nipote del magistrato, in Tribunale con la richiesta di costituzione di parte civile, nemmeno. Ci sono una ventina di militanti di Libera. La maggior parte è del presidio di Milano, magliette di rappresentanza addosso. Altri si sono spostati in auto o in treno da Torino. Ci sono i ragazzi di Cascina Caccia, il bene confiscato di San Sebastiano da Po intitolato al magistrato ucciso nel...