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Non ci fermeranno

lug 13th, 2011 | Categoria: Uncategorized
di Marika Demaria
Difficile credere che non ci sia un nesso tra l’annuncio che gli azzurri di Cesare Prandelli si alleneranno sul campo confiscato a Rizziconi e l’incendio doloso che ha devastato 7 dei 14 ettari di uliveto affidati alla cooperativa Valle del Marro. Lo stesso don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera, ha dichiarato: «Non so se l’incendio possa essere legato all’arrivo della nazionale di calcio e comunque non lo posso escludere, ma se dovesse essere così posso dire che il direttore generale della Figc, non appena ha saputo dell’atto intimidatorio alla cooperativa, mi ha espresso solidarietà, garantendomi che saranno accelerati i tempi di arrivo della nazionale». I fatti. In un periodo in cui agli onori della cronaca balza la sfaccettatura peggiore del mondo del calcio, la notizia data in occasione della prima edizione del Premio Bearzot organizzato dall’Unione sportiva Acli è ossigeno puro: la squadra di calcio che veste i colori dell’Italia si allenerà su un bene confiscato. Anzi, per la precisione, sul bene di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, confiscato nel 2003 alla famiglia “locale” di Teodoro Crea, boss ‘ndranghetista. Di fatto, però, a causa delle continue pressioni e minacce, era impossibile che i giovani si recassero lì per giocare. La...


Un’ordinaria storia di narcotraffico

nov 5th, 2010 | Categoria: Uncategorized
di Davide Pecorelli
Il 14 settembre 2005 “La Cala Palma”, cargo partito da La Guaira, città costiera venezuelana, giunge a Livorno, porto di destinazione. Trasporta pelli bovine essiccate, almeno così viene riportato sui documenti di viaggio. Una rotta tranquilla, come tante altre fatte dalla nave sudamericana. Dopo una lunga traversata atlantica, una breve sosta a Vado Ligure per poi raggiungere la meta toscana. Ad attendere l’equipaggio, una poco gradita sorpresa: le autorità italiane. Sanno tutto di quella imbarcazione. E sono a conoscenza che la Cala Palma non ha lasciato il Venezuela per trasportare pelli bovine essiccate. Tra tutti i container presenti sul cargo, alle autorità inquirenti ne interessa uno in particolare, del quale conoscono il numero di serie. Immediatamente controllano il contenuto e trovano ciò che sapevano di trovare: cocaina. Una montagna di cocaina, per un valore di 120 milioni di euro. 700 chilogrammi di polvere bianca purissima al 93% nascosta sotto le pelli bovine. Una storia ordinaria di narcotraffico Quello del 14 settembre 2005 sale agli onori della cronaca come uno dei più ingenti sequestri di cocaina mai fatti in territorio italiano. Non può certo essere archiviato come un caso isolato e il ritrovamento non è fortuito. Il Gico del Nucleo di...