Una boccata d’ossigeno


Art.348 CP: l’esercizio abusivo della critica non esiste

Nov 14th, 2011 | Categoria: articoli, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Ha esagerato con le cattive notizie, mi ha screditato e deve pagarla, dice l’assessore alla sanità della Regione Sicilia Massimo Russo chiedendo una esemplare punizione per la cronista di Palermo Miriam Di Peri, autrice di un articolo sui tanti e gravi problemi del settore di cui l’assessore è responsabile politico. L’episodio conferma che il nostro paese è tollerante, liberale e rispettoso del diritto di cronaca e di espressione, ma solo fino a quando i giornalisti pubblicano notizie positive, notizie che mettono in buona luce gli assessori di turno. A giudicare dalla sua reazione, Massimo Russo non concepisce che un giornalista possa parlare male di lui e del suo operato; che possa riferire dati negativi sul suo assessorato senza aggiungere una dichiarazione in cui si affermi il contrario. Chi scrive articoli come questo, dice Russo, esprime “l’evidente intenzione di gettare discredito, in maniera faziosa, sull’azione riformatrice” del suo assessorato. Caro assessore, lei ha una idea sbagliata del giornalismo, le sue accuse sono paradossali e infondate e si potrebbero lasciar correre se non fosse che lei ha segnalato formalmente il caso all’Ordine regionale dei Giornalisti accusando la cronista di esercizio abusivo della professione giornalistica, se no fosse che lei intenderebbe mettere fuori gioco la cronista...


Solo in Italia e nei regimi autoritari la diffamazione è punita con il carcere

Nov 3rd, 2011 | Categoria: news, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
La presenza nei codici italiani di sanzioni penali per la diffamazione “è incompatibile con gli ideali democratici basilari e con le norme internazionali per la libertà di informazione, le quali dicono che la reputazione delle persone deve essere difesa da ogni torto, ma i torti non possono essere compensati mettendo i giornalisti in prigione”. Il severo richiamo arriva da Londra, è indirizzato al Parlamento italiano ed è firmato dalla ong “Article 19”. Ci vuole qualcuno che sta fuori dall’Italia per dire che la legislazione italiana sulla stampa è lesiva della libertà di informazione ed è una delle più retrive del mondo occidentale? Evidentemente sì. Noi ne abbiamo viste tante, non ci sorprendiamo di nulla e ormai abbiamo fatto il callo a tutto. Non osiamo neppure cheidere la revisione della legge sulla diffamazione, che poi è la legge sulla stampa del 1948, che è alla base di moltissime prevaricazioni del diritto di cronaca. Siamo davvero indietro. Lasciamo stare i paragoni con l’Europa, per carità, perché non c’è proprio partita. Ma le cose non migliorano se ci confrontiamo con alcuni paesi approdati di recente alla democrazia, alcuni Stati che noi italiani siamo abituati a guardare dall’alto in basso: Armenia, Bosnia Erzegovina, Georgia, Moldavia, Montenegro, Ucraina....


Bisogna denunciare le minacce. Non ci sono vie di mezzo

Ott 19th, 2011 | Categoria: articoli, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Il giornalista Giacomo di Girolamo e il suo anonimo collega di Marsala.it, tartassati da querele pretestuose, meritano solidarietà, ma non saranno inseriti nella lista di Ossigeno come giornalisti minacciati perché, diversamente dai 62 casi segnalati dall’Osservatorio nel 2011, con 178 giornalisti coinvolti, hanno deciso di non denunciare l’autore delle minacce che hanno dichiarato di aver subito. Sul piano umano si capisce perché agiscono così, ma non si può essere d’accordo. In questi casi o si denuncia o si subisce. Rompere il silenzio con appelli generici non serve: né a difendersi, né a combattere insieme agli altri per sconfiggere i violenti e i prepotenti. Come ha detto a Ossigeno Marco Pasqua, minacciato dai neonazisti, “di fronte a minacce precise bisogna presentare una denuncia circostanziata”. E’ questa la strada. Ma molti giornalisti non riescono a imboccarla,  come non ci riescono le vittime dell’usura e del racket. In Italia gli ignoti giornalisti che, per varie ragioni, pur avendo subito minacce, intimidazioni, ritorsioni violente, non denunciano i fatti alla magistratura e neppure alle organizzazioni di categoria sono moltissimi. Raccontano solo agli amici le loro storie a patto di non...


Il segreto professionale per i giornalisti è una burla

Ott 18th, 2011 | Categoria: articoli, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
In Italia il carcere per i giornalisti è già previsto dalle normative vigenti, non è solo un’eventualità che potrebbe essere introdotta dalla legge bavaglio sulle intercettazioni. E’ previsto da una normativa arretrata e punitiva, concepita nel 1948 per tenere sotto scacco i giornalisti più scomodi, quelli che pubblicano le notizie senza chiedersi a chi giovano, quelli che disturbano il potere con notizie sacrosante che fanno scandalo e che perciò si cerca di nascondere ai cittadini. La detenzione da uno a sei anni è prevista dalla Legge sulla Stampa del 1948 per il reato di diffamazione. Il carcere per i giornalisti è previsto per il reato di favoreggiamento e altri connessi per il giornalista che, invocando il segreto professionale, si rifiuta di rivelare a un magistrato attraverso quali fonti confidenziali ha ottenuto determinate informazioni. Queste violazioni in altri codici hanno ben diversa regolamentazione. Per la diffamazione sono previste sanzioni amministrative. La normativa europea e anglosassone riconosce ampiamente il segreto professionale dei giornalisti. La Germania, che aveva ancora norme contraddittorie come quelle italiane sul segreto professionale, recentemente, dopo un clamoroso scandalo nato dalla pubblicazione di documenti riservati provenienti dai servizi segreti, ha aggiornato il Codice Penale e ha sancito espressamente che la magistratura...


“La legge sulla stampa fa schifo Cambiatela”, un ricordo dell’avvocato Flamminii Minuto

Set 28th, 2011 | Categoria: articoli, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Un mese fa, il 29 agosto 2011, inaspettatamente, l’avvocato Oreste Flamminii Minuto ci ha lasciato. Era uno dei più valorosi difensori dei giornalisti e della libertà di stampa, ed era un amico di Ossigeno. Aveva 79 anni. Soffriva da tempo di insufficienza respiratoria e perciò andava in giro con una bombola di ossigeno. Lui e quella bombola erano inseparabili. Lui subiva quella dipendenza, ma non si rassegnava. Cercava di dimostrare a sé stesso e agli altri che ne avrebbe potuto fare a meno. Per parlare più liberamente, si toglieva spesso l’inalatore dal naso, “Il problema è qui, qui dentro”, mi disse una volta battendo l’indice della mano destra sulla tempia. Ma quella sua battuta non era convincente. Ci dimostrava continuamente che la sua testa funzionava benissimo, meglio di quella di tante persone più giovani. L’avvocato è rimasto sulla breccia fino all’ultimo. Era l’avvocato di fiducia dell’Unità e del Fatto quotidiano, dopo essere stato per trent’anni l’avvocato del gruppo Espresso. Flamminii Minuto si era formato alla scuola di Piero Calamandrei ed è stato per tutta la vita un bastian contrario, un uomo impegnato a invocare la Costituzione, a far rispettare il diritto e a denunciare le storture di un sistema giudiziario...


Vittorio Arrigoni era un vero cronista

Mag 2nd, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Abbiamo deciso di dedicare a Vittorio Arrigoni la serata teatrale di lunedì 2 maggio a Roma in memoria dei giornalisti italiani uccisi per mafia e terrorismo e all’estero, perché Vittorio appartiene a pieno titolo alla lista d’onore delle vittime che abbiamo voluto ricordare. Vittorio non aveva il tesserino di giornalista, non aveva una formazione giornalistica, ma faceva – anche – il giornalista, oltre ad essere un attivista umanitario. Come altro qualificare la sua attività che lo portava a scrivere articoli per il Manifesto in cui raccontava ciò che accadeva intorno a lui? E i suoi post sul blog? Il giornalismo di cronaca richiede di stare in mezzo ai fatti, come il lavoro dell’arbitro di calcio richiede di stare in campo e correre dietro al pallone, anche se è stancante e si rischia di prendere qualche calcio. Ci vuole qualcuno sul posto, qualcuno che veda con i propri occhi ciò che succede e lo riferisca agli altri. Ciò permette agli altri di sapere ciò che accade. Quando il tizio che sta in mezzo ai fatti ha riferito ciò che vede, chiunque, da casa, dalla scrivania in redazione, o da dietro una telecamera in studio, può parlare di quel fatto come se...


Lirio Abbate, vogliono ucciderlo ma non fa notizia

Apr 12th, 2011 | Categoria: articoli, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Dare solidarietà a Lirio Abbate, per noi di Ossigeno per l’Informazione, sarebbe come darla a noi stessi. Perciò mi limito a dare a Lirio un forte abbraccio, anche se, essendo egli un po’ orso, ciò può metterlo in imbarazzo più di una minaccia. Lirio è il nostro Primo Osservatore. E’ la pietra su cui è stato costruito l’Osservatorio. Chi non conosce la storia di Lirio, chi non ha letto i suoi libri , in particolare “I complici”) i suoi articoli, le sue inchieste non conosce particolari importanti del lato d’ombra in cui si svolge la vicenda del potere in Italia. La sua storia personale dice da sola il motivo per cui è nato Ossigeno: dare visibilità e sostegno a chi nel campo del giornalismo fa il lavoro più difficile, a chi prende il fuoco con le mani, a chi maneggia le notizie più scomode, a chi invece di autocensurarsi accetta consapevolmente di correre un rischio e poi, spesso, resta isolato, fatica a trovare comprensione e solidarietà perfino fra gli stessi giornalisti. Ognuno di noi conosce qualcuno di quei giornalisti che in questi quattro anni in cui Lirio ha vissuto sotto scorta ha insinuato,senza alcuna pezza d’appoggio, che le...


Nello Rega e l’intifada delle parole-pietre

Apr 4th, 2011 | Categoria: articoli, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
E’ confortante la decisione del sindaco del Comune di Sassuolo di consegnare le “Chiavi della città”, una onorificenza del comune modenese, al giornalista Nello Rega in segno di solidarietà umana, a fronte delle minacce ricevute, e di apprezzamento per il suo libro “Diversi e divisi” che aiuta ad esplorare i confini della comprensione e della tolleranza reciproca fra un uomo e una donna di diversa cultura e fede religiosa. In questo senso, così si premia ogni opera di pensiero critico. E perciò questo riconoscimento fa bene a Nello Rega e a tutti coloro che credono quanto noi alla libertà di espressione. Può sembrare ovvio, ma in queste circostanze è bene dirlo, le minacce di morte sono inammissibili sempre e in ogni caso, chiunque ne sia bersaglio e qualunque sia il fatto o la colpa presunta che si pretende di punire. Ma le minacce di morte sono ancor più gravi e aberranti quando sono rivolte contro un intellettuale, uno scrittore, un giornalista, ovvero contro un rappresentante della pubblica opinione e del pensiero critico, contro un testimone dei fatti in nome collettivo. “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti per monitorare la situazione dei cronisti sotto scorta e le...


Cosa dire ai corrotti e a chi riceve aiutini

Feb 1st, 2011 | Categoria: archivio articoli, rubriche, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Conoscete il paese in cui le belle ragazze che frequentano con profitto la corte chiamano “aiutini” le prebende che ovunque hanno altro nome e diversa qualificazione morale? Il paese in cui il Parlamento adegua le leggi penali per impedire che qualcuno sia punito per i reati commessi? Il paese in cui il governo getta discredito sulle altre istituzioni? Il paese in cui la realtà supera di gran lunga la fantasia e i comportamenti negativi mettono alla prova la capacità di sopportazione delle persone perbene le quali, nonostante tutto, continuano ad esistere e ad indignarsi? E’ proprio un strano paese,lo stesso in cui perfino una delicata commentatrice come Nadia Urbinati perda la speranza e, visibilmente indignata, scriva che “l´Italia è un paese surreale, per raccontare il quale non ci sono più parole. Un paese rovesciato, dove tutto funziona esattamente all’opposto di come le cose funzionano in un paese democratico”. (Repubblica 30 gennaio 2011 pag 33). E’ vero. Fa bene Nadia Urbinati ad indignarsi. Ma forse non basta. Da quanto tempo accadono simili ed altri rovesciamenti? Certo non da ieri. Da lunga pezza il nostro naviglio è uso ad andar per mare con un assetto alquanto sbandato, per le tonnellate di ingiustizia e di...


Piccole minacce crescono, silenzi e impegni per i giornalisti ‘invisibili’

Gen 24th, 2011 | Categoria: Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Tranne rare e lodevoli eccezioni, è ostinato il silenzio dei giornali e dei notiziari televisivi italiani sulle questioni sociali più drammatiche. Disoccupazione. Chiusura di fabbriche. Riduzione dei bilanci familiari. Ridimensionamento di storici diritti, come quello allo studio e allo sciopero. Gravi inefficienze dei pubblici servizi… Chi è colpito da questi drammi e vuole far risuonare la sua voce nei media deve salire sulle gru o sui tetti, deve mettere in precario equilibrio la propria vita, se vuole riuscire ad attirare un po’ di attenzione, conquistare qualche centimetro quadrato di carta stampata o qualche minuto secondo di cronaca tv sottraendola all’aggiornamento permanente, angoscioso quanto inutile e ossessivo, che giunge da Avetrana o da Brembate di Sopra anche quando non c’è nessuna novità, nessun barlume di notizia da comunicare. Così vanno le cose, ed è triste. Accade, anche per le vicende dei giornalisti italiani che continuino a essere aggrediti, intimiditi, censurati. Sono ormai centinaia, ma nessuno (o quasi) ne parla. E ci sarebbe che dire. Prendete, ad esempio, il caso del giornalista di Televideo Nello Rega, di cui ci siamo già occupati. Dopo che gli hanno sparato, gli hanno dato finalmente una scorta, sia pure di quarto livello, e ce ne siamo...