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Al Qaeda, obiettivo Siria

Dic 6th, 2013 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Alla fine di ottobre, la televisione di Stato siriana ha dato notizia, con un breve comunicato, dell’uccisione in combattimento di Abu Mohammed al Golani, leader della formazione jihadista ribelle Jabhat al Nusra (Fronte per l’aiuto al popolo del Levante), affiliata ad Al Qaeda. La notizia è stata subito smentita dai vertici del gruppo armato, attivo in Siria dalla fine del 2011. Il Fronte ha rivendicato oltre 600 attentati ad obiettivi militari e governativi, spesso condotti con le tattiche tipiche della guerriglia irachena, di cui la Jabhat al Nusra è peraltro una diretta emanazione, come prova la storia stessa del suo capo, al Golani: il jihadista siriano – che dovrebbe avere 39 anni e si mostra di rado, e con il viso coperto, anche ai suoi alleati – ha combattuto in Iraq contro gli americani in qualità di stretto collaboratore di Abu Musab al Zarqawi, leader dell’organizzazione Al Qaeda in Iraq sino alla sua uccisione nel 2006. Dopo essersi spostato in Libano, al Golani torna in Iraq. Qui sarebbe però stato catturato dai militari americani e tenuto prigioniero a Camp Bucca, fino alla sua liberazione nel 2008. Pochi mesi dopo lo scoppio della ribellione contro il regime di al Assad nel marzo...


Repressione nello Xinjiang

Nov 4th, 2013 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Nella provincia nordoccidentale cinese dello Xinjiang, continui scontri e disordini di matrice etnica hanno causato oltre cento morti dallo scorso aprile, ma presto la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi. I tumulti nascono dalla presenza nella provincia degli Uiguri – turcofoni e musulmani – un tempo predominanti nello Xinjiang: oggi vi costituiscono solo più il 45% circa della popolazione, a seguito delle massicce immissioni di Han (etnia maggioritaria cinese) effettuate sin dall’epoca maoista dal governo di Pechino per aumentare il suo controllo e soffocare qualsiasi velleità separatista. Nello Xinjiang gli Han hanno popolato soprattutto le città, ed hanno accesso ai migliori impieghi. Proprio la disparità di trattamento degli Uiguri – osteggiati nella pratica del culto islamico e sottoposti a restrizioni dei loro diritti – è sfociata, negli ultimi anni, in sanguinosi scontri e proteste di piazza, culminati talvolta in attacchi contro obiettivi governativi, e repressi in maniera spietata dalle autorità cinesi. Oggi l’esercito e i reparti antisommossa della polizia sono impegnati nell’area in massicce e capillari operazioni di sorveglianza e perquisizione. Anche le comunicazioni via Internet sono monitorate, e in alcuni casi del tutto impedite. Laute ricompense vengono inoltre offerte a quanti collaborino alla cattura di ribelli. Ma le organizzazioni degli Uiguri all’estero (presenti soprattutto...


Questione di intelligence

Set 26th, 2013 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Il governo russo ha accordato, il primo agosto, asilo temporaneo a Edward Snowden, l’analista informatico americano in fuga per aver sottratto, e in parte già diffuso, una mole di documenti segreti della Nsa (National security agency), che rivelano la vasta e pervasiva estensione del programma di spionaggio delle comunicazioni mondiali da parte dell’ente governativo statunitense. Il gesto del presidente Putin e della sua amministrazione è stato giudicato “spiacevole e deludente” dalla Casa Bianca, che aveva chiesto ai russi l’estradizione di Snowden. La posizione del Cremlino ha pure suscitato negli Stati Uniti le reazioni di politici e commentatori, che l’hanno interpretata come “una coltellata nella schiena”, una dichiarazione di ostilità antiamericana, e un ritorno ai tempi della Guerra Fredda. Tanta indignazione proviene da un Paese che – stando a documenti segreti diffusi dallo stesso Snowden – pone al centro delle sue attività di intercettazione delle comunicazioni proprio Russia, Cina ed Iran. Senza però risparmiare tutti gli altri: la Nsa avrebbe ad esempio spiato le comunicazioni di delegazioni dell’Unione Europea a Bruxelles, Washington e anche New York, dove avrebbe pure infiltrato il sistema di videoconferenze dell’Onu. E anche sul piano dell’intelligence “umana”, non più tardi dello scorso maggio Ryan Fogle, funzionario dell’ambasciata americana a Mosca,...


Londra-Mosca, il disgelo?

Lug 2nd, 2013 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
In maggio, il governo del Regno Unito ha annunciato una temporanea ripresa della cooperazione tra i servizi segreti di Londra e quelli di Mosca, in vista delle Olimpiadi invernali di Sochi del 2014. L’incontro del mese scorso tra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro britannico David Cameron fa da cornice ad un timido disgelo – avviatosi negli ultimi due anni – dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, interrotti dopo la morte, nel 2006, dell’ex agente dell’Fsb (servizio di sicurezza federale russo per l’intelligence interna) Alexander Litvinenko, avvelenato a Londra con polonio-210 radioattivo. Dopo le prime indagini sull’omicidio, le autorità britanniche avevano chiesto – invano – al Cremlino l’estradizione del principale sospettato, Andrei Lugovoi (un altro ex agente di KGB e FSB), che era nella capitale inglese con Litvinenko al momento del suo avvelenamento. Al categorico niet, Londra aveva risposto con l’espulsione di diplomatici russi, subito imitata da Mosca. E poi era sceso il gelo tra le due potenze, a dispetto dei loro vasti rapporti di ordine commerciale ed economico. A Londra, Litvinenko collaborava con l’MI6 (servizio segreto britannico per lo spionaggio estero), e subito prima della sua morte si sarebbe apprestato a fare rivelazioni a funzionari dell’intelligence spagnola su...


Is Afghan good enough?

Mag 29th, 2013 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Mentre in Afghanistan procede il graduale disimpegno e ritiro dei contingenti militari attivi nella missione Isaf (International Security Assistance Force), con il progressivo passaggio di consegne alle forze di sicurezza afghane, gli insorti hanno iniziato a fine aprile una massiccia campagna bellica “di primavera”. Assumono un carattere sempre più cruento anche gli attentati terroristici – spesso suicidi – portati a termine nel primo quadrimestre di quest’anno, con un aumento delle vittime civili. Il 3 aprile, ad esempio, a Farah, nell’ovest del Paese, nove insorti talebani hanno assaltato il tribunale locale, uccidendo 50 persone tra membri delle forze di sicurezza, giudici e personale vario, e ferendone oltre un centinaio, in gran parte civili. In parallelo agli attacchi degli insorti, nell’ultimo biennio si sono moltiplicate anche le uccisioni di militari Isaf da parte di appartenenti alla polizia o all’esercito afghano, dietro istigazione o per diretta infiltrazione dei ribelli. Sfiducia e malumori si intensificano anche in senso opposto: nella provincia di Wardak (poco lontana da Kabul), le forze speciali americane sono state rimosse in febbraio dalle operazioni su disposizione del governo afghano, che ha contestato loro presunti abusi su civili, ad opera di collaboratori indigeni dei reparti statunitensi. Nel corso del 2013, una cinquantina di militari...


L’inafferrabile “vedova bianca”

Apr 30th, 2013 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Samantha Lewthwaite è molto probabilmente la terrorista internazionale più ricercata del pianeta.  Britannica, 29 anni, si convertì all’Islam una volta raggiunta la maggiore età, dopo il divorzio dei genitori. A diciannove anni, nel 2004, sposò il giamaicano Germaine Lindsay, giovane militante islamista che l’anno successivo si sarebbe poi fatto saltare in aria in un vagone della metropolitana di Londra, uccidendo 26 persone. La “vedova bianca” – così venne soprannominata – sembrò esprimere dolore e condanna per l’attentato suicida del marito. Ma nel 2008 fuggì con i due figli avuti da Lindsay in Africa orientale, pare in Kenya, dove sarebbe stata reclutata da Al Shabaab, la milizia qaedista attiva in Somalia. Nel dicembre del 2011 furono arrestati a Mombasa il ventinovenne britannico Jermaine Grant e Fouad Abubakr Manswab (ora latitante dopo essere stato scarcerato su cauzione), sospettati di pianificare attentati a strutture turistiche frequentate da “occidentali”. I due vennero trovati in possesso di sostanze chimiche identiche a quelle impiegate per fabbricare l’esplosivo utilizzato da Lindsay nel suo attentato suicida. Dalle indagini emerse che i due sospetti terroristi avrebbero preso ordini proprio dalla “vedova bianca”, sempre irreperibile: la polizia keniota, finalmente, riuscì a rintracciare la donna in una villa di Mombasa. Ma la...


Pkk e l’ombra dei servizi

Mar 21st, 2013 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
In gennaio, tre donne curde sono state trovate morte, uccise a colpi di pistola, all’interno del centro informazioni sul Kurdistan di rue la Fayette, a Parigi. Le vittime erano Sakine Cansiz, una delle fondatrici e militante storica del Pkk (il Partito dei lavoratori del Kurdistan, considerato organizzazione terroristica da Turchia, Ue e Stati Uniti), attiva da oltre un decennio per la causa curda in tutta Europa ma beneficiaria di asilo politico in Francia; Fidan Dogan, esponente del Congresso nazionale del Kurdistan; e Leyla Soylemez, giovane attivista. Le tre donne sembravano aver aperto la porta a chi le aveva poi uccise, e ciò pareva avvalorare la tesi di una faida “interna” ad ambienti curdi. Il Pkk è dedito in Europa ad attività di finanziamento clandestino: ci si era quindi interrogati su un possibile movente dei delitti, visto che la Cansiz veniva descritta – in un cablo diplomatico Usa del 2007 che ne auspicava l’incarcerazione – come persona addentro al finanziamento del Pkk e sua stratega in tema di armi. La Cansiz si trovava solo in visita a Parigi, ma ciò era ben noto all’intelligence francese. Poco prima degli omicidi, il governo turco aveva annunciato la ripresa di colloqui – tramite i servizi segreti – con...


Jabhat nella black list

Gen 23rd, 2013 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Il dipartimento di Stato americano ha inserito il 10 dicembre il gruppo jihadista siriano Jabhat al Nusra (Fronte per l’aiuto al popolo del Levante) nella lista delle organizzazioni terroristiche. Nato alla fine del 2011, il gruppo armato – autore di oltre 600 attacchi a obiettivi governativi e militari siriani, condotti spesso con letali attentati dinamitardi, alcuni dei quali suicidi – sarebbe giunto a costituire con i suoi effettivi, nel giro di un solo anno, quasi il 10% del potenziale bellico ribelle. Radicato soprattutto nei distretti di Idlib e Aleppo (la sua forza d’attacco si è rivelata decisiva nella conquista della base militare siriana di Sheikh Souleiman, presa dai ribelli insieme a un vasto e non ben definito arsenale il 9 dicembre, ossia un giorno prima dell’inserimento della Jabhat nella “lista nera” americana), opera però su scala più ridotta anche a Damasco. Il gruppo ribelle annovera migliaia di guerriglieri, soprattutto siriani, ai quali si sono aggiunti numerosi jihadisti provenienti da paesi come Yemen, Libia, Egitto, Arabia Saudita, Asia centrale. Molti dei combattenti del Fronte, inoltre, si sono battuti in Iraq contro gli americani. Il dipartimento di Stato Usa, infatti, considera la Jabhat affiliata al cosiddetto Stato islamico dell’Iraq (Isi), branca irachena di Al...


Sochi non può attendere

Dic 19th, 2012 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Nel corso di un incontro governativo tenutosi a Mosca a metà ottobre, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che nei mesi precedenti, nel Caucaso del Nord, «479 banditi erano stati arrestati, 313 terroristi uccisi in battaglia, e tra essi 43 dei loro comandanti». Soltanto alcuni giorni dopo tale annuncio, il comitato nazionale antiterrorismo russo comunicava che nuove, massicce operazioni delle forze di sicurezza in Cecenia, Daghestan ed Inguscezia avevano portato all’uccisione di 49 ribelli e alla distruzione di 90 loro basi. Simili, trionfalistici proclami, volti a rassicurare l’opinione pubblica sul mantenimento dell’ordine nelle repubbliche nordcaucasiche, trasmettono piuttosto l’impressione che l’offensiva dei gruppi armati islamisti stia aumentando, e che una parte significativa del Caucaso del Nord stia sfuggendo al controllo delle autorità federali. In Daghestan, lo scorso mese, le truppe russe sono ricorse al supporto aereo, ai tiri d’artiglieria su zone boschive e all’utilizzo di veicoli corazzati per contrastare i ribelli. Già questa primavera 25 mila militari russi di stanza in Cecenia erano stati trasferiti nella vicina repubblica daghestana per combattervi le bande di guerriglieri. In questi territori aumentano anche i rapimenti (25 casi nel periodo gennaio-settembre 2012): la popolazione locale è convinta che buona parte di essi sia stata portata a termine...


Nuovi fuochi in Irlanda del Nord

Nov 7th, 2012 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Un potente ordigno esplosivo, pronto per essere lanciato con una sorta di mortaio orizzontale, è stato rinvenuto all’inizio di questo mese in un quartiere cattolico di Belfast nord. A Derry, invece, la polizia ha disinnescato in settembre una bomba e una carica esplosiva fissata a una bicicletta, forse preparate per tendere una trappola agli uomini della polizia nordirlandese. In entrambe le località gli ordigni erano stati approntati con il chiaro intento di uccidere. I ritrovamenti di materiale dinamitardo fanno seguito all’annuncio, dato in luglio, con cui gruppi armati contrari al dominio britannico in Irlanda del Nord hanno comunicato la loro fusione operativa. La nuova coalizione del terrore include: la Real Ira (Rira), autrice di numerosi attentati sin dal 1998 (dopo una scissione dall’Ira Provisional, o Ira maggioritaria, che in quell’epoca aveva aderito al processo di pace e avrebbe in seguito abbandonato le armi); dissidenti repubblicani indipendenti – tra cui vi sarebbero alcuni ex veterani della stessa Ira Provisional – responsabili dell’omicidio del poliziotto cattolico Ronan Kerr avvenuto l’anno scorso, ed implicati nell’uccisione di due soldati britannici nel 2009, rivendicata in un primo tempo dalla Rira; ed infine la Raad (Republican Action Against Drugs), che prende di mira, con ferimenti punitivi ed omicidi, quanti...