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Il mercato dei nuovi schiavi

Lug 19th, 2016 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Per contrastare i flussi migratori clandestini provenienti via mare dalla Libia è stata annunciata per l’inizio dell’estate la definizione di un piano – urgente ma problematico a fronte di un governo libico di unità nazionale ancora privo di reale controllo sul territorio – di intervento europeo. Ma proprio uno dei suoi potenziali maggiori artefici, il Regno Unito, domina invece ora l’agenda Ue con il tema defezionista della Brexit. E intanto continuano le traversate del Mediterraneo di migranti e rifugiati, sfruttati e spesso avviati al naufragio dai gruppi criminali. Il giro d’affari annuo di questi ultimi in Libia viene valutato in centinaia di milioni di euro, parte di quei 5 miliardi di euro che il contrabbando di esseri umani verso l’Europa avrebbe generato nel 2015. Il traffico si rivela sempre più sfruttato dallo Stato Islamico (Is), che avrebbe iniziato a “tassare” gli scafisti libici e guadagnerebbe 50.000 euro per ogni barcone di clandestini avviato nel Mediterraneo sotto la sua “protezione”. Le milizie dell’Is sono state di recente allontanate da varie località dell’intera costa libica (si veda Sirte) e obbligate a ripiegare verso l’interno, ma non del tutto sbaragliate. E spesso tornano al contrattacco con raid e attentati. Gli accessi sul mare...


Germania, terra di reclutamento jihadista

Giu 3rd, 2016 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
A marzo, lo Stato Islamico (Is) ha esortato i suoi seguaci tedeschi a colpire con attentati obiettivi-simbolo in Germania. Riecheggia così il minaccioso messaggio contenuto nel video diffuso l’anno scorso dal Califfato, che invitava militanti austriaci e tedeschi a raggiungere l’IS in Siria o – qualora ciò non fosse stato possibile – a colpire i primi “infedeli” che fossero loro capitati a tiro. L’esercito tedesco ha iniziato quest’anno in Siria missioni militari di riconoscimento aereo e di supporto alle forze occidentali impegnate a bombardare l’Is, e la Germania è oggi più che mai nel mirino. A seguito di allarmi per possibili attentati, le autorità tedesche hanno annullato un incontro internazionale di calcio a Hannover nello scorso novembre e chiuso le stazioni ferroviarie di Monaco e Pasing alla vigilia di Capodanno. La risposta delle istituzioni è scattata a febbraio, con perquisizioni e retate: tra gli arrestati alcuni algerini, sospettati di pianificare attentati a Berlino. Uno di loro era entrato in Germania fingendosi un rifugiato siriano, mentre un altro avrebbe avuto legami con una rete islamista belga. Un comandante dell’Is in Siria è stato invece ritrovato, a sua volta nelle vesti di finto rifugiato, ospite – a spese dei contribuenti tedeschi – in un...


Is e la minaccia radioattiva

Apr 21st, 2016 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Le indagini degli investigatori belgi sulla cellula dell’IS (Stato Islamico) responsabile degli attentati di Parigi in novembre hanno condotto ad un’inquietante scoperta: sospetti non ancora identificati ma di certo legati agli autori degli attacchi nella capitale francese sorvegliavano con una telecamera nascosta l’abitazione nelle Fiandre del direttore del programma di ricerca e sviluppo nucleare belga. Le intenzioni dei terroristi restano ignote, ma non è difficile immaginarle. La difesa delle installazioni nucleari civili europee presenta problemi numerosi e spesso difficili da prevedere: basti pensare all’autunno del 2014, quando misteriosi droni sorvolarono molte centrali nucleari francesi, e nulla si riuscì a sapere su chi ce li avesse inviati e perché. Incrementi della sicurezza sono stati messi in atto in impianti nucleari europei, ma non coprono tutte le minacce. E che dire dei convogli, talvolta privi di elevate difese, che circolano su strada trasportando materiali utilizzati in siti nucleari? Il rischio maggiore viene dalla possibilità che i terroristi riescano ad impossessarsi di sostanze radioattive utili a fabbricare una “bomba sporca”, ordigno in grado di diffonderle nell’ambiente tramite la detonazione di esplosivo tradizionale. E per questo è sufficiente adeguato materiale ad uso radiologico: a fine febbraio, ad esempio, le autorità irachene hanno ritrovato (intatta) una valigetta,...


Is, la rete franco-belga

Mar 1st, 2016 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Il terrorismo jihadista in Francia – culminato negli attentati di Parigi di novembre, secondi in Europa per numero di vittime solo a quelli di Madrid nel 2004 – non deve al caso la sua crescita costante negli ultimi anni (undici gli attacchi sferrati oppure pianificati ma sventati nel 2015). Gli attacchi in Francia sono cruciali per il Califfato, permettendogli di avere risonanza mediatica nel Paese dell’Europa occidentale con la più vasta comunità musulmana (8% circa della popolazione), in prevalenza sunnita e di origini arabo-africane. Vasta è l’opera di proselitismo islamista via web: il governo francese tenta di contrastarla con il sito istituzionale Stop Djihadisme. Ma sul fronte opposto si risponde con proclami infuocati e indottrinamento personalizzato su chat criptate, o con cyberattacchi sofisticati come quello messo in atto da hacker pro IS, che la scorsa primavera hanno colpito gli studi parigini di «TV5 Monde» oscurando per ore i programmi dei suoi canali internazionali. È poi determinante l’opera sul territorio di predicatori radicali, che talvolta riescono ad agire a lungo e indisturbati: in oltre 15 anni di predicazione salafita nel Sudovest della Francia ha subìto un’unica, recente condanna a sei mesi di reclusione con la condizionale per la detenzione illegale di...


Mancanze di “Intelligence”

Set 17th, 2015 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Il Regno Unito piange i suoi morti dopo la strage terroristica di fine giugno alla spiaggia di Sousse, in Tunisia (30 le vittime inglesi). Ma intanto non si arrestano i tentativi di fuga di cittadini britannici, convertiti all’Islam radicale, alla volta della Siria per unirsi allo Stato Islamico (IS), con il potenziale rischio di un loro futuro ritorno in patria per organizzarvi attentati. Ignoto è sinora il destino di un’intera famiglia inglese (12 persone, tra cui 2 nonni ed un neonato), scomparsa in maggio ad Istanbul: originari del Bangladesh, i Mannan potrebbero essere stati rapiti in Turchia. Stando alla propaganda dell’IS, il nucleo familiare avrebbe raggiunto di sua spontanea volontà i territori dello Stato Islamico; il Califfato incita altri europei ad imitarne il presunto esempio. Sono sinora almeno 700 i foreign fighters britannici partiti per combattere in Siria e Iraq. Il fenomeno non è stato del tutto arginato dalle autorità, a dispetto dell’elevata sorveglianza. Intanto Hani al Sibai, ennesimo ‘predicatore dell’odio’ islamista, è oggi libero di lanciare da Londra violenti incitamenti alla jihad. Si tratta solo dell’ultimo di una serie (tra cui Abu Qatada, Abu Hamza ed Omar Bakri) di ideologi dell’islamismo radicale, da tempo espulsi o lasciati uscire dal Regno...


Narcotraffico per l’IS?

Lug 1st, 2015 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Molto si è scritto sulle attività di autofinanziamento dell’IS (Stato Islamico), ma scarseggiano informazioni dettagliate sul suo possibile coinvolgimento nel narcotraffico. Un primo allarme è stato lanciato nello scorso autunno dall’intelligence spagnola: l’IS ed altri gruppi jihadisti sfrutterebbero, sul territorio della Spagna, i loro legami con reti del contrabbando di stupefacenti per autofinanziarsi. Le rotte del narcotraffico verrebbero altresì sfruttate dai jihadisti per l’invio, in senso inverso, di militanti ed armi alla volta della Siria e dell’Iraq. Proprio per la sempre più stretta connivenza tra jihadismo estremista e attività della criminalità organizzata è stato creato l’anno scorso in Spagna il Citco, il Centro per l’intelligence contro il terrorismo e il crimine organizzato. Nel Paese iberico infatti il 20% dei detenuti incarcerati per reati legati al terrorismo jihadista ha precedenti per attività quali narcotraffico e falsificazione di documenti. Specie nei territori spagnoli sul Mediterraneo (dove è più elevata la presenza di immigrati di origine araba) vengono periodicamente arrestati reclutatori di volontari – uomini e donne – da inviare in Siria ed Iraq. In particolare, nei possedimenti spagnoli nordafricani di Ceuta e Melilla, già punti storici di snodo per il traffico di hashish e marijuana marocchina alla volta dell’Europa, sono state smantellate svariate reti...


L’Is e l’eroina afghana

Giu 9th, 2015 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Un nuovo allarme sull’espansione dell’IS (Stato Islamico) viene dai vertici dello spionaggio russo: in aprile, il generale Serghei Smirnov, vicedirettore dell’FSB (Servizio di sicurezza federale per l’intelligence interna), ha dichiarato che almeno 1.700 russi avrebbero raggiunto Siria e Iraq per battersi a fianco degli estremisti sunniti. L’IS disporrebbe anche di 4.000 combattenti provenienti dalle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, almeno 300 dei quali tagiki. In Russia, alcuni leader ribelli dell’“Emirato del Caucaso” hanno già dichiarato fedeltà al Califfato. E  sono molti i ceceni e i daghestani impegnati a combattere in Siria per l’IS. Cresce anche la propaganda Internet del Califfato in Russia: l’FSB ha smantellato canali di reclutamento, attivi online, di volontari (uomini e donne) per la jihad in Siria; e sarebbero oltre 500 gli attacchi portati con successo nel 2014 a siti Web russi (banche, centri di ricerca) riconducibili a gruppi hacker affiliati al Califfato. Il 18 aprile, in Afghanistan, è poi avvenuto a Jalalabad il primo attentato dinamitardo suicida rivendicato dall’IS. Quest’ultimo aveva annunciato, in gennaio, l’apertura di una sua “provincia” nei territori afghani e pakistani. Il mese successivo, un drone statunitense ha eliminato nel Sud dell’Afghanistan l’ex talebano Abdul Rauf, indicato come il nuovo capo delle operazioni IS nel...


A teatro per ragionare di ‘ndrangheta

Gen 14th, 2015 | Categoria: cronache sommerse, news, Uncategorized
L’associazione milanese di cultura e spettacolo “Teatro Officina” (www.teatroofficina.it) debutterà, dal 30 gennaio al primo febbraio prossimi, lo spettacolo teatrale dal titolo “Maphia 1963_2015” . Una riflessione sui meccanismi della ‘ndrangheta e mafia anche tra i giovani: lo spettacolo si basa su testi di Tano Avanzato, Massimiliano Vergani e Giuseppe Fava, per la regia di Massimo De Vita e con la partecipazione degli adolescenti del laboratorio “Il centro dell’emozione” del Teatro Officina. Per assistere alla prima nazionale, che si svolgerà in via Sant’Erlembardo 2 a Milano, è necessario prenotarsi attraverso la compilazione dell’apposito form disponibile sul sito oppure inviando un’email all’indirizzo info@teatroofficina.it o telefonando allo 02/2553200 (dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 19). Il costo dell’ingresso è di dieci euro, comprensivo della tessera associativa annuale.  


Il Califfato si espande

Dic 12th, 2014 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Abu Bakr al Baghdadi, leader dello Stato Islamico, ha diffuso nei giorni scorsi un messaggio audio in cui annuncia l’intenzione di espandere la jihad del “califfato” in Arabia Saudita, Yemen, Libia, Egitto e Algeria. L’annuncio fa seguito ad un comunicato – di dubbia autenticità e per ora privo di riscontri – a firma dell’Aqap (Al Qaeda nella Penisola Arabica), in cui il gruppo ribelle yemenita si proclamerebbe schierato a fianco dell’Is. È comunque un fatto che quest’ultimo abbia ricevuto in agosto vive congratulazioni per le sue vittorie in Iraq da Ibrahim al Rubaish, ideologo religioso saudita dell’Aqap oggi alla macchia in Yemen. Sciiti e “crociati” della coalizione guidata dagli Stati Uniti sono visti dai qaedisti sunniti dell’Aqap come i nemici comuni contro cui unirsi con l’Is. Pare quindi verosimile che l’idea di affiliarsi al gruppo di al Baghdadi possa risultare gradita a parte dei militanti dell’Aqap. E questo soprattutto ora che i loro nemici, i ribelli Houthi, hanno assunto il controllo di vaste aree dello Yemen, tra cui la capitale Sanaa (presa in settembre), e sono riusciti – dopo un accordo di pace con il governo che avevano sino a poco fa combattuto – a far entrare in quest’ultimo un loro “consigliere”. I...


Il Califfato si espande

Dic 12th, 2014 | Categoria: archivio articoli, cronache sommerse
di Andrea Giordano
Abu Bakr al Baghdadi, leader dello Stato Islamico, ha diffuso nei giorni scorsi un messaggio audio in cui annuncia l’intenzione di espandere la jihad del “califfato” in Arabia Saudita, Yemen, Libia, Egitto e Algeria. L’annuncio fa seguito ad un comunicato – di dubbia autenticità e per ora privo di riscontri – a firma dell’Aqap (Al Qaeda nella Penisola Arabica), in cui il gruppo ribelle yemenita si proclamerebbe schierato a fianco dell’Is. È comunque un fatto che quest’ultimo abbia ricevuto in agosto vive congratulazioni per le sue vittorie in Iraq da Ibrahim al Rubaish, ideologo religioso saudita dell’Aqap oggi alla macchia in Yemen. Sciiti e “crociati” della coalizione guidata dagli Stati Uniti sono visti dai qaedisti sunniti dell’Aqap come i nemici comuni contro cui unirsi con l’Is. Pare quindi verosimile che l’idea di affiliarsi al gruppo di al Baghdadi possa risultare gradita a parte dei militanti dell’Aqap. E questo soprattutto ora che i loro nemici, i ribelli Houthi, hanno assunto il controllo di vaste aree dello Yemen, tra cui la capitale Sanaa (presa in settembre), e sono riusciti – dopo un accordo di pace con il governo che avevano sino a poco fa combattuto – a far entrare in quest’ultimo un loro “consigliere”. I...