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Strage di Cinisi. Don Luigi Ciotti: “Tutti noi abbiamo il dovere della memoria”

Dic 23rd, 2016 | Categoria: prima pagina
di redazione
Sono passati trentotto anni da quella notte del 23 dicembre del 1978. La notte in cui il volo di linea AZ 4128 dell’Alitalia in viaggio da Roma Fiumicino a Palermo scompare dai radar a circa 4 miglia dall’aeroporto di Punta Raisi. Delle 129 persone a bordo, solo ventuno riescono a salvarsi. Nuoteranno nelle acque del mare antistante lo scalo trovando riparo su alcuni pescherecci presenti in zona. Per le altre 108 persone a bordo, trascorse due ore di attesa per i soccorsi ufficiali, non ci sarà nulla da fare. Sulle cause della tragedia non si arriverà mai ad una univoca ricostruzione dei fatti nonostante le diverse commissioni di inchiesta. Le ricerche del relitto e dei corpi in mare, chiuse a gennaio del 1979 lasciano 17 passeggeri dispersi. Indagati direttori dell’aeroporto palermitano, responsabili dell’aviazione e navigazione aerea, e alcuni ufficiali in servizio la notte della strage, verranno tutti assolti. Viene invece stralciata la posizione dei piloti (ritenuti responsabili), a causa del loro decesso. Nella stessa zona sopra l’aeroporto di Palermo nel 1972 era precipitato un altro aereo di linea, con 115 persone a bordo, e sempre a poche miglia, nel 1980 ci sarà la più nota strage di Ustica. Sui fatti del 1978, più che sugli altri due cala subito l’oblio, collegato ad una parziale...


La strage aerea di Cinisi. Il racconto di Maria Cristina Scuderi, figlia di un passeggero per anni “morto presunto”

Dic 23rd, 2016 | Categoria: prima pagina
di Maria Cristina Scuderi
Mi chiamo Maria Cristina e nel mio nome c’è già un legame indissolubile col mio passato. Mio padre si chiamava Mario, aveva 35 anni quando è morto mentre mia madre era incinta di me. Per questo mi chiamo così. Per 10 anni sono stata la figlia di un morto presunto, morto prima della mia nascita. Un morto presunto è un cadavere che non si trova; è lo Stato che non riconosce amministrativamente la morte di qualcuno pur avendone certezza. La famiglia del morto presunto non ha diritti, ma solo un vuoto, un vuoto senza rassegnazione né dignità come solo il dramma della non sepoltura, raccontato al tempo dei greci antichi, può arrecare. Una situazione così potrebbe sembrare generata da una guerra, ma quando io nasco, l’Italia è ufficialmente fuori dalla guerra da più di 30 anni. E mio padre è semplicemente morto mentre tornava a casa per Natale da un viaggio di lavoro. Era a bordo di un volo civile della compagnia di bandiera italiana, insieme ad altre 128 persone. È la sera del 22 dicembre quando il volo Alitalia AZ4128 parte da Roma diretto a Palermo e dopo circa 50 minuti di viaggio regolare, mentre è in posizione di avvicinamento all’aeroporto di Punta Raisi sparisce dai radar...


Sicilia, trentotto anni fa la strage aerea di Cinisi

Dic 23rd, 2016 | Categoria: prima pagina
di Marika Demaria
Le acque del mare di Sicilia raccontano di una terra “bellissima e disgraziata”, come la definiva Paolo Borsellino. Avvolgono, nascondono, custodiscono storie riconducibili ad alcune delle pagine più buie della storia d’Italia. Tra queste, la strage aerea di Terrasini del 23 dicembre 1978. A distanza di trentotto anni, c’è chi chiede di riaprire le indagini sul caso, di fare chiarezza fino in fondo. Maria Cristina Scuderi, figlia del disperso Mario Scuderi, racconta: «Mio padre aveva deciso di partire con quel volo straordinario per tornare prima a casa da mia madre Francesca ‘Ina’, in mia dolce attesa. Mio padre aveva 35 anni, era rappresentante di farmaci: era andato a Milano per una riunione e poi aveva raggiunto Roma in treno con la speranza di rientrare a casa in serata. Purtroppo non sarà così; io nascerò nel giugno dell’anno dopo, non ho ricordi di mio padre, ci è stato strappato via e non ho nemmeno un luogo su cui andare a piangerlo». Una lunga notte. Il Dc9 dell’Alitalia – volo Az 4128 – partito alle 22.38 del 22 dicembre da Roma Fiumicino e diretto a Palermo, con a bordo 124 passeggeri e cinque membri dell’equipaggio, viene avvistato, come si legge nelle carte processuali, “da...


Ponente ligure: la criminalità organizzata si riorganizza

Dic 21st, 2016 | Categoria: prima pagina
Ci sono concreti segnali che la criminalità organizzata, nel Ponente, si stia riorganizzando. E che dopo le indagini e le sentenze con cui sono stati, in parte, smantellati i clan della ’ndrangheta, nuove forze siano ripartite da un lavoro «sotto traccia», lento e paziente, per mettere le mani su appalti pubblici e grandi opere private.  Segnali preoccupanti, sottolineati dalla recente attività di raccolta informazioni da parte delle forze dell’ordine e che, uniti ad altri fattori, come l’essere un territorio di confine – e la relativa conseguenza, ossia l’emergenza migranti – hanno convinto il ministero della Giustizia a confermare l’organico della Procura di Imperia. Respingendo le istanze arrivate da più parti – e c’è da chiedersi con quali obiettivi – di ridurre il numero di magistrati di almeno una unità, da dodici e undici. Invece, non sarà così: l’ufficio all’ultimo piano del Palazzo di giustizia di via XXV Aprile potrà continuare a contare su un procuratore, un procuratore aggiunto e dieci sostituti procuratori. Forze che hanno permesso, a poco più di tre anni dall’accorpamento con la Procura di Sanremo, di creare le specializzazioni, ossia formare dei pool di sostituti in base alla tipologia dei reati. E i risultati non sono mancati,...


Eroina nel Nordest: arresti a Padova e in Albania, traffico da 50 chili a settimana

Dic 21st, 2016 | Categoria: articoli, prima pagina
s.b.
I carabinieri di Padova hanno eseguito 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip patavino, nei confronti di altrettante persone di nazionalità albanese, romena e tunisina, in Veneto, Lombardia, Toscana, Marche ed Albania. I destinatari si sarebbero resi responsabili, a vario titolo, di traffico di eroina. L’indagine ha consentito di disarticolare un gruppo criminale diventato uno dei principali canali di rifornimento di eroina per il Nordest con uno smercio settimanale stimato in circa 50 chilogrammi di eroina. L’operazione, che prevede la simultanea attività di cattura sia in Italia che in Albania, ha visto la collaborazione della Direzione generale della Polizia albanese. L’attività di indagine ha permesso, sino ad ora, di arrestare in flagranza di reato 11 persone, sequestrare quasi 20 chilogrammi di eroina e un chilo e mezzo di cocaina, sequestrare 65mila euro in contanti, condannare nove imputati per complessivi 51 anni e 10 mesi di reclusione. L’indagine ha confermato inoltre che, mentre la cessione al dettaglio è quasi interamente gestita da nordafricani, in questo caso tunisini, i veri grossisti sono gli albanesi che, referenti di cartelli di importanti trafficanti, che restano sull’altra sponda dell’Adriatico, riescono a rifornire via mare, via terra e rotaia, i pusher con ingenti quantitativi di...


Blitz antimafia a Castelvetrano. Operazione “Ebano”: mafia, appalti e “piccioli”

Dic 14th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Rino Giacalone
In carcere questa mattina è finito l’imprenditore di Castelvetrano Rosario “Saro” Firenze, classe 1971. Sarebbe stato l’imprenditore “preferito” dal padrino in gonnella, Patrizia Messina Denaro, detta “a curta”, in carcere da qualche anno, sorella del super latitante Matteo Messina Denaro, 54 anni, ricercato dal 1993, capo della mafia trapanese, condannato per delitti e stragi, e che con le mani sporche di sangue ha plasmato la nuova mafia, la Cosa nostra 2.0, quella che inabissata ha dato di sè l’impressione di essere sparita. Non è così. Lo hanno ulteriormente dimostrato i Carabinieri del comando provinciale di Trapani che stanotte assieme al Ros hanno arrestato Firenze e il geometra Salvatore Sciacca, classe ’73, posto agli arresti domiciliari su ordine del gip del Tribunale di Palermo. I carabinieri del colonnello Stefano Russo, comandante provinciale dell’arma e del maggiore Antonio Merola, comandante del reparto operativo provinciale hanno inoltre notificato quattro ordinanze interdittive nei confronti di altrettanti imprenditori sempre di Castelvetrano:  Giacomo Calcara, Benedetto Cusumano, Fedele D’Alberti e Filippo Tolomeo. Avvisi di garanzia per i fratelli di Saro Firenze, Giovanni e Massimiliano. Altri due avvisi di garanzia sono stati notificati a due funzionari dell’ufficio tecnico comunale di Castelvetrano. Proprio questa mattina le perquisizioni disposte dalla Procura antimafia...


Catturato il boss ‘ndranghetista Marcello Pesce

Dic 2nd, 2016 | Categoria: prima pagina
di redazione
Catturato lo scorso 1º dicembre dalla Polizia a Rosarno il latitante Marcello Pesce, boss della ‘ndrangheta ricercato per associazione di stampo mafioso. Pesce, detto ”U Ballerinu”, fa parte dell’omonima cosca guidata da Antonino Pesce, operativa nella Piana di Gioia Tauro e con propaggini in Lombardia e tutto il Nord Italia. Il soprannome “ballerino” deriva dalla capacità di muoversi con estrema facilità tra i confini nazionali e l’estero anche durante la latitanza. Dalle indagini è emerso, infatti, che nei sei anni da primula rossa, si è recato diverse volte in Francia. Anche le frequentazioni nella movida meneghina contribuiscono a rafforzare il soprannome di Marcello Pesce, tra i più potenti esponenti della mafia calabrese a colonizzare la ricca Lombardia. Gli asset principali sono droga e appalti pubblici: è soprattutto nel capoluogo lombardo, infatti, che la cosca ripulisce i capitali illeciti acquistando aziende, appartamenti e locali notturni. Pesce era nascosto in un’abitazione al centro di Rosarno. Il blitz degli uomini del Servizio centrale operativo (Sco) e della squadra mobile di Reggio Calabria è scattato attorno alle 5, quando si è avuta la certezza che il boss fosse proprio lì. Ricercato dal 26 aprile 2010, quando sfuggì alla cattura nell’operazione “All inside”, per cui ha una condanna...


Chiuso il processo Caccia per un errore, avviate nuove indagini

Dic 1st, 2016 | Categoria: prima pagina
Il processo a Carico di Rocco Schirripa, accusato di essere uno degli assassini del magistrato torinese Bruno Caccia, arriva a sentenza. La prima corte d’assise di Milano non lo ha condannato né assolto per il fatto criminale, ma ha stabilito di non dover procedere per un errore procedurale che ha reso nullo il processo in corso. Qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=798tAcv6w2k&feature=youtu.be


Omicidio Caccia, niente processo e nuove indagini

Nov 30th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Demetrio Villani, stampoantimafioso.it
Processo Caccia, udienza del 30 novembre. Azzeramento del processo confermato. Il giudice Mannucci ha appena pronunciato la sentenza nella quale si sostiene “il non doversi a procedere” nei confronti dell’imputato Rocco Schirripa. La decisione è motivata da un difetto di procedibilità: siccome il PM Tatangelo non ha chiesto al GIP l’autorizzazione a riaprire le indagini su Schirripa dopo l’archiviazione del 2001,  tutti gli atti raccolti sinora sono inutilizzabili. Entro domani il GIP si pronuncerà sul fermo nei confronti Schirripa: se resterà in carcere durante la nuova fase investigativa oppure se tornerà a piede libero. Ad ogni modo, il processo è rimandato e la giustizia è ancora molto in là a venire. Seguiranno presto aggiornamenti.


Processo Caccia verso l’annullamento. Il commento dei familiari

Nov 28th, 2016 | Categoria: prima pagina
Per un errore procedurale, il processo in corso a Milano nei confronti di Rocco Schirripa, accusato di essere uno degli esecutori materiali del delitto, potrebbe essere annullato. Sarebbero invalide le prove acquisite nel corso dell’inchiesta sono inutilizzabili. Qui il video con le interviste a Paola (nella foto) e Cristina Caccia, figlie del procuratore Bruno Caccia, assassinato il 26 giugno 1983 a Torino.