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Estradato stanotte negli Stati Uniti il narcotrafficante “El Chapo” Guzman

Gen 20th, 2017 | Categoria: prima pagina
s.b.
Joaquin«El Chapo’ Guzman», narcotrafficante messicano, capo del cartello di Sinaloa, è stato estradato verso gli Stati Uniti d’America, dove deve rispondere di accuse legate al contrabbando di stupefacenti. Il boss della droga è arrivato a New York. L’aereo con a bordo El Chapo è atterrato in un aeroporto di periferia, dove lo aspettava una colonna di suv per portarlo via. Passerà la notte in una prigione di New York, prima della comparizione in un tribunale federale di Brooklyn. L’ex boss dei narcos si è reso protagonista di due arresti e altrettante evasioni, fino a quando non è stato arrestato per la terza volta l’8 gennaio del 2016 mentre era in contatto con l’attore americano Sean Penn per girare un lungometraggio sulla sua vita. La Corte di Appello e la Corte Suprema hanno respinto l’ultima istanza di Guzman di restare in Messico e pertanto il ministero degli Esteri ha estradato «El Chapo» negli Usa dove deve rispondere di sei distinte accuse di narcotraffico, di numerosi omicidi e riciclaggio di denaro sporco in diversi Stati tra cui la California e il Texas. Dallo scorso maggio «El Chapo» era detenuto in un carcere a Ciudad Juarez, la città più violenta del Messico, che sorge sulla frontiera con il...


“Le donne del Sud” di Maria Pia Daniele, tra cronaca e mito

Gen 18th, 2017 | Categoria: prima pagina
di Stefania Bizzarri
«Nei luoghi che un tempo furono della Magna Grecia, dove il mito sopravvive alterato, deteriorato, nella carica violenta delle relazioni familiari retrive e nella crisi dei valori, una potente tradizione dura a morire si scontra con le regole della coscienza civile. Protagoniste le donne, depositarie dei disvalori e della mentalità patriarcale, o eroine del rinnovamento, volte al futuro e al rispetto delle regole della coscienza civile». Dirette e scabre, come il suo teatro, le parole di Maria Pia Daniele, autrice e regista impegnata in prima persona nel rilancio del Teatro di impegno civile, che ha nell’antimafia una delle colonne portanti. Il teatro di Maria Pia Daniele precorre i tempi e riesce da sempre a catturare gli spettatori per lo stile immediato e la prosa autentica e viva. Lo dimostra ancora una volta con La Trilogia sulle donne del Sud, tra cronaca e mito, edito da La Mongolfiera, con un’introduzione firmata dal genovese Francesco Cevasco. L’opera è la summa del suo percorso artistico: si tratta di  una raccolta, ben riuscita, di tre testi teatrali: Faide del 1987, Il mio giudice la prima Antigone contro la mafia del 1993 e il più recente Cattive madri. Narcomafie la segue da tempo, da quando insieme a Valter Malosti portò in...


Napoli, blitz antidroga. Il video dell’operazione

Gen 18th, 2017 | Categoria: prima pagina, Uncategorized
di redazione


Napoli, storie di gioventù negate

Gen 18th, 2017 | Categoria: prima pagina
di Manuela Galletta
C’è Rita (il nome è di fantasia) che ad otto anni confeziona dosi di droga in salotto sotto l’occhio vigile della mamma (sulle spalle un cognome pesante) che le insegna come imbustare la ‘polvere’. E sotto la supervisione dello zio, che dopo averle fornito alla piccola i rudimenti necessari al dosaggio della ‘roba’, le dà una pacca sulla spalle e le dice: «Se qualche volta a scuola ti chiedono il tema sulla droga… tu già lo sai». Poi c’è Fabio, tredici anni e figlio di un capocamorra, che, invece, gli stupefacenti li vende. In casa, dove la madre aveva allestito una base – sicura, pensava lei – per il ritiro a domicilio della ‘roba’ da parte di clienti più esclusivi. Oppure in strada, assolvendo al ruolo di corriere a domicilio. Un ruolo già ricoperto dal fratello, che la maggiore età l’ha raggiunta solo nella primavera di un anno fa. Nella camorra che soffoca Napoli col suo stretto laccio, i bambini crescono in fretta. E crescono assuefatti ad una normalità fatta di attività illecita, di traffico di stupefacenti, di pistole che scivolano di mano in mano e di strategie omicidiarie portate avanti ai danni dei nemici pur di riuscire a controllare un...


Napoli, l’ascesa criminale della donna a capo del clan

Gen 18th, 2017 | Categoria: prima pagina
di Manuela Galletta
Napoli, una donna a capo del clan. Alla guida di una delle famiglie malavitose più potenti, in termini militari e di ricchezza, del panorama criminale campano. Una donna dal piglio deciso. Che riesce a rimettere insieme i cocci di una cosca spaccata in due dal reggente che l’aveva preceduta. Che custodisce le chiavi dell’esclusivo rapporto d’affari, per l’importazione di cocaina, del narcos internazionale più influente della recente storia di camorra. E che, dice un’ipotesi investigativa ancora tutta in via di sviluppo, avrebbe armato la mano del suo gruppo di fuoco per liberarsi di tutti gli ostacoli incontrati lungo il proprio cammino. Rosaria Pagano varca, in direzione dell’uscita, la soglia della Questura di Napoli intorno alle nove e mezzo del mattino di ieri, 17 gennaio. Avvolta in un piumino di colore viola e stretta tra due poliziotte. Con le due mani regge la voluminosa ordinanza di custodia cautelare che la inchioda al carcere per associazione di stampo mafioso e traffico di droga. Oltre trecento pagine di racconti di pentiti e intercettazioni che hanno restituito il profilo criminale della donna che negli ultimi anni ha assunto la reggenza degli Amato-Pagano, il clan che ha camminato a braccetto coi Di Lauro di Secondigliano sino alla...


Traffico e spaccio di stupefacenti in Italia, gli ultimi aggiornamenti

Gen 9th, 2017 | Categoria: prima pagina
di Piero Innocenti
Se qualcuno aveva pensato che durante le festività natalizie trafficanti e spacciatori di stupefacenti avrebbero preso un periodo di vacanze sarà rimasto deluso. L’andirivieni di questi criminali è proseguito ininterrottamente con le sole giornate di Natale e Capodanno rimaste indenni dalle notizie sul punto. Naturalmente non ha avuto sosta neanche l’azione antidroga delle nostre forze di polizia che su questo versante, come su molti altri, è proseguita con il consueto impegno e con risultati significativi anche se, non mi stancherò di ripeterlo sino alla noia, il fenomeno criminale è sostanzialmente incontrollabile. Così il 2016 stava terminando quando un marocchino, a Legnano, pieno di cocaina e geloso per un amico presunto ammiratore della sua compagna, è stato arrestato dalla polizia in preda ad una grave crisi psicotica. Nelle stesse ore del 29 dicembre, a Voghera, una ragazza di venti anni è stata ricoverata in gravi condizioni nell’ospedale San Matteo di Pavia dopo aver ingerito alcuni involucri di carta stagnola contenenti cocaina temendo di essere scoperta dalla polizia. Singolare scoperta quella fatta dalla polizia di Trieste in un’abitazione di una anziana signora che, pare a sua insaputa, custodiva un paio di trolley in un trasandato ripostiglio con due chilogrammi di cocaina e...


Vandalizzata la casa dei Guttadauro-Messina Denaro. Ladri spericolati o intimidazione al boss?

Gen 9th, 2017 | Categoria: prima pagina
di Rino Giacalone
  Stavolta il segnale di minaccia colpisce la famiglia naturale di Matteo Messina Denaro, il boss di Castelvetrano, capo della mafia trapanese, latitante dall’estate del 1993. Amaro è stato il risveglio dei suoi familiari nella giornata dell’Epifania. Ignoti hanno danneggiato, violato e svuotato di parecchie cose la casa di campagna di Rosalia, sorella del boss, sposata con un altro capo mafia, il palermitano Filippo Guttadauro (nella foto), con suo fratello, il medico Giuseppe, esponente di spicco della mafia di Bagheria e di Brancaccio, sobborgo di Palermo. La casa, che è inglobata all’interno di un’azienda agricola nella contrada castelvetranese di Strasatti-Paratore, è stata completamente messa a soqquadro. E’ stata Rosalia Messina Denaro nella tarda mattinata di oggi a scoprire cosa era accaduto ed ha avvertito i carabinieri.   L’abitazione è intestata al figlio di Rosalia e Filippo, Francesco Guttadauro, il nipote prediletto di Matteo Messina Denaro, in carcere, come il padre, per mafia, già da qualche tempo. I carabinieri una volta giunti sul posto hanno trovato una montagna di masserizie ammassate nella stanza principale della villetta, forse l’intenzione dei malfattori era quella di appiccare un rogo ma probabilmente qualcosa deve avere indotto gli ignoti ad allontanarsi, dopo comunque avere depredato le pareti di molti...


Grumo Appula, per don Ciotti l’iniziativa del parroco “è un grave scandalo”

Dic 28th, 2016 | Categoria: prima pagina
di redazione
«Invitare una comunità a ricordare chi è responsabile di soprusi è un grave scandalo». Don Luigi Ciotti commenta così l’iniziativa di don Michele Delle Foglie, parroco di Grumo Appula, in provincia di Bari. In un’intervista rilasciata oggi per il quotidiano «La Stampa», il fondatore e presidente del Gruppo Abele e di Libera spiega che è possibile «celebrare messe in forma privata», ma che il parroco del comune in provincia di Bari non avrebbe dovuto invitare la comunità – per giunta attraverso un manifesto funebre – alla messa di suffragio in ricordo di Rocco Sollecito, presunto boss della ‘ndrangheta e collegato, secondo gli inquirenti, alla famiglia Rizzuto. Don Ciotti ha inoltre ricordato che «la violenza è incompatibile con il Vangelo» e che la Chiesa deve sempre schierarsi nettamente contro le mafie: «Oggi la Chiesa è consapevole, tranne eccezioni, che fedeltà al Vangelo significa anche “interferire”, parlare chiaro, dire no alle mafie e a chi alle mafie presta il fianco, di conseguenza impegnarsi per la libertà delle persone, calpestate da mafiosi e corrotti. Chi denuncia oggi non è più solo, a maggior ragione dopo le parole dei Papi». Il riferimento è alle celeberrime dichiarazioni di Papa Giovanni Paolo II – «Mafiosi, convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio» – e di Papa Francesco in merito alla scomunica...


Petizione per legge Bacchelli a Riccardo Orioles: fondò “I Siciliani” con Pippo Fava

Dic 27th, 2016 | Categoria: prima pagina
È partita su Change.org una petizione per chiedere l’applicazione della legge Bacchelli allo scrittore Riccardo Orioles, fondatore deI Siciliani, insieme a Giuseppe Fava, ucciso il 5 gennaio 1984. Il giornalista, nato a Milazzo 67 anni fa, attualmente riceve una pensione di anzianità “che non gli consente di continuare le cure per le sue patologie cardiache e gli acciacchi dovuti all’età”, si legge nella petizione lanciata dal giornalista Luca Salici. Orioles nella sua vita professionale ha ottenuto contributi pensionistici solo per pochi anni di lavoro, sebbene abbia dedicato la sua intera esistenza al lavoro di giornalista in diverse testate e alla formazione di nuove generazioni di cronisti: da Nord a Sud dell’Italia centinaia di direttori e redattori di varie testate hanno trovato in lui un maestro della professione, della deontologia, dell’inchiesta, soprattutto antimafia. “In questi anni a poco sono serviti gli appelli all’Ordine dei Giornalisti e alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. L’unica possibilità rimane quella di chiedere formalmente alle istituzioni di far accedere Orioles al fondo a favore di cittadini illustri che versano in stato di particolare necessità”, continua l’appello sulla piattaforma online. Questo “sarebbe l’unico modo per far usufruire di un contributo vitalizio utile al suo sostentamento – sottolinea Salici, per conto e...


Il prete di Grumo Appula invita i fedeli alla messa per il boss ucciso

Dic 27th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Aaron Pettinari (AntimafiaDuemila)
I manifesti nella città barese. Il sacerdote: “spiritualmente vicino a famiglia” di Aaron Pettinari “Il parroco, don Michele Delle Foglie, spiritualmente unito ai famigliari residenti in Canada e con il figlio Franco venuto in visita nella nostra cittadina, invita la comunità dei fedeli alla celebrazione di una santa messa in memoria del loro congiunto”. E’ quanto si legge su alcuni manifesti funebri affissi per le strade di Grumo Appula (Bari) con i quali si invitano i fedeli (domani alle 18:30) alla messa in suffragio del pugliese Rocco Sollecito, boss della ‘ndrangheta ucciso nel maggio scorso a Montreal. Rocco Sollecito, esponente di spicco del crimine organizzato italiano in Canada, fu ucciso il 28 maggio con colpi di arma da fuoco mentre guidava la sua Bmw bianca. L’uomo del clan Rizzuto (famiglia ritenuta dagli investigatori tra i più potenti del Canada) era nato a Bari, seppure fosse originario di Agrigento. Col tempo ha saputo conquistarsi una posizione di spicco nel crimine organizzato italo-canadese, esploso dopo l’ondata migratoria del dopo guerra. La sua uccisione rappresentò un nuovo duro colpo per una delle famiglie mafiose del clan. Franco di Genova, portavoce della polizia di Laval, commentò così all’indomani dell’omicidio: “È un omicidio legato alla mafia”. Il nome...