opinioni


Le vite dietro le penne. Le vite dietro le matite

Dic 5th, 2016 | Categoria: archivio articoli, opinioni
biografie degli autori e dei fumettisti
Le vite dietro le penne Stefano Amato. È nato e vive a Siracusa. Ha pubblicato alcuni romanzi, di cui gli ultimi sono Il 49esimo Stato (Feltrinelli, 2013) e Bastaddi (Marcos y Marcos, 2015), una riscrittura in salsa siciliana del film Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino. Sara Bilotti. È nata nel 1971 a Napoli, dove vive. Ha esordito con la raccolta di racconti Nella carne (Termidoro edizioni). Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato nel 2015 una trilogia nera erotica: L’oltraggio, La colpa e Il perdono. Gianluca Costantini. Nato a Ravenna nel 1971 ha esposto in musei e gallerie all’estero, dalla Lazarides Gallery di Londra (2009), al Salon du dessin contemporain, Carrousel du Louvre, di Parigi (2010), dal Dox Centre for Contemporary Art di Praga, al Museo de Humor Grafico Diogenes Taborda di Buenos Aires (2014). In Italia i suoi disegni hanno affiancato opere di Alighiero Boetti al Museo d’Arte di Lissoni (2013) oppure composto grandi istallazioni e progetti a tema, come alla galleria D406 di Modena e al Centro Arti Opificio Siri di Terni. Come Graphic Journalism, una sua conferenza si è tenuta all’Ars Electronic Center di Linz (2009) e ha partecipato al Festival dei diritti umani di Lugano nel 2015. Ha pubblicato...


TTIP: non firmarlo ma fermarlo

Ott 12th, 2016 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Marco Schiaffino
Il Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership) rappresenta il tema più “caldo” sul tavolo della Commissione Europea, che vorrebbe portare a casa la firma del trattato entro la fine dell’anno. I sostenitori del Ttip lo descrivono come un semplice “trattato di libero commercio”; in realtà l’accordo ha poco a che fare con i dazi doganali. Tra i due continenti, infatti, i dazi sono già ai minimi storici. Ciò che infastidisce i fan del libero mercato è qualcos’altro: le regole che gli impediscono di fare business come vogliono. Nel mirino finirebbero leggi e regolamenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei consumatori. La negoziazione del Ttip viene portata avanti in maniera “riservata”. Al tavolo siedono i negoziatori del governo degli Stati Uniti d’America e quelli della Commissione Europea, presieduta da Jean Claude Juncker. Insieme a loro, oltre 600 consulenti delegati dalle maggiori multinazionali che operano nei due continenti. I documenti relativi alle trattative non sono pubblici e anche i parlamentari nazionali o europei che volessero consultarli dovrebbero recarsi in speciali stanze di lettura e leggere la documentazione mentre sono controllati a vista, senza la possibilità di fare fotocopie o scattare fotografie. Per fortuna nell’era di internet tenere un segreto è molto...


Brasile, il golpe bianco

Lug 19th, 2016 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Fabrizio Lorusso
Il golpe bianco, detto anche soft o parlamentario, che si sta consumando in Brasile ai danni della presidentessa Dilma Rousseff può essere compreso a partire del quadro attuale e storico regionale. L’era dei colpi di Stato in America Latina, sostenuti, tollerati o propiziati dagli Stati Uniti, non è terminata. Il sostegno più o meno diretto di agenzie, mass media e apparati americani alle rotture della vita democratica nei paesi latinoamericani nel presente secolo è stato persistente. Nel 2002 toccò al Venezuela di Hugo Chávez, che fu deposto per alcuni giorni da un golpe delle destre. Nel 2004 fu la volta di Jean-Bertrande Aristide, presidente di Haiti deportato da militari statunitensi e canadesi. Nel 2009 il capo di Stato dell’Honduras, Manuel Zelaya, fu prelevato dai soldati fuori dalla residenza ufficiale, esiliato e deposto. Gli Usa furono tra i primi a legittimare le elezioni che portarono il suo successore, Porfirio Lobo, al potere. Nel 2012 fu la volta dell’ex prete presidente del Paraguay, Fernando Lugo, destituito fast track del Parlamento. Nel 2016 il Brasile è protagonista di un caso eclatante, di una forzatura dell’ordine democratico che i politologi chiamano “golpe bianco” perché non ci sono interventi dell’esercito o spargimenti di sangue: l’11 maggio il...


Ungass 2016: molto fermento dietro il compromesso

Giu 3rd, 2016 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Leopoldo Grosso
Attesa delusa per i risultati della Sessione speciale sulle droghe dell’Assemblea generale dell’Onu (Ungass), svoltasi a New York dal 19 al 21 aprile scorso. Vana l’attesa di avere un risultato “straordinario” da una sessione straordinaria, che ha visto riuniti per l’ultima volta tutti i leader mondiali nella lotta alla diffusione delle sostanze stupefacenti nel 1998. Non si sono registrati significativi passi avanti rispetto alla modifica delle Convenzioni internazionali e le decisioni sono state rimandate all’incontro del 2019. Il fatto che l’Assemblea abbia approvato – in apertura e prima di ogni confronto – la dichiarazione conclusiva, su cui le diplomazie avevano già trovato l’accordo dopo un lungo negoziato preliminare, ha diminuito di significatività e soprattutto sottratto potere decisionale a tutti i partecipanti. Il dibattito generale che ne è seguito, pur “paradossale”, è stato comunque vero e vivace. Nel confronto sono emersi molti distinguo e prese di distanza dalla “dichiarazione” (che non è una “risoluzione” e assume pertanto un valore meno vincolante) per la prossima sessione “ordinaria” del 2019. Si è registrata una divaricazione, probabilmente ormai incolmabile, tra le posizioni dure di Cina, Giappone, Russia, Iran ed Egitto (paesi capofila di gran parte dell’Asia e dell’Africa che, fautori di una linea repressiva, sostengono la...


Berta Caceres: viva

Apr 21st, 2016 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Ida Garberi
Più di una volta, e soprattutto dal 1993 quando ha fondato il Copinh (Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras), Berta Caceres ha evidenziato come il suo popolo lenca e gli altri popoli indigeni di Honduras stiano combattendo in difesa della Pacha Mama. Una lotta strenua, che si esplica in un’opposizione radicale ai progetti egemonici di un capitalismo predatorio, di matrice nazionale, transnazionale e multinazionale, che ha i suoi interessi nei settori energetico, estrattivo e dell’agro-industria e che punta sulla privatizzazione del territorio e delle fonti di acqua. Proprio per questo, Berta rappresenta una minaccia molto grave per l’oligarchia honduregna. E proprio per questo, il 3 marzo viene brutalmente uccisa. Al  presente, perché Berta non può dirsi morta. In Honduras, la sua lotta pulsa nelle vene del suo popolo, scorre nelle correnti dei suoi fiumi. Berta sapeva che il suo Paese è uno dei più pericolosi al mondo per i difensori del medio ambiente. E che l’Honduras sta svendendo la sua sovranità: con le “città modello” (parti del territorio vendute ad aziende straniere, dove si applicano le leggi del Paese di origine delle multinazionali), con l’installazione di nuove basi statunitensi, con le 870 concessioni per estrazioni in miniera della durata...


Veracruz, tomba delle libertà

Mar 1st, 2016 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Fabrizio Lorusso
Anabel Flores Salazar aveva 32 anni ed era una giornalista dello stato di Veracruz. Anabel si occupava prevalentemente di cronaca nera. O, come dicono in Messico, delle notas rojas: omicidi, femminicidi, rapimenti e desapariciones. Viveva con la sua famiglia in una cittadina nei pressi di Orizaba e da quindici giorni era diventata mamma per la seconda volta. Il corpo di Anabel, mani legate, busta di plastica intorno alla testa ed evidenti segni di tortura, è stato ritrovato nel vicino stato di Puebla, abbandonato seminudo sul ciglio della strada per Oaxaca. “Morte per asfissia”, dicono le prime perizie. L’8 febbraio, alle 2 del mattino, un commando di uomini, presunti poliziotti equipaggiati in stile militare, con giubbotti antiproiettile, passamontagna, armi di grosso calibro, ha fatto irruzione nel suo appartamento. Anabel è stata portata via per “accertamenti”, ma da subito i parenti hanno capito che si trattava di un levantón. Un sequestro. Malgrado gli appelli e la mobilitazione della famiglia, della procura e del Comitato per la Protezione dei Giornalisti, Anabel è stata uccisa. In poche ore le foto del suo cadavere straziato sono diventate virali. Immagini che rappresentano un avvertimento e che hanno un mittente, la criminalità organizzata e un grande destinatario,...


Sanità, migliorare è possibile

Gen 26th, 2016 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Chiara Rivoiro, Illuminiamo la salute
L’integrità nel sistema di tutela della salute è quella linfa essenziale che da sempre ha consentito agli operatori della sanità del nostro Paese di occuparsi con rigore e qualità di uno dei beni più preziosi che ciascuno di noi possiede: la salute. L’attenzione rivolta negli ultimi anni alla trasparenza e alla prevenzione di ogni forma di illegalità in ambito sanitario è fattore particolarmente positivo, soprattutto per continuare a sostenere tutti coloro che, a diverso titolo e con competenze differenti, si sono adoperati per offrire ai cittadini servizi e prestazioni che, ancora recentemente, sono riconosciuti tra i migliori a livello internazionale. È una tematica divenuta centro di studi, analisi, ricerche da parte di soggetti, enti, associazioni che a diverso titolo e in ambiti disciplinari differenti si stanno occupando di interpretare il fenomeno dell’illegalità in ambito sanitario: differenze si rilevano in particolare nell’obiettivo che tali lavori intendono raggiungere. Se da un lato esistono documenti che esprimono finalità di denuncia, di emersione dei fatti illeciti, dall’altro esistono realtà che intendono puntare le energie sulla prevenzione di qualsiasi forma di opacità possa intaccare l’ambito di tutela della salute pubblica, partendo da solide basi conoscitive della complessità di tale ambito. E’ questo anche il caso del...


Se lo Stato scommette sull’azzardo

Nov 20th, 2015 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Toni Mira
Fare cassa. Ancora una volta sembra solo questa la preoccupazione del Governo in tema di azzardo. Così come lo era stata di tutti i governi precedenti, da quando si è decisa la legalizzazione dei “giochi”. Nella Legge di Stabilità si prevede così di incassare più di un miliardo di euro dall’aumento del Preu (la tassazione) su slot e Vlt, e dalle nuove gare per i centri scommesse. Non molto visto che attualmente l’erario incassa dal mercato ben 8 miliardi di tasse (peraltro basse). Oltretutto di questo miliardo aggiuntivo, 500 milioni sono una tantum, per il rinnovo delle concessioni per i centri scommesse. In realtà il governo avrebbe voluto incassare di più, grazie ad una gara per 22 mila sale, 7 mila in più delle attuali, ma poi di fronte a molte critiche, compresi gli imprenditori di Confindustria Giochi preoccupati di perdere quote di mercato, ha ridotto il numero a 15 mila. Resta però la durata delle concessioni, ben nove anni (la precedente era di 6), una vera ipoteca sul futuro che di fatto impedirà di intervenire sul settore in modo organico per ridurre l’offerta di gioco, come richiesto da tutte lo associazioni “no slot” in un documento congiunto alle forze...


Ciao, Santo!

Set 17th, 2015 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Lorenzo Frigerio
In occasione della scomparsa del nostro Santo Della Volpe, amici e colleghi ne hanno ricordato carriera e impegno con parole cariche di stima, amicizia, rimpianto. Per cercare di aggiungere qualcosa di significativo, devo per forza affidarmi al mio personale album dei ricordi. Le prime due istantanee in cui il protagonista è Santo sono legate entrambe a Palermo e ad un luogo divenuto simbolo di quella città, nel bene e nel male: l’aula bunker costruita accanto al carcere dell’Ucciardone. Nella prima di queste immagini, quella più sbiadita e ancora in bianco e nero, Santo è fermo, davanti all’ingresso dell’aula, accanto ai soldati e ai blindati dell’esercito. Sta raccontando con pazienza e precisione le udienze del maxiprocesso a Cosa nostra, il momento davvero epocale nella lotta alla mafia nel nostro Paese. È il 1986. Nella seconda istantanea, anche questa sbiadita ma già a colori, ci sono anche io. Ci troviamo entrambi all’interno di quell’aula, allora soprannominata “l’astronave verde”, ma non siamo soli. Con noi tanti altri colleghi di giornali e tv: ne ho dovuti contare più di trecento, provenienti da ogni parte del mondo, registrando diligentemente gli accrediti per conto dell’ufficio stampa del Comune di Palermo, dove all’epoca lavoravo. Operatori dei mass media, magistrati,...


Ecocrimini, chi inquina paga

Lug 1st, 2015 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Antonio Pergolizzi
Il 22 maggio del 2015 è una data storica per il fronte ambientalista. È il giorno dell’inserimento nel codice penale del Titolo VI-bis, quello che inserisce i delitti contro l’ambiente in quel raffazzonato corpus normativo. Colmando un vulnus incomprensibile (se non in una logica criminogena) che ha fatto la fortuna degli eco criminali e le disgrazie di un intero Paese. Perché, per capire un po’ meglio l’Italia dell’ultimo secolo, occorrerebbe partire da quella colpevole assenza, figlia di una cultura novecentesca miope e sorda, attenta alle ricchezze individuali e noncurante dei beni comuni, dati per scontati, senza vero valore. Non si può spiegare diversamente quell’assenza che durava dal 1925, da quando diventava legge l’attuale codice penale a firma di Alfredo Rocco, gran ministro del Duce. Si volta pagina con la legge n. 68 che introduce cinque delitti ambientali, più una serie di aggravanti e un sistema di estinzione amministrativo delle contravvenzioni (solo per reati ambientali che non hanno cagionato danno o pericolo concreto di danno). A coronamento di ciò, si raddoppiano anche i termini di prescrizione. Per la prima volta nella storia d’Italia l’ambiente è un bene giuridicamente tutelato dalla norma penale. La logica del profitto deve fare finalmente i conti con...