opinioni


Caporalato, la norma c’è ma non si vede

apr 27th, 2012 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Piero Innocenti
Con l’approssimarsi della bella stagione, è probabile che torni a riemergere, in maniera più visibile s’intende, quell’odioso fenomeno del “caporalato” che sta ad indicare lo sfruttamento vergognoso riservato ad alcune categorie di lavoratori stranieri, in genere braccianti. È quando si manifesta l’esigenza di poter disporre di molte braccia a quattro soldi per i raccolti della terra che riappaiono, lungo le strade, di prima mattina, i “caporali”, per scegliere le “reclute” tra i ranghi di persone “invisibili”, per lo più “extracomunitari”. In passato, la repressione di tale ignobile attività era carente sul piano normativo. Il Testo unico sull’immigrazione non contiene uno straccio di norma che consenta un controllo sul punto. Nei casi più eclatanti, le forze di polizia potevano procedere alle denunce per le violazioni dell’articolo 600 del Codice penale, che prevede la riduzione di lavoratori in schiavitù o servitù. E, in effetti, sono state ben 262 le persone segnalate alle varie procure della Repubblica nel 2010 e 349 nel 2011. Dall’agosto 2011, dopo ripetute sollecitazioni politiche, istituzionali, sindacali e mediatiche, con il decreto legge n° 138 (è il provvedimento normativo adottato dal Governo, meglio noto come “manovra finanziaria bis”, convertito in legge il 14 settembre), è stata colmata la grave lacuna...


Perché difendere il concorso esterno

mar 27th, 2012 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Gian Carlo Caselli
Un classico. Finché i magistrati si occupano di Riina e soci (cioè dell’ala militare, indifendibile della mafia) tutto bene. Ma non appena ci si affaccia al livello delle possibili complicità con politici, imprenditori, medici e professionisti vari (le cosiddette “relazioni esterne”), la musica cambia. In un attimo ci si dimentica che la vera forza della mafia non è la sua struttura gangsteristica. Il suo autentico potere sta altrove, nelle complicità, nelle collusioni, nelle coperture. Non indagare anche su questo versante significa fare antimafia solo a metà, rinunziando alla possibilità stessa di vincere davvero la guerra alla mafia. E l’unico strumento investigativo-giudiziario che consente di intervenire anche su questo versante è il “concorso esterno”, che si concreta quando taluno concorre – appunto – ad attività del sodalizio criminale senza farne parte come affiliato. Senonché, chi fa antimafia utilizzando anche questo decisivo strumento deve mettere in conto che si attirerà robuste antipatie. L’ex premier Berlusconi, al riguardo, è stato un precursore, quando nell’intervista al periodico inglese «Spectator» e alla«Gazzetta di Rimini» dell’11.9.03 ha sostenuto che «a Palermo la nostra magistratura comunista, di sinistra, ha creato un reato, un tipo di delitto che non è nel codice; è il concorso esterno in associazione...


Sentenza Eternit, un punto di partenza

feb 22nd, 2012 | Categoria: articoli, opinioni
di Matteo Zola
La sentenza Eternit è una sentenza miliare, pietra che segna il percorso di una giustizia che non può veder finire qui il suo cammino. Chi scrive ci è nato a Casale Monferrato e come tutti in città ha visto i suoi morti. Come tutti sa di essere il prossimo della lista perché il male, quel male polverizzato che si conficca nei polmoni, ha una latenza che va dai quindici ai quarantacinque anni. E il picco di mortalità deve essere ancora raggiunto. La sentenza ha parlato di “una grande ingiustizia internazionale che si è consumata e si sta consumando in tutto il mondo”. E perché l’eternità del materiale non sia – oltre che la durata del male – la misura dell’ingiustizia, occorre volgere lo sguardo oltre il meridiano della nostra pena in parte appagata, ricomposta, dalla sentenza di condanna a sedici anni di reclusione per i magnati della holding, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier. Casale Monferrato è stata sede del primo e più grande impianto dell’Eternit, è stata definita la città simbolo della lotta all’amianto. Ma la sentenza non è una vittoria: solo un’occasione di richiudere le ferite. Solo il punto di partenza per una lotta di...


Cosentino e il degrado dei partiti

gen 27th, 2012 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Diego Novelli
In tre sondaggi, condotti da istituti diversi su commissione di tre organi di informazione (due telegiornali e un quotidiano nazionale), è stato rilevato l’indice di gradimento al 15 gennaio degli italiani in merito alla politica. Punto più, punto meno, il 40% degli aventi diritto al voto ha dichiarato di non essere certo se alle prossime elezioni andrà a votare oppure se depositerà nell’urna scheda bianca. Non sono inclusi in questa più che allarmante percentuale gli ancora indecisi sull’espressione di voto. Per vent’anni in Italia non si è avuto diritto al voto, perché questo istituto democratico era stato cancellato dalla dittatura fascista. Dopo una sanguinosa guerra e una gloriosa lotta di Liberazione, uno dei primi atti decisi dal governo nato dalla Resistenza fu quello del ripristino del diritto a tutti i cittadini maggiorenni (allora 21 anni), comprese le donne, che dalla istituzione del suffragio universale erano sempre state escluse. Tornare a libere elezioni per consentire la scelta dei cosiddetti “padri coscritti” (dai Consigli comunali al Parlamento) fu un momento di grande svolta per la vita democratica italiana, che ricollocava il nostro Paese, dopo la barbarica stagione del fascismo, alla pari di tutte le nazioni civili del mondo occidentale. Dal 1946 (elezioni per l’Assemblea costituente e...


Una priorità per il nuovo governo

dic 21st, 2011 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Vito Lo Monaco
Il giudizio più diffuso sul Codice delle misure di prevenzione antimafia è sintetizzato con due parole: occasione mancata. Infatti, non è quel testo unico delle leggi antimafia auspicato da tempo per mettere ordine ad una legislazione  formatasi sempre in clima emergenziale e per armonizzarla con gli orientamenti in materia degli organismi internazionali maturati anche grazie alla legislazione italiana. Lo affermano all’unanimità operatori del movimento antimafia e giuristi. Tranne che per  lo stralcio dei primi dieci articoli – che avrebbe cancellato dalla memoria legislativa la legge Rognoni-La Torre –, il governo Berlusconi non ha voluto accogliere quanto era stato proposto da un largo schieramento sociale e politico, rappresentativo del movimento antimafia, durante il convegno del 7 luglio alla Camera dei deputati, promosso dal Centro studi Pio La Torre. Eppure le commissioni Giustizia della Camera e del Senato avevano  recepito le proposte di miglioramento avanzate. A questo punto il nuovo governo “d’impegno nazionale” presieduto dal prof. Mario Monti, tra le priorità da affrontare, si ritrova anche quella di intervenire sull’applicazione del d.lvo n°159 del 6 settembre, onde evitare un ulteriore indebolimento delle misure di prevenzione, soprattutto patrimoniale, contro mafiosi e sodali. Al nuovo governo, ai ministri di Giustizia e dell’Interno, al Parlamento saranno riproposte...


Il mare di casa nostra

nov 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Davide Mattiello
Il Mediterraneo è casa nostra e ce ne sentiamo responsabili. Da quando la rivolta ha infiammato la Tunisia nel dicembre scorso, ci siamo interrogati su quale dovesse essere il nostro contributo ad un processo che, di sicuro, ha abbattuto quanto è esistito (regimi autoritari, violenti e corrotti), ma che non altrettanto sicuramente costruirà qualcosa di maggiormente democratico. Ce lo siamo chiesti con la consapevolezza di chi conosce le colpe di un Occidente che prima ha sfruttato attraverso il colonialismo e che poi ha gestito i propri interessi attraverso quei regimi opprimenti. Ci siamo risposti come abbiamo imparato a rispondere in Libera: mettendoci la faccia e la vita. Nel solco della tradizione della difesa popolare nonviolenta cui ci ispiriamo, abbiamo colto al volo l’opportunità organizzata da Assopace in collaborazione con le autorità tunisine: andare a presidiare i seggi elettorali, in veste di Osservatori Internazionali. Per noi “presidiare” ha un significato particolare: significa mettersi di mezzo, anche mettersi “in mezzo”. Per guardare, vedere, documentare. Insomma contribuire a dissuadere i male intenzionati: perché è sempre alto il rischio che i nemici della democrazia facciano saltare il banco, per poi giustificare svolte autoritarie. E noi in Italia lo sappiamo bene. Ingenui per altro a pensare che fossero cose appartenenti ad...


La Costituzione come programma politico-morale

ott 6th, 2011 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Diego Novelli
Non sono credente. Non sono ateo. Sono un laico, agnostico, senza certezze assolute. Il dubbio non mi tormenta, mi accompagna. Diffido dei super-uomini, di coloro che hanno sempre e comunque la verità in tasca, che pontificano su tutto e su tutti, che di fronte ad ogni quesito alzano la mano destra e con tono sicumerico dicono: «Le soluzioni sono tre», mostrando il pollice, l’indice e il medio. Che barba! Non credo, quindi che Cristo sia figlio di un Dio, padre del Cielo e della Terra. Ma credo (anzi, sono profondamente convinto) che Gesù di Nazareth, figlio di Giuseppe e Maria, sia il più importante personaggio della storia di questi ultimi duemila anni, perché è stato un vero rivoluzionario, in senso più ampio (come si legge sul dizionario del Devoto-Oli), nel linguaggio comune, a proposito dei mutamenti radicali nel modo di pensare, di vivere, in contrasto con la tradizione del suo tempo. Qualche lettore si chiederà le ragioni di questa mia improvvisa esternazione. Tranquilli, non sono stato folgorato sulla strada di Damasco. Essendo un appassionato lettore (sottolineo “lettore”, che non ha la presunzione di considerarsi un professionista della storia, ma un semplice giornalista-cronista, curioso sì, ma non pettegolo) mi è capitato in...


Angelo Vassallo, le troppe domande senza risposta

set 9th, 2011 | Categoria: articoli, opinioni
di Peppe Ruggiero
Un mare cristallino, le viuzze del centro storico, bar e ristoranti affollati. Sul porto ogni mattina i pescatori lavorano con le reti dopo l’ennesima nottata in mare. Che bella Acciaroli. Un’altra estate è trascorsa. Diversa da tutte le altre. La prima senza il sindaco pescatore. Un anno dall’omicidio di Angelo Vassallo. Trecentosessantacinque giorni da quel 4 settembre che ha cambiato la vita di questo piccolo borgo di pescatori. Un anno trascorso in attesa di verità e giustizia. Tante inchieste, tante supposizioni, tante piste, ma ancora nessun colpevole. «Uno, nessuno e centomila», avrebbe detto Pirandello. Camminando sul porto, salendo a Pollica, prendendo un caffè guardando il tramonto: tutto è di una bellezza commovente. Che ti prende dentro. In questi pochi giorni trascorsi nel paese di Angelo mi sono venuti in mente tanti ricordi, tante chiacchierate, ma, soprattutto, dall’assenza di Angelo ho capito come quella “normale” attività amministrativa sia diventata una traccia e una testimonianza radicata che neanche il sindaco pescatore si poteva immaginare. Ritornare ed ascoltare le parole del nuovo sindaco Stefano Pisani, dei suoi collaboratori, del figlio Antonio ancora una volta ho avuto forte la conferma di come sia distante la politica, i partiti dal paese reale, dalle esigenze e...


Il finto perbenismo di certa ‘ndrangheta

lug 13th, 2011 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Angela Napoli
Nei miei interventi, fatti ad Aosta durante gli incontri promossi dall’associazione “Libera”, ho puntualizzato che non esistono ormai regioni italiane immuni dalla presenza di organizzazioni mafiose e che il Nord aveva sottovalutato negli anni la capacità pervasiva delle stesse e, pertanto, non era riuscito a predisporre le adeguate immunità. In tal senso anche la Valle d’Aosta, vuoi per la sua posizione confinante con altri paesi, vuoi per la presenza di un alto numero di calabresi, non può ritenersi esente da infiltrazioni mafiose, in particolare da quella della ’ndrangheta, divenuta la più potente e la più pervasiva tra le organizzazioni criminali italiane. Alcune inchieste giudiziarie già da tempo hanno evidenziato che le regioni del Nord non rappresentano più “isole felici” grazie proprio agli interessi che, in particolare, la ’ndrangheta, ha sugli appalti, sul potere in genere e nel mondo della politica. Nuove e recenti indagini giudiziarie hanno confermato come in Lombardia, Liguria e Piemonte vivano e operino elementi della ’ndrangheta, i quali mantenendo i contatti con la Calabria, “casa madre”, e, pertanto, con le stesse regole da rispettare ma anche con tecniche di modernizzazione, sono riusciti a inserirsi in queste regioni più ricche. Il “perbenismo” con il quale questi criminali hanno saputo “vestirsi” ha loro...


L’ultimo regalo di Roberto

giu 7th, 2011 | Categoria: archivio articoli, opinioni
Venerdì 20 maggio si è spento a Roma Roberto Morrione, un grande “giornalista-giornalista”, come lo ha definito don Luigi Ciotti, un maestro del giornalismo di cronaca e di inchiesta. Dopo la lunga e prestigiosa carriera professionale alla Rai, Roberto ha collaborato attivamente con l’associazione Libera insieme alla quale ha fondato l’osservatorio sulle mafie Libera Informazione. Per tre anni, nel ruolo di presidente, direttore e  massimo animatore, Roberto ha schierato Libera Informazione sul fronte antimafia facendone uno strumento al servizio di quanti – giornalisti, blogger, cittadini informati, pubblici amministratori – incontrano difficoltà a fare circolare le notizie sugli affari occulti delle cosche. Grazie al lavoro di Roberto, Libera Informazione ha assunto una precisa identità e una missione che tutti si sono impegnati a continuare. Poco prima di andarsene, Roberto ci ha fatto un altro grande regalo: ha fatto nascere uno sportello anti-querele che è frutto soprattutto del suo impegno e che dovremmo intitolare al suo nome. Roberto era un grande amico di Ossigeno. Comprendeva meglio di altri i problemi dei giornalisti minacciati perché era uno di loro: fu minacciato nel 2006, quando era direttore di «Rainews», per alcuni clamorosi scoop, e nel 2010 con un attacco di hacker che bloccò il sito...