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Gambizzato amministratore di Ansaldo Nucleare, pista eversiva

mag 7th, 2012 | Categoria: news
La pista privilegiata dagli investigatori sull’agguato all’ad dell’Ansaldo Nucleare (gruppo Finmeccanica) di Genova Roberto Adinolfi è quella eversiva. Lo affermano gli investigatori antiterrorismo, anche se precisano, è “soltanto un’ipotesi ricavata dalle modalità dell’attentato”: gli aggressori erano due, il mezzo utilizzato è uno scooter. Due elementi che richiamano il modo di agire di vecchie organizzazioni terroristiche. “Ma è presto per dire con certezza se c’è un ritorno agli ‘anni di piombo’. Se di terrorismo si tratta, arriverà una rivendicazione ufficiale”, e ovviamente “deve essere anche attendibile”. Secondo una prima ricostruzione, i due hanno esploso tre colpi di arma da fuoco ma uno solo di questi ha raggiunto Adinolfi a una gamba. I carabinieri stanno sequestrando le immagini dei sistemi di sorveglianza operativa della città e raccogliendo le testimonianze sul posto. L’agguato non è stato per ora rivendicato e le indagini, coordinate dal pm Silvio Franz, sono a 360 gradi. Roberto Adinolfi, 60 anni, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, secondo fonti mediche interne al San Martino è stato colpito da un solo colpo di arma da fuoco alla tibia destra. Il proiettile gli ha procurato ferite significative ma che non lo mettono in pericolo di vita. Dopo l’accesso al pronto soccorso, l’uomo è stato...


Veneto, ecco la mappa dei clan

mag 7th, 2012 | Categoria: news
La mappa dei clan in Veneto, a cura di Monica Zornetta, autrice del dossier di aprile di Narcomafie, dal titolo “Il grande canale”, sulle mafie nel Nordest.


Ragusa, chiude la sala stampa dedicata a Spampinato

mag 3rd, 2012 | Categoria: news
La Federazione Nazionale Stampa Italiana chiede a gran voce che la Provincia di Ragusa riveda la sua decisione di chiudere la sala stampa aperta nel 1995 ed intitolata a Giovanni Spampinato (nella foto), giornalista del quotidiano «L’Ora» ucciso il 27 ottobre 1972 dalla mafia. Un luogo da tutti considerato non solo un punto di servizio alla categoria (in particolare per i colleghi free lance), ma anche una presenza dal chiaro significato simbolico contro qualsiasi forma di illegalità e di sopruso. La Fnsi sottolinea come questo gesto strida ancora di più considerando che è avvenuto «in una terra così tormentata e difficile per l’informazione». Ironia della sorte, dall’altro capo d’Italia – a Trieste per la precisione – è stata inaugurata una sala stampa dedicata alla giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006. Una scelta non causale, come ha spiegato il vicesindaco Fabiana Martini: «La giornalista Politkovskaja, simbolo della libertà d’informazione e della difesa dei diritti umani, rappresenta inoltre l’attenzione dell’amministrazione comunale alle donne e alla promozione delle Pari Opportunità che la stessa commissione comunale ha appoggiato con l’adesione alla Campagna per la memoria femminile locale, nazionale e straniera». La sala stampa è infatti stata aperta al pianterreno del...


L’Unci ricorda i giornalisti uccisi

mag 3rd, 2012 | Categoria: news
di Elisa Latella
L’Unci celebra oggi, 3 maggio 2012, a Palermo, la quinta Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo nel dopoguerra. La manifestazione, organizzata dal Gruppo Siciliano dell’Unci, con la collaborazione di Associazione siciliana della Stampa e Ordine dei giornalisti di Sicilia, si svolge nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana. L’evento è stato celebrato per la prima volta a Roma nel 2008, poi a Napoli nel 2009, nel 2010 a Milano e nel 2011 a Genova. Ripetere i nomi di chi ha perso la vita in nome dell’articolo 21 della nostra Costituzione, ricordare le loro storie, ascoltare le testimonianze dei familiari delle vittime e dei feriti è un modo per non dimenticare pezzi importanti della storia del nostro Paese. E per essere vicini a tutti quei giornalisti, in ogni parte d’Italia, che tutt’oggi subiscono intimidazioni, minacce, attentati.


Raffaele Lombardo presenzia al suo processo, pesanti accuse sulla sua testa

mag 2nd, 2012 | Categoria: news
di Laura Galesi
“Avevamo dichiarato che ci saremmo difesi nel processo e per fare questo partecipiamo al procedimento, per fronteggiare le sciocchezze e le contraddizioni che questo collaboratore propala da qualche tempo a questa parte”. Sono le dichiarazioni di Raffaele Lombardo, presidente della Regione siciliana che oggi ha presenziato al processo per il quale è indagato per voto di scambio e concorso esterno, che si è svolto a Catania nell’ex Prefettura. La nuova tegola che pesa sulla testa del presidente e del fratello Angelo Lombardo parte dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano D’Aquino, uomo d’onore che frequenta la galera fino al 2004, l’anno successivo ottiene i domiciliari e vi rimane per circa otto mesi. Un capo, colpevole di innumerevoli omicidi e legato alla ‘ndrangheta, ma per molto tempo sconosciuto a Cosa nostra. “Ho deciso di collaborare – spiega- perché mi è venuto un forte senso di ribrezzo, sia verso me stesso, che per l’ambiente che frequentavo. Adesso voglio dare un contributo dopo 24 anni di fatti atroci”. Il dibattimento, che riguarda le elezioni alla Camera del 2008 e la campagna per far eleggere Angelo Lombardo, nasce da uno stralcio dell’inchiesta “Iblis” su rapporti tra mafia, politica e imprenditoria. La posizione dei fratelli Lombardo...


Il libro “Il Casalese” non sarà mandato al macero

mag 2nd, 2012 | Categoria: news
Non si può ancora scrivere la parola “fine” alla vicenda che vede contrapposti i nove autori del libro Il Casalese – Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro (edito da Cento Autori) al fratello dell’ex sottosegretario all’economia, Nicola Cosentino. Giovanni Cosentino si era infatti rivolto al Tribunale di Napoli chiedendo la distruzione al macero di tutte le copie della biografia non autorizzata del fratello, oltre a un risarcimento danni pari a un milione e 200 mila euro. Angela Carbone, giudice del Tribunale civile di Napoli, ha respinto la richiesta degli avvocati di Cosentino: il libro dunque non sarà né ritirato dalla vendita né distrutto al macero. In merito alla richiesta risarcitoria, sarà invece la Sezione ordinaria del Tribunale di Napoli che dovrà esprimersi, subentrando alla Sezione specializzata in materia di proprietà industriale ed intellettuale, alla quale i Cosentino si erano impropriamente rivolti. La vicenda è seguita da vicino anche dallo Sportello Morrione-Querele Temerarie, del quale si parlea sul numero di aprile di «Narcomafie» (Ma.De.)


Reggio Calabria, apre la Bottega della legalità

apr 27th, 2012 | Categoria: news
di Filippo Rosace
Si è svolta con straordinaria partecipazione civica l’inaugurazione della Bottega della Legalità Dodò Gabriele che dal 26 Aprile, avrà sede al Consiglio regionale della Calabria. Alla presenza delle massime autorità locali, delle molte associazioni che si spendono per la legalità sui territori calabresi e non solo, e soprattutto di molti calabresi onesti e desiderosi di segni di riscatto per la propria terra, si è assistito a una cerimonia semplice ma carica di valori simbolici. La Bottega fungerà da vetrina di promozione e commercializzazione di prodotti ricavati dai terreni confiscati alla ‘ndrangheta e dati in gestione a cooperative sociali. Particolarmente applaudito l’intervento del Presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico. Tra l’altro quest’ultimo ha posto l’accento sull’importanza dell’intitolazione a Dodò Gabriele, necessaria a ricordare a tutti noi come in Calabria si possa morire anche per essere andati a fare una cosa divertente come una partita di calcetto, e sul fatto che ciò debba servire da monito per ricordare come la problematica della ‘ndrangheta debba essere considerata un male da sconfiggere sempre e da tutti. Le diecimila unità di studenti che ogni anno arrivano, anche da fuori regione, a visitate Palazzo Campanella faranno tutte tappa alla Bottega della Legalità, e questo costituirà un ulteriore valore...


Dell’Utri mediatore tra mafia e Berlusconi, la Cassazione conferma

apr 24th, 2012 | Categoria: news, prima pagina
Marcello Dell’Utri fece da mediatore tra Berlusconi e la mafia in un momento in cui il Cavaliere era minacciato da Cosa Nostra. Lo afferma la Cassazione, secondo cui vi è stato “un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri”. E’ quanto sottolinea la quinta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con la quale è stata annullata con rinvio, il 9 marzo scorso, la condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa pronunciata dalla Corte d’appello di Palermo il 29 giugno del 2010. In particolare, i giudici della Suprema Corte, nella sentenza n. 15727 depositata oggi lunga ben 146 pagine, rilevano che l’assunzione di Vittorio Mangano ad Arcore “indipendentemente dalle ricostruzioni dei cosiddetti pentiti e’ stata congruamente delineata dai giudici come indicativa, senza possibilita’ di valide alternative”, del suddetto accordo. Dell’Utri “di quella assunzione e’ stato l’artefice – scrive la Cassazione – anche all’impegno specifico profuso da Cina’”. La motivazione della sentenza impugnata, osservano gli ‘ermellini’, si è “giovata correttamente delle convergenti dichiarazioni di piu’ collaboranti a vario titolo gravitanti sul o nel sodalizio mafioso cosa nostra, tra i quali Di Carlo, Galliano e Cocuzza, approfonditamente e...


Torino, si suicida il boss Catalano

apr 20th, 2012 | Categoria: news
Giuseppe Catalano, tra i più importanti esponenti della ‘ndrangheta torinese, si è buttato dalla finestra della sua villetta di Volvera, dove si trovava agli arresti domiciliari, dandosi la morte. Catalano era stato arrestato durante l’operazione Minotauro, condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Torino nel giugno 2011. Indagine monumentale contro l’infiltrazione della criminalità calabrese in Torino e provincia: 172 imputati, molti già a processo. Tra questi proprio Giuseppe Catalano. “I numerosi elementi hanno dimostrato – si legge negli atti dell’inchiesta Minotauro – sia l’appartenenza di Catalano all’associazione in argomento, sia il particolare ruolo di assoluto rilievo da lui ricoperto: tale carica lo ha portato a essere protagonista di varie vicende inerenti l’intero sodalizio nella sua dimensione territoriale piemontese”. Il padrino però era malato, una malattia recentemente aggravatasi che ha portato la custodia cautelare in carcere a mutarsi in arresti domiciliari. Forse proprio la malattia è stata la causa del suo recente dissociarsi dalla ‘ndrangheta: ”Ammetto di aver aderito all’organizzazione di cui sono accusato ma non intendo più farne parte”. Così, con una lettera inviata al tribunale e alla procura, Giuseppe Catalano, considerato un padrino della ’ndrangheta e capo locale di Siderno a Torino, si era dissociato di recente dall’organizzazione criminale. Il suo fisico era...


Misilmeri, dimissioni in massa dal consiglio comunale dopo l’avviso di garanzia a Cimò

apr 20th, 2012 | Categoria: news
Diciassette dei venti consiglieri comunali di Misilmeri (Palermo) si sono dimessi dopo l’avviso di garanzia che lo scorso martedì ha raggiunto il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Cimò, accusato di avere agevolato le cosche mafiose su alcuni appalti pubblici. Nell’operazione ”Sisma” condotta due giorni fa a Misilmeri, i carabinieri hanno eseguito quattro arresti e una quinta persona è ricercata. Le dimissioni potrebbero evitare il ventilato scioglimento per mafia del Comune.  ”Ribadisco la totale fiducia nel lavoro prezioso e meticoloso che la magistratura sta svolgendo con l’indagine Sisma in merito ai fatti giudiziari che riguardano la città di Misilmeri, e dalla quale emergono contatti, in particolare, tra il presidente del Consiglio comunale ed esponenti mafiosi. Ma voglio con forza affermare che l’Amministrazione comunale non puo’ essere nemmeno sfiorata dal sospetto che abbia ceduto a pressioni criminali”. Lo afferma Piero D’Ai’, sindaco di Misilmeri, dopo gli arresti dei giorni scorsi. E così commenta le dimissioni di 17 membri del Consiglio: “Non c’e’ nessun atto che può essermi contestato per fatti legati all’indagine. Guido questa città con serenità e assieme ai miei assessori siamo certi che il nostro lavoro è sempre stato trasparente e improntato alla legalità – spiega ancora il primo cittadino – In...