brevi di mafia


Distrutta targa “Qui ‘ndrangheta non entra” nel vibonese

Dic 28th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Persone non identificate, la scorsa notte, a Cessaniti, nel vibonese, hanno distrutto la targa con la scritta “Qui la ‘ndrangheta non entra” che era stata collocata all’ingresso del Comune nell’ambito di una campagna promossa dall’allora presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta del Consiglio regionale, Salvatore Magarò. Danneggiato anche il portone d’ingresso del Comune. A scoprire il danneggiamento sono stati stamattina alcuni dipendenti del Comune al loro arrivo in ufficio. Il sindaco, Francesco Mazzeo, ha denunciato l’episodio ai carabinieri. “Si tratta – ha detto Mazzeo in una dichiarazione – di un gesto gravissimo che condanniamo con forza. Provvederemo nei prossimi giorni a ripristinare la targa ricollocandola nella posizione originaria”


Arrestato Raffaele Marra, il capo del personale dell’amministrazione capitolina

Dic 16th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Raffaele Marra, capo del personale del Comune di Roma e braccio destro del sindaco Virginia Raggi (così come dell’ex primo cittadino di Roma Gianni Alemanno), è stato arrestato questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Roma su ordine della procura guidata da Giuseppe Pignatone. Secondo le indagini, Marra è accusato di aver intascato una tangente quando lavorava alla Fondazione Enasarco. Per lo stesso reato di corruzione, è stato arrestato anche Sergio Scarpellini, noto costruttore; secondo l’accusa, Marra avrebbe pagato una casa con i soldi di Scarpellini al quale avrebbe chiesto molti favori.          


Borsellino: pm, ergastolo per Madonia e Tutino

Dic 15th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone ha chiesto la condanna all’ergastolo per i mafiosi Salvo Madonia e Vittorio Tutino, in quanto ritenuti responsabili della strage di via D’Amelio e inoltre ha sollecitato 8 anni e 6 mesi per Vincenzo Scarantino e 14 anni ciascuno per Francesco Andriotta e Calogero Pulci, i tre falsi pentiti accusati di calunnia per le false dichiarazioni rese durante le prime indagini sull’attentato del 19 luglio ’92 in cui morirono Paolo Borsellino e i 5 poliziotti di scorta Emanuela Loi, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina, Agostino Catalano. L’udienza è stata rinviata al 9 gennaio per l’inizio delle conclusioni dei legali di parte civile.


Palermo, rischio scarcerazione per accusati di mafia

Dic 13th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Stanno per tornare in libertà una decina di mafiosi dei clan di Bagheria, Villabate, Ficarazzi, Altavilla Milicia e Casteldaccia. Il gup Sergio Ziino che, a novembre del 2015, li ha condannati per associazione mafiosa, estorsione e omicidio, non ha ancora depositato le motivazioni della sentenza. E stanno per scadere i termini di custodia cautelare. La sentenza d’appello, per evitare che si aprano le porte del carcere, dovrebbe arrivare entro quattro mesi, cosa impossibile visto che, in assenza del deposito del provvedimento, non sono stati ancora presentati i ricorsi in appello e non è stato ancora fissato l’inizio del processo di secondo grado. A rischio di scarcerazione anche Michele Modica e Emanuele Cecala, il primo ergastolano, il secondo condannato a 30 anni per l’omicidio di Antonio Canu, ucciso a Caccamo il 28 gennaio del 2005.


Brindisi, blitz contro clan Scu: 58 arresti della Dda. Tra le accuse, anche omicidio figlio di pentito

Dic 12th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Per reati di associazione mafiosa, concorso in omicidio, traffico illecito di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegali di arma da fuoco, nonché spaccio di sostanze stupefacenti, i carabinieri di Brindisi stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 58 persone. A quanto appreso il gruppo di presunti affiliati alla organizzazione di tipo mafioso Sacra Corona Unita (Scu) era operativo nel sud Brindisino. Tra gli episodi oggetto di indagine, anche l’omicidio di Antonio Presta, figlio di Gianfranco, già collaboratore di giustizia, ucciso a fucilate a San Donaci il 5 settembre del 2012. Il provvedimento restrittivo è stato richiesto dal pm Alberto Santacatterina della Dda di Lecce, e disposto dal gip Vincenzo Brancato.


Modena, come cambiano le mafie: idee e nuovi percorsi di contrasto

Nov 25th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Come sono cambiate le modalità di azione delle mafie? Come contrastare con strumenti, idee e percorsi la presenza della criminalità organizzata che si ramifica con nuovi linguaggi e nuove capacità organizzative sui territori? Il Coordinamento di Libera Modena promuove un incontro per una lettura attuale delle mafie: “Come cambiano le mafie. idee e nuovi percorsi di contrasto” Venerdì 25 novembre 2016 ore 20.30 presso la Camera di Commercio di Modena -Sala Leoncelli- Via Ganaceto 134. Intervengono Luigi Ciotti, presidente di Libera; Federico Cafiero De Raho, procuratore della Repubblica Reggio Calabria; Franca Imbergamo, Direzione investigativa antimafia; Enza Rando, responsabile ufficio Legale Libera. Modera Toni Mira, caporedattore «Avvenire»


Palermo, la procura chiede l’archiviazione per ‘Faccia da mostro’

Nov 22nd, 2016 | Categoria: brevi di mafia
La procura di Palermo ha chiesto l’archiviazione per Giovanni Aiello, l’ex poliziotto della Squadra Mobile di Palermo accusato di essere il killer coinvolto in tanti misteri siciliani e soprannominato ‘Faccia da mostro’ a causa del volto sfregiato. La richiesta – in attesa della convalida del Gip – è stata avanzata dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dai sostituti Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia, secondo i quali non ci sono prove sufficienti per aprire un processo, nonostante si ritenga che Aiello fosse in contatto con gli ambienti mafiosi. Il provvedimento riguarda anche Nino Madonia e Gaetano Scotto che, insieme ad Aiello, sono accusati del duplice omicidio del poliziotto Nino Agostino e Ida Castelluccio, avvenuto a Villagrazia di Carini il 5 agosto 1989. Il giovane stava indagando sul fallito attentato dell’Addaura del 21 giugno 1989, quando alcuni agenti della scorta del magistrato Giovanni Falcone trovarono, non troppo distante dalla sua villa, un borsone contenente cinquantotto candelotti di tritolo. Vincenzo Agostino e Augusta Schiera (nella foto), genitori di Nino Agostino, da anni si battono per ottenere verità e giustizia. Come segno di protesta, per anni il padre del poliziotto non si è tagliato la barba; recentemente ha deposto in tribunale, riconoscendo proprio...


Ostia, incendio nel magazzino del teatro che ospita l’iniziativa “Mafia, comprenderla per combatterla”

Nov 22nd, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Ostia, 21 novembre. Ore 21.30. Fiamme e fumo avvolgono il magazzino adiacente al teatro Fara Nume, dove è in programma per oggi, martedì 22, l’iniziativa “Mafia, comprenderla per combatterla”, organizzata dalla Consulta Provinciale degli studenti di Roma Capitale in collaborazione con l’Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza della Regione Lazio. A dare l’allarme, ieri sera, alcuni abitanti della zona, di fatto considerata feudo del clan Spada. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della compagnia di Ostia, che stanno indagando sull’accaduto. A «Repubblica», l’esponente Pd Giovanni Zannola ha così commentato l’accaduto: “Nel territorio di Ostia continuano a verificarsi episodi ‘anomali’ e allarmanti. L’incendio che ieri sera ha interessato il magazzino utilizzato dal teatro Fara Nume in via della Carlinga rientra senz’altro tra questi. Se è vero, come sembra, che l’impianto elettrico del capannone non era in funzione, allora diventa difficile credere nell’ipotesi dell’evento accidentale e l’avvenimento assume senz’altro dimensioni inquietanti. Qualora venisse accertata la natura dolosa del rogo, ne conseguirebbe un’ulteriore preoccupante associazione. Confidiamo nel lavoro degli investigatori augurandoci si tratti soltanto di una fatale coincidenza, tuttavia non dobbiamo mai smettere di vigilare e di impegnarci al fine di sviluppare gli anticorpi necessari per debellare il cancro della...


Calabria, sequestrata discarica di rifiuti in area di proprietà del Comune di Amendolara

Ott 27th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Il personale del Corpo Forestale di Trebisacce e Oriolo ha sequestrato, in località “Pennino” di Amendolara (Cs), un’area di cinquemila metri quadri di proprietà del Comune in cui era stata realizzata una discarica di rifiuti. I rifiuti erano raccolti in quattro cassoni, ma in maggior parte, secondo quanto riferito dal Corpo forestale, erano deposti, in condizioni di degrado, in vari cumuli all’interno del sito. L’area in sui era stata realizzata la discarica è sottoposta a vincolo ambientale ed è ubicata sulla sponda sinistra del torrente “Straface”. Dalle indagini è emerso che già da un anno è utilizzata dal Comune a supporto della raccolta dei rifiuti che l’ente effettua con propri mezzi ed operai. Da alcuni mesi l’area era diventata il luogo in cui venivano scaricati grossi quantitativi di rifiuti provenienti dal territorio comunale senza il minimo rispetto, riferisce ancora il Corpo forestale, dei requisiti tecnico-gestionali stabiliti dalle norme che disciplinano la materia.


Rizziconi, smantellata filiera della latitanza

Ott 17th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Si è costituito nel carcere di Palmi, Mario Luciano Crea, di 27 anni, di Rizziconi, latitante dall’inizio di luglio di quest’anno. Crea è accusato di aver fatto parte di una filiera criminale, specializzata nella gestione delle latitanze. Una sorta di “agenzia di servizi”, che per decenni ha permesso a pezzi da novanta dei clan della Piana di Gioia Tauro di sottrarsi alla cattura con gli ex latitanti Peppe Crea e Peppe Ferraro, catturati a gennaio scorso dopo decenni di latitanza, dopo un bliz in un covo nelle campagne di Maropati. Una rete che venne smantellata con un’operazione della squadra Mobile di Reggio Calabria e dagli uomini del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato che, per ordine dei magistrati della Dda arrestarono, sempre a luglio, 11 persone tutte accusate a vario titolo di associazione mafiosa, favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena.