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Per arrivare
a Bam, città del sud est dellIran completamente devastata
dal terremoto del 2003 (cfr. «Narcomafie» 06/06), si è
obbligati a superare una media di un posto di blocco ogni venti chilometri,
che si intensifica se si decide di proseguire verso est o verso nord,
direzioni che conducono verso lAfghanistan. «Lautorità
controlla che non si trasporti droga, siete pregati di voler consegnare
i vostri documenti se richiesto», viene spiegato, ogni volta, ai
passeggeri dei pullman che si imbattano nei check-point.
Bam, tappa obbligata dei contrabbandieri. Bam, a più di tre
anni dal sisma, sembra essere ancora un luogo senza legge.
La città è tra i maggiori centri di smistamento dei traffici
di droga e di minori che transitano in Iran. Le rotte di entrambi partono
dallAfghanistan, arrivano in Iran, dopo una deviazione attraverso
il Pakistan, proseguono in Turchia per morire in Europa.
Secondo il rapporto dellUnodc (lAgenzia delle Nazioni Unite
contro droga e crimine), nel 2006 lAfghanistan ha prodotto 6.100
tonnellate di oppio, di cui circa l80% è passato attraverso
Pakistan e Iran. La quantità intercettata dalle Forze dellordine
della Repubblica islamica dellIran sfiora il 25% del totale, nonostante
lingente numero di soldati impegnati a rendere le frontiere impermeabili.
Circa 45 mila uomini presidiano i confini a oriente: dati ufficiali (National
Drug Control Report 2000) rivelano che, in 27 anni, 3.140 doganieri iraniani
sono stati uccisi nel contrasto ai traffici illegali. Tuttavia, anche
se non viene mai menzionata, la piaga della corruzione tra i doganieri,
sottopagati, è presente e può essere considerata parte del
problema.
Se drogato è criminale. Una parte delle sostanze stupefacenti
che transitano in Iran è consumata al suo interno. Secondo le fonti
governative, i tossicodipendenti autoctoni sono poco più di un
milione e i consumatori occasionali circa 800 mila. Il giornale finanziario
«Sarmayeh» (23 settembre 2006) denuncia invece quasi 20 milioni
di persone che fanno uso di sostanze e lagenzia di stampa «Isna»
(Iranian Students News Agency, ndr) il 29 novembre scorso ha precisato
che di questi 20 milioni il 13% rientra nella categoria dei liceali e
il 20% in quella degli studenti universitari.
Unaltra piaga della società iraniana è laltissimo
numero di tossicodipendenti sieropositivi. Secondo il rapporto Onu 2006
Aids Epidemic Update, «quasi un tossicodipendente di droghe
pesanti su quattro ha contratto il virus dellHiv a causa dello scambio
di siringhe infette». Per cercare di contrastare questo fenomeno,
lIran ha dato avvio a programmi basati sulla distribuzione di siringhe
sterili e di metadone. Limpegno economico del Governo è notevole,
e anche lUnodc ha stanziato 21,3 milioni di dollari, da investire
nei prossimi tre anni in programmi di riduzione del danno
e in campagne di prevenzione del contagio.
(CONTINUA
SULLA RIVISTA)
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