Rifiuti tossici nel Parco del Vesuvio

3 Ott 2014 | Categoria: prima pagina

carabinieri-del-Noe1-300x252Un’operazione condotta dal Noe dei Carabinieri in collaborazione con gli uomini della Forestale ha permesso di scoprire l’ennesimo scempio perpetrato in Campania dall’ecomafia. Sarebbero infatti più di una trentina i fusti contenti sostanze  pericolose sospette dissotterrati nel corso degli ultimi giorni a Ercolano, nell’area del Parco Nazionale del Vesuvio. Secondo una prima, sommaria, analisi dei campioni raccolti dall’Arpac sarebbe stata individuata la presenza di una notevole quantità di rifiuti di industriali, amianto e macerie edilizie nella zona di Cava Montone, un sito estrattivo in disuso. Il materiale, sepolto da ignoti probabilmente molti anni fa, è stato riportato alla luce con l’utilizzo di alcune macchine per il movimento terra portate in loco su iniziativa della procura di Napoli dopo il sequestro dell’area.
La cava in questione è stata individuata grazie ad alcune denunce precise, tra cui quella del parroco di Ercolano, don Marco Ricci. Il sacerdote, rappresentante del gruppo “Ambiente Vesuvio”, ha messo i magistrati sulla strada giusta dopo aver prestato attenzione alle voci che indicavano l’impianto abbandonato quale luogo di sversamenti sospetti.
Ora a preoccupare i comitati ambientalisti e gli abitanti dei comuni vesuviani è il timore che quello di Cava Montone non sia solo un caso isolato e che alle pendici del vulcano si nasconda un’altra piccola Terra dei fuochi. Sospetti sulla presenza di rifiuti tossici sotterrati che già in passato avevano condotto al sequestro di altri terreni nella zona.

(Ma.Fe.)

 

 

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  1. un infinito grazie a don Marco Ricci e al gruppo Ambiente Vesuvio e tutti coloro che partecipano a risanare il proprio territorio

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