Archivi per febbraio 2014


Ragazzi di sistema

Feb 25th, 2014 | Categoria: numeri arretrati
  L’EDITORIALE Legge Fini-Giovanardi, questioni di merito e metodo di Livio Pepino ‘NDRANGHETA NEL PONENTE LIGURE La chiave di volta di Stefano Fantino I GIORNI DELLA CIVETTA Brevi di mafia a cura di Manuela Mareso VENETO ORIENTALE, CAMORRA E CEMENTO Un futuro, oltre l’estate di Osservatorio ambiente e legalità di Venezia COSE NOSTRE Le arance con il berretto frigio di Marika Demaria MAFIA DA LEGARE Un uomo solo al comando di Corrado De Rosa STROZZATECI TUTTI Wikimafia di Marcello Ravveduto RAGAZZI DI SISTEMA di Irene Pastore Un sistema di protezione dei minori: priorità non rimandabile Cronache di baby-boss Non bastano le buone prassi Al soldo della Camorra ALTARISOLUZIONE Una telefonata dall’Albania testo e foto di Mauro Mondello OCCIDENTI Rassegna stampa internazionale a cura di Stefania Bizzarri CRONACHE SOMMERSE Fiamme d’Egitto di Andrea Giordano  L’OPPIO IN LAOS E MYANMAR Il (ri)nascente Triangolo d’Orot di Piero Innocenti SEGNALI In ricordo di Giovanni Falcone di Marika Demaria SEGNALIBRO Con gli occhi del “cattivo“ di Chiara Turrini SHARE Le segnalazioni del mese a cura di Marika Demaria L’OPINIONE Ciao, prefetto Sodano di Rino Giacalone  


Zona grigia, tre arresti a Vibo Valentia: due poliziotti e un avvocato

Feb 25th, 2014 | Categoria: news
“La forza della mafia sta fuori dalla mafia”. La tesi di Nando dalla Chiesa proposta nel suo libro “La convergenza” trova assoluto riscontro (anche) in quanto accaduto a Vibo Valentia. Su disposizione del tribunale di Catanzaro, questa mattina sono stati arrestati Maurizio Lento (foto) ed Emanuele Rodonò, rispettivamente ex capo dela squadra mobile di Vibo Valentia e ex vice capo dello stesso organismo. L’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa, poiché i due uomini dello Stato “nel periodo in cui hanno svolto le loro funzioni (2009-2011) non hanno mai ritenuto di avviare alcuna indagine su quella che era ed è la più pericolosa e sanguinaria cosca di ‘ndrangheta operante sul territorio calabrese”, scrive il gip Abigail Mellace nell’ordinanza di custodia cautelare. Maurizio Lento era solito, ad esempio, intrattenere chiacchierate al bar con il boss Pantaleone Mancuso, classe 1947, soprannominato Scarpuni. Ma aveva anche partecipato a incontri con gli studenti: nel 2011, per esempio, tenne una conferenza per i ragazzi dell’Istituto Superiore (IIS) di Tropea. Emanuele Rodonò, invece, trascorreva addirittura le giornate nel villaggio turistico delala famiglia Maccarone, imparentata con i Mancuso. Ma l’ex vice capo della squadra mobile non era solo: con lui anche l’avvocato Antonio Galati, storico avvocato della...


L’impiego di minori nell’accattonaggio

Feb 24th, 2014 | Categoria: news
P. Innocenti
Nonostante la vigenza di una norma penale introdotta nel 2009 (art.600 octies del codice penale) che sanziona con la reclusione fino a tre anni chiunque, per mendicare, si avvalga di una persona minore degli anni quattordici o, comunque, non imputabile, questa forma disgustosa di sfruttamento non accenna a diminuire come si auspicherebbe. Si tratta, quasi sempre, di vicende che riguardano “povera” gente, ma che impongono un’attenzione particolare da parte istituzionale, soprattutto, nelle grandi città dove più si manifestano tali episodi. Alla fine del 2013, in Italia, le persone, in gran parte cittadini rumeni, denunciate dalle forze di polizia alla magistratura, sono state complessivamente 371. Le prime cinque regioni, nell’ordine, sono state Lazio (94 persone), Lombardia (75), Sicilia (28), Calabria (26) e Puglia (25). La regione Marche è stata la sola a non aver annotato alcuna denuncia. Anche nel biennio 2011/2012 i dati confermano un andamento che non si discosta molto dal 2013: nel 2012 le persone denunciate furono 427 (di cui 419 stranieri) mentre nel 2011 si registrarono 397 denunce (386 stranieri). Europol, in un rapporto del 2013, affrontando questo tema, sottolineava, tra l’altro, il commercio di minori destinati all’accattonaggio e acquistati al prezzo di alcune migliaia di euro. Difficile,...


La ‘ndrangheta “regna” in Piemonte, ma non è sola

Feb 20th, 2014 | Categoria: articoli
di Davide Pecorelli
Non c’è solo la ‘ndrangheta in Piemonte, ma è l’organizzazione criminale di tipo mafioso più forte e radicata in regione. A confermarlo è la Direzione nazionale antimafia che ha reso pubblica l’annuale relazione sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso. Il documento passa in rassegna tutte le più importanti inchieste condotte negli ultimi anni dalla Procura di Torino per scattare una fotografia del crimine organizzato. Un’analisi importante perché incasella, uno dopo l’altro, tutti i tasselli che hanno reso così potente l’organizzazione calabrese in terra Sabauda. E quindi la ‘ndrangheta nella nostra regione non è differente da quella in Lombardia, con un alto grado di autonomia dalla casa madre ma legata ai clan in Calabria. Strutturata in locali, distribuite su tutto il territorio, ha “colonizzato” il Piemonte e sono molti gli elementi investigativi che lo confermano. Per la Dna, infatti, un dato è la scelta dei latitanti di tentare di sfuggire alla giustizia, proprio qui, in Piemonte: “è un territorio che, proprio per la presenza di fortissime infiltrazioni di ‘ndrangheta, in grado di sopportare il peso della gestione di importanti latitanti”. I clan seguono logiche familistiche e, molto spesso, i figli o i più giovani della famiglia succedono nella gestione...


Il Guatemala nelle mani della criminalità

Feb 19th, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Nei primi quarantacinque giorni del 2014 in Guatemala sono “scomparsi” circa 200 minori. Le zone maggiormente interessate sono state la capitale, Quetzaltenango e San Marcos. Ne ha dato notizia, alcuni giorni fa, un ufficiale della Polizia nazionale civile guatemalteca, precisando che tale fenomeno sarebbe imputabile, in alcuni casi, a decisioni dei singoli di scappare di casa, mentre nella maggior parte dei casi si tratta di sequestri di giovani e di tratta delle persone. La violenza e la corruzione da queste parti sono, ormai, endemiche. Nel fine settimana appena trascorso in tutto il paese vi sarebbero stati oltre venti omicidi. Non si contano più le rapine in strada e le estorsioni. Anche le istituzioni deputate alla sicurezza sono fortemente colluse con la criminalità. Tra il 2009 e il 2010, i due direttori della polizia nazionale, con altri funzionari dell’istituzione, sono finiti in manette per associazione a delinquere, truffa, detenzione illegale di droga ed altri gravi reati. La situazione non è certo migliorata da allora se si pensa che sono ancora molti i processi penali che si celebrano mensilmente contro poliziotti infedeli. Il conflitto a fuoco tra poliziotti, alcuni giorni fa, nel porto di Quetzal, con la morte di tre di loro...


Le mafie restituiscono il maltolto

Feb 19th, 2014 | Categoria: news
I beni confiscati come riutilizzo sociale, come emblema di legalità, di sviluppo sostenibile e di coesione territoriale. È questa la quintessenza del primo Forum nazionale sui beni confiscati organizzato da Libera, che si svolgerà in Campidoglio a Roma, sabato 1 marzo. Una giornata durante la quale saranno toccati diversi argomenti come l’importanza della legge Rognoni-La Torre, le esperienze territoriali, i beni confiscati come modalità di inclusione sociale e di economia sana. Interverranno il sindaco di Roma Ignazio Marino, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti,  l’ex ministro Virginio Rognoni,  Franco La Torre e Davide Pati della Presidenza di Libera, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, il presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà, il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il fondatore e presidente di Libera don Luigi Ciotti, la direttrice del Consorzio Libera Terra Mediterraneo Valentina Fiore. I vari interventi saranno introdotti e moderati da Enrico Fontana, coordinatore nazionale dell’associazione Libera. Le conclusioni dei lavori saranno invece affidate a Nando dalla Chiesa, presidente onorario di Libera. Per ulteriori informazioni www.libera.it (Ma.De.)


Operazione “Abbraccio”, arrestato anche ex giudice

Feb 14th, 2014 | Categoria: news
Giancarlo Giusti, ex gip del Tribunale di Palmi, è stato arrestato questa mattina – insieme ad altre sei persone – nell’ambito dell’operazione “Abbraccio” condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria contro la cosca Bellocco. “Ex” perché Giusti era stato sospeso dal Csm a seguito di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia. Secondo l’accusa, l’ex togato avrebbe fatto affari con la cosca Lampada; anzi, secondo gli inquirenti Giusti è a “libro paga” della ‘ndrangheta. Fu quindi arrestato il 28 marzo 2012 per corruzione aggravata dalle finalità mafiose e condannato – il 27 settembre dello stesso anno – a quattro anni di reclusione. Il giorno successivo la sua traduzione nel carcere di Opera, Giancarlo Giusti tentò il suicidio; dopo il ricovero in ospedale, gli furono riconosciuti gli arresti domiciliari. Questo il suo “statut” quando stamane è stato raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare emesse dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Vincenzo Luberto, affiancato dal procuratore di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo e dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. L’operazione ha interessato i territori di Rosarno, Milano, Avellino, Benevento e Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro.  


Riduzione in schiavitù e tratta. Dati preoccupanti

Feb 14th, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Parlare, ancora oggi, in Italia, di persone ridotte in schiavitù (o mantenute in stato di servitù) e di tratta di esseri umani, può sembrare un argomento irreale, fuori dal tempo. Invece, nonostante le innumerevoli norme contenute in convenzioni internazionali, trattati, accordi, solenni dichiarazioni che vietano e condannano queste condotte, le statistiche ci indicano la triste realtà di persone ridotte in una condizione simile a quella di una “cosa” posseduta da altri. Sia chiaro, è un fenomeno disgustoso che in diversi paesi nel mondo assume anche dimensioni drammatiche come emerge dai consueti rapporti annuali dell’Unodc (quello relativo al 2013 è in fase di elaborazione) e, per ultimo (ottobre 2013) dalla Ong australiana “Walk free” secondo cui circa trenta milioni di persone si trovano in condizioni di schiavitù. Ma anche nel nostro Paese i dati statistici nazionali devono indurre a serie riflessioni.  Solo nel 2013, le forze di polizia hanno segnalato alla magistratura (dati non ancora definitivi a febbraio 2014) 228 persone per il delitto di riduzione in schiavitù (art.600 del C.P.) e 72 per quello di tratta (art.601). Per entrambi questi delitti, la Campania è in testa alla graduatoria nazionale, rispettivamente, con 43 e 33 persone denunciate, seguita dalla Lombardia con...


Il 22 marzo a Latina per ricordare le vittime innocenti delle mafie

Feb 13th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di redazione
Secondo le ultime relazioni della Direzione distrettuale antimafia di Roma, la zona laziale più appettibile risulta essere la provincia di Latina. Questa è la terra di conquista dei clan Bardellino, Esposito, La Torre, Mallardo e Moccia. È il territorio in cui nel 2009 non si procedette – su impulso dell’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni –  allo sciogliemento del Comune di Fondi, nonostante il prefetto gli avesse inviato una relazione di cinquecento pagine con le prove dei condizionamenti da parte delle ‘ndrine calabresi. È la provincia in cui don Cesare Boschin fu ucciso il 30 marzo 1995. Un territorio che si incastona in una regione – il Lazio – dove sono presenti oltre seicento beni sottratti ai boss, teatro di traffici illegali di rifiuti intorno alla discarica di Borgo Montello, di abusivismo edilizio; dove il mercato ortofrutticolo di Fondi è preda della criminalità organizzata, che anche in questa regione investe nella ristorazione e nel commercio: emblema è “Il Café du Paris” della rinomata via Veneto a Roma, sequestrato e confiscato nel 2009 alla ‘ndrangheta.Questi sono alcuni dei motivi per i quali si svolgerà a Latina la 19esima della Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le...


Don Marcello Cozzi: cari imprenditori calabresi, ribellarsi alla ’ndrangheta si può

Feb 13th, 2014 | Categoria: articoli
    Lettera aperta di don Marcello Cozzi, vicepresidente di Libera, agli imprenditori calabresi (dal sito www.libera.it) Quando Pietro ci chiese aiuto era terrorizzato, rassegnato, senza prospettive. Eravamo per lui l’ultima spiaggia. Probabilmente non per ritrovare una vita normale: dentro di sé, forse, sapeva che nulla sarebbe stato più come prima e che nessuno gli avrebbe più restituito la tranquillità di un tempo. Ma almeno riprendersi la dignità violata, quello si; almeno recuperare quel senso di umanità da troppo tempo calpestata dalla prepotenza e dall’arroganza mafiosa. Almeno questo!Non fu difficile convincerlo alla denuncia. Il resto venne da se: le indagini, gli arresti, la protezione immediata, e oggi la libertà ritrovata. Si, proprio così: libertà; non importa se per ricominciare a vivere è dovuto andare fuori dalla sua terra, non importa se da qui in poi incontrerà inevitabili e complicati intoppi burocratici e non importa neanche se un giorno ritornerà. Importa, invece, che lui la mafia l’ha messa sotto i piedi, che gli è bastato fare nomi e cognomi, che i suoi aguzzini a vederli oggi in un’aula di tribunale sembrano più cani allo sbando che lupi inferociti. Importa, insomma, aver dimostrato che delle Istituzioni ci si può fidare e che i mafiosi non sono...