La mafia ringrazia, incontro a Roma con Camilleri, Ingroia e Flores d’Arcais

1 Nov 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Gianluca Palma

Ieri a Roma al teatro Ambra alla Garbatella l’iniziativa di MicroMega. Si è parlato del processo sulla trattativa Stato-mafia, del contrasto alla magistratura, della corruzione e delle elezioni in Sicilia. Il procuratore ha rassicurato: “Parto perché me lo ha chiesto l’Onu. Il mio è un arrivederci all’Italia e dal Guatemala potrò dire molte più cose che in questi anni non ho potuto dire per via del mio ruolo”.  

“La mafia ringrazia” lo Stato per i depistaggi, le reticenze, le omissioni e l’isolamento nei confronti dei magistrati che in questi anni hanno svolto le indagini sulla trattativa tra pezzi di Cosa Nostra e pezzi dello Stato. Di questo e di tanto altro si è parlato ieri sera al teatro “Ambra alla Garbatella”a Roma, all’interno di un’iniziativa organizzata dalla rivista MicroMega, con Paolo Flores d’Arcais, lo scrittore Andrea Camilleri e il procuratore Antonio Ingroia, a pochi giorni dalla sua partenza per il Guatemala.

Paolo Flores non ne ha dubbi: “I nostri magistrati godono di grande fama e stima a livello internazionale, mentre nel nostro Paese vengono attaccati e infangati quotidianamente. Il lavoro che hanno svolto in questi anni Ingroia e tutta la procura di Palermo è importantissimo. Tutti i magistrati dovrebbero essere partigiani della Costituzione”.

Il direttore di MicroMega ha spiegato come lo Stato ha sicuramente forze maggiori e migliori per eliminare la mafia, “ma questa lotta nessuno ha intenzione di farla”.

A dar man forte alla sua tesi è stato Andrea Camilleri, che ha ribadito: “Attualmente assistiamo a nuovi attacchi alla magistratura. Mi auguravo che dopo la pioggia berlusconiana arrivasse la primavera, non il diluvio! Prima gli attacchi arrivavano da chi aveva più scheletri nell’armadio da fare invidia ai monaci della Cripta di Palermo”. Poi, riferendosi alle manovre anticrisi del governo Monti, ha aggiunto: “E’ inutile che questo governo cerca di combattere lo spread se non combatte prima la corruzione. Finché l’Italia non ha avrà fatto pulizia interiore ed esteriore la situazione non cambierà mai. Ci vuole una rivolta morale”.

Non hanno risparmiato critiche nemmeno al Presidente Napolitano e alle sue conversazioni intercettate con l’ex ministro Nicola Mancino: “Il Presidente ha fatto ciò che non avrebbe dovuto fare, ossia sollevare il conflitto di attribuzione mettendo i bastoni fra le ruote alla Procura di Palermo che non aveva fatto nulla di illecito. Ma come ha dichiarato anche Zagrebelski, la sentenza della Corte Costituzionale è già scritta, è darà certamente ragione a Napolitano, piegandosi ai suoi voleri”. A questo punto un ricordo a un altro Presidente: “Pertini una cosa del genere non l’avrebbe mai fatta e si sarebbe schierato in prima linea per aiutare il lavoro della magistratura”.

Secondo Flors d’Arcais: “In Italia manca il reato di ostruzione alla giustizia, presente invece nell’ordinamento anglosassone. Ciò avrebbe evitato che le indagini subissero rallentamenti”.

E molto forte è lo sconforto di Antonio Ingroia di fronte al comportamento delle istituzioni: “Noi magistrati siamo stati ripetutamente isolati dallo Stato che non vuole che si scopra la verità sulla stagione stragista, perché la verità fa paura. Siamo diventati i nemici pubblici. Anche Falcone e Borsellino subirono attacchi e isolamento quando negli anni ottanta assestarono un duro colpo alla mafia col maxiprocesso. Fu in quel momento che cessò il consenso alla magistratura. Successivamente – prosegue – Falcone venne anche accusato di essere giudice di opposizione, vicino al Pci.

 Riguardo alla sua imminente partenza per il Guatemala, il procuratore afferma: “Ho subito molte critiche per aver accettato questo incarico dell’Onu, dicono che scappo perché so che l’indagine che ho svolto è debole, ma se fossi rimasto mi avrebbero tacciato di esibizionismo. Ad ogni modo ora voglio lavorare per il contrasto transnazionale alle mafie, perché anche a quel livello vanno costruite strutture solide. Il mio è un arrivederci all’Italia, non certo un addio. Anzi mi sentirò molto più libero di dire cose che finora non ho potuto dire”.

E alcune cose le dirà anche sul blog che MicroMega gli ha offerto sul sito internet e che si chiamerà “Dall’esilio”.

Si è parlato anche delle elezioni in Sicilia, sulle quali Camilleri ha detto: “Dobbiamo evidenziare due fatti, che più della maggioranza dei siciliani non ha votato o ha scelto il Movimento 5 Stelle che è un’altra forma di rifiuto della politica. E poi che chi ha votato ha scelto Crocetta, candidato antimafia e uomo coraggioso. Ora vedremo che succede, se riesce a realizzare anche la metà delle cose che ha detto sarà un grande risultato e speriamo che possa contagiare anche altre regioni”.

A conclusione della serata è arrivato anche Marco Travaglio che su Napolitano ha dichiarato: “Si è invocata la distruzione delle bobine delle telefonate tra lui e Mancino, ma non c’è scritto da nessuna parte che il Presidente della Repubblica non può essere intercettato”.

 

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