Colpita costola laziale del clan ‘ndranghetista degli “Alvaro”
14 giu 2011 | Categoria: news
Su richiesta della procura distrettuale antimafia di Roma, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di due indagati per intestazione fittizia di beni con l’aggravante delle finalità mafiose. In contemporanea sono state eseguite 17 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati a piede libero per i medesimi reati.
Questo il bilancio dell’operazione denominata “Rilancio”, con la quale i carabinieri del Ros hanno colpito una costola laziale del clan ‘ndranghetista degli “Alvaro”, originario dei Comuni di Sinopoli e Cosoleto (Reggio Calabria), dedita al reinvestimento e reimpiego dei capitali illeciti proprio attraverso l’acquisizione di attività commerciali nella capitale. I carabinieri sono riusciti inoltre a ricostruire “l’intera rete dei prestanome utilizzati per aggirare le possibili iniziative giudiziarie sul fronte patrimoniale”.
Dalle indagini condotte dal Ros è emerso “l’elevato livello di penetrazione raggiunto dalla cosca nel tessuto economico capitolino ed è stata ricostruita l’intera rete dei prestanome utilizzati per aggirare le possibili iniziative giudiziarie sul fronte patrimoniale”.
Eseguito anche un provvedimento di sequestro preventivo di due attività commerciali sulla Capitale per un valore di circa due milioni di euro, che si aggiunge a quello già eseguito nel corso delle indagini, realizzati a partire da luglio 2009, e che hanno portato al sequestro di beni per oltre 200 milioni di euro. Fra le attività già precedentemente confiscate anche alcuni locali storici di Roma, come il Caffè de Paris e il George’s.
(m.imp)














