Cosa nostra
10 mar 2011 | Categoria: Argomenti
“Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. Ci sono entrato per caso. E poi ci sono rimasto per un problema morale. La gente mi moriva attorno”, Paolo Borsellino.”La contraddizione definisce Palermo. Pena antica e dolore nuovo, le pietre dei falansteri impastate di sangue ma anche di sudore onesto. La Mafia che distribuisce equamente lavoro e morte, soperchierìa e protezione”, Leonardo Sciascia.
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oggi, 23 maggio, un altro anniversario di sacrificio e morte ancora insoluto, perché ancora nulla si sa dei mandanti veri, dei potenti che stavano dietro le stragi. Che strazio allora, che dolore ancora oggi, un dolore cupo sordido, di quelli che ti fanno sentire male, perché impotente, come si fosse in una nebulosa che vista dalla terra, non fa capire niente. Piccoli punti luminosi ma soprattutto tanto buio e nero. Ecco così mi sento, dentro a qualche cosa tanto più grande di me, di noi, ma con una certezza: che i politici attuali sono sulla linea e forse peggio, dei vecchi; stanno facendo della Sicilia e del Sud la sacca di povertà cui sacrificare il loro benessere. Ma la zavorra che Noi rappresentiamo, non può rivoltarsi contro? perché dobbiamo essere sempre e solo i vinti? pure il mondo africano si sta ribellando che aspettiamo ancora?