Occupato il feudo del boss Michele Greco

16 giu 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Francesco Galante

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A Verbuncaudo vedi un panorama che ti aspetti in un film sulle lotte contadine, ambientato 60 anni fa. Così i campi di grano arsi dal sole, anche se è solo metà giugno, così il caseggiato che li domina dall’alto; un feudo di 150 ettari e un mare di bandiere rosse a occuparlo: anche oggi bisogna lottare per dare la terra a chi la lavora.

E’ un caso di studio, quello del bene di 150 ettari a Polizzi Generosa, comune della Madonie, confiscato a Michele Greco; è solo una parte del latifondo originario, da sempre passato in mani mafiose. La confisca definitiva ai danni di Greco e l’assegnazione all’amministrazione locale, oggi guidata da Patrizio David, nel maggio del 2008 hanno aperto la strada all’assegnazione in comodato alla cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra. Come in tanti, troppi altri casi in Italia, il bene è però gravato da ipoteca, messa in riscossione dalla Pirelli Re, cui aveva ceduto il credito il Banco di Sicilia. Il rischio, che per i familiari di Greco è la soluzione ideale, è che il terreno venga messo all’asta per la vendita. Verbuncaudo risulta oggi in affidamento a privati, con l’autorizzazione del giudice competente del tribunale di Termini Imerese e del curatore giudiziario.

E la CGIL siciliana, che il 15 giugno ha condotto in manifestazione 1500 persone sul suolo di Verbuncaudo, non intende mollare la presa sulla riassegnazione del bene a scopi sociali. Con i sindacalisti arrivati da tutte le province marciavano anche Libera, l’Anpi, il centro Pio La Torre e vari comitati e associazioni. Dal palco, organizzato a bordo di un trattore, tanti interventi per suonare l’allarme su una “mafia che fino a ieri produceva eccellenze vinicole anche sulle Madonie”, come ricordato dal vicepresidente della Provincia Piero Alongi facendo riferimento al sequestro di un’azienda vinicola che apparterrebbe a Bernardo Provenzano, e per chiedere che il bene non torni in mani mafiose. Alongi ha anticipato la costituzione di un Consorzio di Comuni sulle Madonie, che contrasti le mafie togliendogli consenso sul piano del lavoro con la stessa efficacia che nel corleonese. Ascolta tutti e si commuove anche Vincenzo Liarda, il responsabile CGIL di Polizzi che più volte ha ricevuto intimidazioni proprio per il suo impegno a favore del ritorno di Verbuncaudo al riuso sociale, con l’assegnazione alla cooperativa Placido Rizzotto.

A Verbuncaudo, dove sicuramente le orecchie dei mafiosi stavano attente, a sostegno di Liarda è intervenuta anche la segretaria nazionale della Cgil Susanna Camusso, che ha ricordato come quella di Verbuncaudo sia una battaglia per le persone e per il futuro. Per Camusso: “Se si sottraggono le risorse e il lavoro alle regole si arretra dal controllo del territorio dando alle mafie spazio. Siamo tutti Vincenzo Liarda perché non vogliamo eroi solitari, non la cultura degli eroi ma dei cittadini responsabili. Perché – ha continuato la leader sindacale – un Paese che non lotta per Responsabilità, Legalità e Giustizia condanna i suoi giovani ad andarsene, rinunciando al proprio futuro: dobbiamo insegnare che la mafia non è un’opportunità”.

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