Calabria, continuano le intimidazioni ai magistrati antimafia

10 mar 2010 | Categoria: news

Il 6 marzo una busta contenente un proiettile è stata rinvenuta presso l’ufficio postale di Saline ioniche, frazione di Montebello ionico, in provincia di Reggio Calabria. Destinatario dell’atto intimidatorio il pubblico ministero della Dda di Reggio Antonio De Bernardo. Il materiale sequestrato dai carabinieri è stato consegnato al Ris di Messina per l’analisi scientifica dei reperti.
De Bernardo negli ultimi anni si è occupato di varie inchieste su traffico di stupefacenti, armi e usura. Attualmente è impegnato nel processo “Ramo spezzato” che riguarda esponenti del clan Iamonte di Melito Porto Salvo, territorio che è stato svariate volte oggetto delle sue indagini.
A Vibo Valentia, la notte del 7 marzo è comparsa su un muro del centro la scritta “Spagnuolo vattene o muori”. L’intimidazione è indirizzata al procuratore capo Mario Spagnuolo, che ha impegnato la procura in importanti inchieste contro la criminalità locale. Spagnuolo era stato già oggetto di intimidazioni negli anni scorsi, quando prestava servizio presso la Dda di Catanzaro. Solidarietà a nome di tutto il Consiglio superiore della magistratura è stato espresso dal vice presidente Nicola Mancino.

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