Delitto Rostagno, svolta nelle indagini

10 apr 2008 | Categoria: news

Le indagini sulla morte di Mauro Rostagno – giornalista della rete televisiva di Trapani “Rtc” e anima della comunità di recupero Saman di Valderice, ucciso a colpi di fucile la sera del 26 settembre 1988 – sarebbero a una svolta. Secondo una perizia balistica, effettuata con le più recenti tecnologie, sui proiettili che hanno ucciso l’ex esponente di Lotta continua, l’arma che ha sparato sarebbe stata utilizzata in precedenti delitti di mafia. Cadrebbero, dunque, definitivamente le piste investigative che avevano cercato i mandanti dell’omicidio al di fuori di Cosa nostra trapanese. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Dda di Palermo Antonio Ingroia e sono condotte dalla Squadra mobile di Trapani guidata da Giuseppe Linares. Gli inquirenti stanno verificando le acquisizioni investigative relative ai delitti di mafia connessi all’arma incriminata per individuare esecutori e mandanti. Attualmente indagato risulta l’ex boss di Trapani Vincenzo Virga, arrestato per mafia il 20 febbraio 2001. Alcuni collaboratori di giustizia avevano già parlato in passato del coinvolgimento di Cosa nostra nel delitto. Vincenzo Sinacori, ex killer di Mazara del Vallo, ha raccontato di un incontro tra Francesco Messina Denaro (di Castelvetrano, padre del super latitante Matteo) e il mazarese Francesco Messina durante il quale sarebbe stata presa la decisione di eliminare Rostagno, affidando l’esecuzione ai clan trapanesi. Mentre Enzo Brusca e Antonio Patti hanno descritto il fastidio che le inchieste giornalistiche di Rostagno suscitavano all’interno dell’organizzazione, all’epoca fermamente nelle mani del Corleonese Totò Riina.

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