Sequestri Pinna e Vettrice, no all’oblio
10 apr 2007 | Categoria: newsIn anni di grande attenzione mediatica al tema dei sequestri di persona verificatisi in teatri di guerra internazionali, sembrano cadute nel più profondo oblio le vicende di due cittadini vittime non del terrorismo internazionale, ma della criminalità nostrana. Si tratta dell’imprenditore sardo Giovanni Battista Pinna, sequestrato il 14 settembre 2006, e dell’operaio Renato Vettrice di Bovalino (Rc), scomparso il 13 agosto 2005. Il Gruppo Abele e Libera, in un comunicato congiunto, chiedono di non dimenticarli: «Messo in atto dalla criminalità organizzata, dalla violenza politica o dalla repressione delle dittature, il sequestro di persona resta tra i crimini più odiosi in quanto sottrazione violenta del bene più prezioso della vita di un uomo: la libertà». Il 29 marzo scorso Giuseppe Soffiantini, l’imprenditore bresciano vittima 10 anni fa di un sequestro durato 237 giorni, ha rivolto un appello per Giovanni Battista Pinna dalle colonne del settimanale diocesano «La voce del popolo»: «Qualche trafiletto di giornale, un appello lanciato dal Santo Padre e nient’altro. Cos’è? Non è forse un uomo? Perché non si parla di questo uomo sequestrato da sei mesi?».














